venerdì 16 settembre 2016

“QUANDO LA SCUOLA NON E' POI COSI' TANTO BUONA”.

Uno degli effetti collaterali dell'insistente crisi economica che sta attraversando l'Italia sono i “neet” (not engaged in aducation, employment or training), in pratica tutti quei ragazzi fra i 15 ed i 29 anni che non affrontano un percorso formativo, né lavorativo, che in Sardegna sono in numero preoccupante (circa 81 mila), vuol dire che un ragazzo su tre si è arreso, non cerca lavoro “tanto non ce n'è” e non studia “tanto è inutile”.
La Regione Sardegna, a modo suo, cerca di migliorare la situazione con corsi di formazione, che, però, spesso, rimangono a metà per mancanza di fondi.
L'aiuto maggiore dovrebbe, però, arrivare dal Governo nazionale, che deve essere il primo a garantire un'istruzione adeguata, ma, come si sta accadendo in questi giorni, la scuola è ormai lasciata allo sbando.
Infatti, è appena suonata in tutta Italia la prima campanella e già divampano le polemiche che, a dire la verità, sono iniziate ancora prima.
Con la nuova riforma, il Governo Renzi non ha fatto altro che gettare nel caos l'intero sistema scolastico: in Sardegna, ad esempio, circa 500 professori hanno appreso solo 24 ore prima del suono inaugurale dell'anno scolastico, quale sarebbe stato il loro “ambito territoriale”, la zona a cui sono stati assegnati (10 in Sardegna).
Il secondo passo, a carico degli insegnanti, è mettere il proprio curriculum in un'apposita sezione del sito del Ministero dell'Istruzione, da cui i Presidi (in autonomia secondo la nuova riforma) dovranno andare a pescare i docenti, che ritengano più adatti al proprio istituto. Ciò ne deriva che molte classi inizieranno l'anno senza professori o con professori di passaggio.
Questa riforma ha sollevato forti polemiche fra i docenti, che si vedono presentate proposte inaccettabili con la formula “prendere o lasciare”.
Un altro aspetto del problema sono gli insegnanti di sostegno, che vengono nominati al termine dell'assegnazione delle cattedre e che spesso sono una sorta di ripiego, per quanto mettano a disposizione impegno e professionalità.
Fanno la loro parte anche le istituzioni locali, con la Regione che accorpa e chiude scuole elementari e medie, come è accaduto a Goni, dove i genitori si sono visti obbligati ad improvvisarsi insegnanti, bidelli ed amministrativi per non costringere i loro figli a viaggi da un paese ad un altro.
Anche il capoluogo Cagliari non fa eccezione: i casi più gravi sono rappresentati dal liceo “Foiso Fois” e dall'istituto “Pertini” dove ci sono le classi, ma non le aule.
Insorgono tutti: presidi, professori, studenti. Queste scuole hanno avuto una notevole crescita degli iscritti negli anni, ma non sembra interessare a nessuno, tanto che alcune classi venivano ospitate in altri Istituti, che, però, ora necessitano di quelli spazi, quindi decine di studenti devono essere dislocati in altre sedi con non pochi problemi per tutti.
Insomma, questo è il caos della scuola che il Ministro dell'Istruzione Giannini (PD), il Governatore della Regione Sardegna Pigliaru (PD) ed il Sindaco della Città Metropolitana Massimo Zedda (SEL) definiscono “buona”!

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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