lunedì 20 febbraio 2017

“SANITA' UGUALE PER TUTTI. O FORSE NO?”.

Con la riforma della Sanità, passando dalle otto ASL alla “ASL Unica” (ATS, Azienda per la Tutela della Sanità), l'obbiettivo dell'assessore alla sanità Arru era quello di risparmiare, ed è quello che è successo, anche se nei settori, invece, da salvaguardare.
Nelle scuole, come a casa, ma anche nelle strutture pubbliche, esiste un piccolo “esercito” di persone che hanno scelto di lavorare con bambini, ragazzi, adulti ed anziani “problematici”, con tutte quelle persone che presentano patologie, sia fisiche che psichiche, invalidanti e di conseguenza che non consentono di affrontare la quotidianità senza l'aiuto proprio di questi specialisti.
Questo “esercito” è formato da medici, educatori, insegnanti di sostegno, fisiatri; alcuni sono dipendenti pubblici, ma la maggior parte sono dipendenti di cooperative che lavorano in appalto per l'ATS.
Il lavoro svolto da queste persone è molto importante sia per gli assistiti che per le loro famiglie, che si sentono spesso disorientate dalla troppa burocrazia ed abbandonate dai funzionari pubblici, obbligandole a districarsi in un sistema farraginoso ed a volte proprio sconosciuto.
Per gli operatori, superato l'impatto del decreto “Buona Scuola”, che ha riorganizzato il servizio educativo negli istituti scolastici di ogni grado, senza tenere conto delle esigenze reali sia degli assistiti che degli operatori, ecco arrivare una nuova tegola: con la riforma regionale, ci si è “dimenticati” di queste figure educative, arrivando alla negazione e quindi alla mancata retribuzione dei diritti contrattuali, come, ad esempio, le ferie o i permessi.
Non riconoscendo agli operatori sociali i loro diritti, si mette a rischio il normale svolgimento delle attività e come se non bastasse, l'assessore Arru non rileva alcun problema e non riconosce l'importanza delle motivazioni della protesta degli operatori sociali.
Ancora una volta l'amministrazione pubblica si è dimenticata di una parte di cittadini, proprio dei più deboli, di quelli che non possono alzare la voce.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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