mercoledì 28 dicembre 2016

“NUORO E L'ISOLAMENTO FERROVIARIO”.



Una vera linea ferroviaria, a Nuoro, non c'è mai stata. Ma adesso, con la chiusura (per ora definitiva) della tratta Macomer-Nuoro, i treni vengono soppressi anche in maniera ufficiale.
Al di là dello scarso impatto pratico della decisione (la stragrande maggioranza dei trasporti della zona avveniva su gomma), si tratta di un atto che dal punto di vista politico peserà enormemente. Ma a pesare ancora di più è l'inquietante silenzio della Giunta regionale, ormai da tempo allo sbando ed in palese stato confusionale.
In concreto, è stata data attuazione ad una misura del Ministero dei Trasporti, in base alla quale la presenza di un secondo macchinista e dei casellanti in prossimità dei passaggi a livello diviene obbligatoria: le linee che non soddisfano tali requisiti vengono soppresse, con tagli insensati e neo-giacobini, in nome di un centralismo fallimentare e storicamente avulso dalle realtà locali.
Nuoro diventa così l'unica provincia italiana ad essere priva di una rete ferroviaria, e il primato solitario, in questo caso, non è certo invidiabile.
I sindaci di Nuoro e Macomer hanno immediatamente protestato, facendo pressione affinché i criteri venissero rivisti. Il Sindaco nuorese Soddu, in particolare, ha sottolineato la necessità di una linea che colleghi Macomer e Abbasanta con la Gallura: in questo modo, Nuoro sarebbe uno snodo strategico e logisticamente centrale. Ma Pigliaru, come suo solito, farà orecchie da mercante, rivelandosi per quello che è sempre stato: una pedina di Renzi (si è distinto nella sua vergognosa ma infruttuosa campagna per il Sì al referendum) e un servile esecutore dei diktat dei palazzi romani.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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martedì 20 dicembre 2016

"UN NATALE CON POCHE LUCI E MOLTE OMBRE".


Ormai il Natale è alle porte e, come da tradizione, il clima della festa dovrebbe essere rallegrato anche dai colori delle luminarie nelle vie del centro.
Questa era l’immagine tipica anche delle strade di Sassari, ma quest’anno non c’è traccia di colore: le vetrine degli esercizi commerciali, che ancora lottano per non abbassare le saracinesche, sono sobrie e dignitose, eufemismo per dire che sono ben lontane dalle luci sfavillanti che li caratterizzavano fino a qualche anno fa.
Le strade del centro non fanno eccezione e le poche luminarie presenti non riescono a rallegrare le poche settimane che precedono l’arrivo della Befana, che oltre a tutte le feste si porterà via anche le poche speranze dei negozianti di fare buoni affari in una città ormai apatica e disillusa sul proprio futuro.
L’amministrazione guidata da Nicola Sanna, a Palazzo Ducale ormai da un sufficiente lasso di tempo per poter essere giudicata con cognizione di causa, non è riuscita ad invertire la situazione di degrado, abbandono e crisi che si percepisce girando in una qualunque strada di quello che per anni è stato spacciato come un “centro commerciale naturale”: bar, pizzerie e locali di successo in non più di un paio di vie, negozi storici che ormai si possono contare sulle dita di una mano, altri esercizi aperti ma disertati dai clienti.
Non parliamo poi del centro storico: quello che dovrebbe essere il cuore pulsante della storia e del commercio cittadino ormai è un autentico monumento al degrado e all'abbandono. 
Vie un tempo famose e ricche di storia sono diventate terra di nessuno, o meglio regno di stranieri che hanno aperto piccoli market e rivendite di kebab, che, rimanendo aperte quasi tutta la notte, si sono trasformate velocemente in bivacco di gente poco raccomandabile che hanno allontanato residenti storici e giovani.
Le poche proposte di rilancio e rivitalizzazione formulate dal sindaco sono rimaste tutte sulla carta o sono state snobbate da operatori economici ed altre istituzioni, come ad esempio l’idea di creare un campus universitario nel cuore della città antica, utilizzando un’ex caserma o un vecchio albergo da decenni regno di drogati e senzatetto, che non ha avuto nessun riscontro da parte di Università ed ERSU, oltre ad essere criticata dagli stessi studenti. 
La situazione del capoluogo è lo specchio di una politica senza idee e contenuti, che si occupa solo di sopravvivere, invece di farsi promotrice di un rinnovamento che avrebbe inevitabili ricadute anche sul territorio circostante. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
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giovedì 15 dicembre 2016

“GIUNTA PIGLIARU E FAMIGLIE NUMEROSE”.


La Sardegna è una terra a vocazione agricola e seppure stia vivendo da tempo l'esodo dalle campagne alle città, una buona parte delle famiglie ha ancora un pezzo di terra da accudire ed anche per questo le famiglie sarde sono numerose.
In Sardegna sono più 2100 in nuclei famigliari con quattro figli a carico di età compresa fra 0 e 25 anni e circa 200 quelli con più di cinque figli a carico.
Nonostante questi numeri, l'allarme spopolamento, lanciato spesso dai sindaci, risuona ciclicamente e la Regione Sardegna ha le sue colpe, non facendo nulla di concreto per invertire questa tendenza.
La Giunta Pigliaru ha tagliato in fondi per le famiglie che hanno quattro figli, non certo in nome del risparmio dei soldi pubblici, dal momento che parte dei fondi tolti alle famiglie sarde sono stati dirottati alle spese di accoglienza dei minori non accompagnati, che ancora continuano ad arrivare nella nostra Isola.
Purtroppo, la crisi economica e del lavoro, che attanagliano l'Italia ed in particolare la Sardegna, costringono le famiglie a mortificare alcuni diritti (in primis, salute ed istruzione), che stanno diventando sempre più irraggiungibili a causa dei costi elevati.
I fondi tagliati, infatti, servivano alle famiglie per far fronte principalmente alle spese scolastiche ed ai costi legati alla presenza di un figlio con disabilità: ora sarà ancora più difficile garantire il diritto allo studio (in una regione con una dispersione scolastica preoccupante) ed offrire servizi medici ed assistenziali adeguati (dopo i tagli spregiudicati nel settore della sanità).
La famiglia costituisce la prima società umana, per questo motivo deve essere protetta ed aiutata dalle istituzioni, che hanno il compito-dovere di attenersi al “principio di sussidiarietà”, che implica uno sostentamento reale verso le famiglie in ogni ambito. Compreso quello economico.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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venerdì 2 dicembre 2016

“ELISOCCORSO, NUORO ESCLUSA”.


La Giunta Pigliaru persiste nel danneggiare il Nuorese e le zone interne.
Le basi per il servizio di elisoccorso, di cui si parla da anni, saranno a Cagliari, Olbia ed Alghero.
E sebbene l'assessore alla Sanità, il nuorese Luigi Arru, abbia tentato un'improbabile arrampicata sugli specchi, asserendo che a Nuoro una base dell'elisoccorso avrebbe “creato problemi ai cittadini che abitano in prossimità dell'elibase”, lo schiaffo all'entroterra sardo è di tutta evidenza.
Dopo l'accorpamento della Camera di Commercio nuorese ed i tagli alla Sanità in ospedali già privi di alcuni reparti (a Sorgono manca ostetricia, ed un anno fa una donna di Ovodda fu costretta ad abortire perché gli ospedali erano tutti troppo lontani), la Regione, invece di puntare, quantomeno, sul potenziamento dei collegamenti (che nel Nuorese sarebbero la vera ed unica àncora di salvezza), sceglie una strategia opposta, isolando l'entroterra e condannandolo allo spopolamento ed all'abbandono.
Molti esponenti politici nuoresi (dal sindaco Soddu a Roberto Capelli, Ncd) hanno sottolineato l'assurdità della scelta, facendo notare che proprio la centralità geografica di Nuoro avrebbe potuto assicurare voli molto più celeri e tempestivi.
Ma del resto la Barbagia, politicamente, conta meno delle aree costiere.
E continua a perdere abitanti.
In realtà Pigliaru non fa altro che perpetuare i diabolici piani di altri tecnocrati, quelli di Bruxelles, che cercano in ogni modo di sopprimere identità e localismi, aprendo le porte ad allogeni di ogni angolo del Globo, concentrandoli nelle grandi città, ormai divenute ambienti promiscui, inquinati e meticci (oltre che insicuri).
Mentre i piccoli paesi, scomodi anche da un punto di vista politico/elettorale (Trump docet), oltre a venire svuotati, subiscono una propaganda infame e mortificante, che li tratta alla stregua di folklore esotico.
I Sardi prendano atto che la riscossa della nostra terra passa inevitabilmente dalla tutela delle zone interne, depositarie della Tradizione e custodi dell'Identità.
E chi colpisce Nuoro, colpisce la Sardegna.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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