martedì 27 settembre 2016

“BUONA SCUOLA … MA CHIUSA”.


La “buona scuola” tanto sbandierata dal governo di Matteo Renzi, dopo il caos legato all’assunzione degli insegnanti, nel nord Sardegna registra anche il fenomeno di corsi che non partono e costringono studenti già iscritti a rimanere a casa.
È il caso dell’Istituto Tecnico “Enrico Fermi” di Ozieri, che quest’anno avrebbe dovuto far partire una serie di corsi finalizzati alla creazione di nuove professionalità legate al mondo agricolo, dalla manutenzione del verde alla conduzione di oliveti, lavorazione della pietra e realizzazione di edifici con materiali eco-compatibili.
Le iscrizioni, come per tutti i corsi scolastici, sono state effettuate ben otto mesi fa e vista l’offerta formativa elaborata dalla scuola sembrava ci fossero ottime probabilità di iniziare le elezioni.
Purtroppo tutto si è fermato ad un passo dal traguardo e decine di giovani, che pensavano di poter frequentare corsi di specializzazione a pochi passi da casa, senza doversi sobbarcare i costi del pendolarismo, adesso devono frettolosamente ripensare al loro futuro scolastico.
Lo stop è stato decretato senza tante spiegazioni dal dirigente scolastico, nonostante sia stato superato il numero minimo per lo svolgimento delle lezioni: ciò non solo ha deluso i potenziali utenti, ma ha creato un grosso danno anche ad un’ampia zona del nord Sardegna, dal momento che nella scuola di Ozieri si sarebbero riversati non solo studenti del Logudoro, ma anche quelli del Goceano e del Monteacuto, zone un tempo tra le più produttive della Sardegna.
Si tratta dell’ennesima occasione persa di creare occupazione giovanile specializzata e giocare un ruolo attivo nel rilancio di un vasto territorio, che ha fatto per decenni dell’agricoltura e delle produzioni di qualità il volano della propria economia.
La cosa peggiore, però, è che tutto ciò avviene nell’indifferenza e nel disinteresse degli amministratori locali, sempre pronti a “piangere miseria” per coprire le loro inefficienze, senza muovere un dito per difendere iniziative che potrebbero diventare delle eccellenze per i loro territori e, soprattutto, per giovani altrimenti costretti all’emigrazione.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
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venerdì 16 settembre 2016

“QUANDO LA SCUOLA NON E' POI COSI' TANTO BUONA”.

Uno degli effetti collaterali dell'insistente crisi economica che sta attraversando l'Italia sono i “neet” (not engaged in aducation, employment or training), in pratica tutti quei ragazzi fra i 15 ed i 29 anni che non affrontano un percorso formativo, né lavorativo, che in Sardegna sono in numero preoccupante (circa 81 mila), vuol dire che un ragazzo su tre si è arreso, non cerca lavoro “tanto non ce n'è” e non studia “tanto è inutile”.
La Regione Sardegna, a modo suo, cerca di migliorare la situazione con corsi di formazione, che, però, spesso, rimangono a metà per mancanza di fondi.
L'aiuto maggiore dovrebbe, però, arrivare dal Governo nazionale, che deve essere il primo a garantire un'istruzione adeguata, ma, come si sta accadendo in questi giorni, la scuola è ormai lasciata allo sbando.
Infatti, è appena suonata in tutta Italia la prima campanella e già divampano le polemiche che, a dire la verità, sono iniziate ancora prima.
Con la nuova riforma, il Governo Renzi non ha fatto altro che gettare nel caos l'intero sistema scolastico: in Sardegna, ad esempio, circa 500 professori hanno appreso solo 24 ore prima del suono inaugurale dell'anno scolastico, quale sarebbe stato il loro “ambito territoriale”, la zona a cui sono stati assegnati (10 in Sardegna).
Il secondo passo, a carico degli insegnanti, è mettere il proprio curriculum in un'apposita sezione del sito del Ministero dell'Istruzione, da cui i Presidi (in autonomia secondo la nuova riforma) dovranno andare a pescare i docenti, che ritengano più adatti al proprio istituto. Ciò ne deriva che molte classi inizieranno l'anno senza professori o con professori di passaggio.
Questa riforma ha sollevato forti polemiche fra i docenti, che si vedono presentate proposte inaccettabili con la formula “prendere o lasciare”.
Un altro aspetto del problema sono gli insegnanti di sostegno, che vengono nominati al termine dell'assegnazione delle cattedre e che spesso sono una sorta di ripiego, per quanto mettano a disposizione impegno e professionalità.
Fanno la loro parte anche le istituzioni locali, con la Regione che accorpa e chiude scuole elementari e medie, come è accaduto a Goni, dove i genitori si sono visti obbligati ad improvvisarsi insegnanti, bidelli ed amministrativi per non costringere i loro figli a viaggi da un paese ad un altro.
Anche il capoluogo Cagliari non fa eccezione: i casi più gravi sono rappresentati dal liceo “Foiso Fois” e dall'istituto “Pertini” dove ci sono le classi, ma non le aule.
Insorgono tutti: presidi, professori, studenti. Queste scuole hanno avuto una notevole crescita degli iscritti negli anni, ma non sembra interessare a nessuno, tanto che alcune classi venivano ospitate in altri Istituti, che, però, ora necessitano di quelli spazi, quindi decine di studenti devono essere dislocati in altre sedi con non pochi problemi per tutti.
Insomma, questo è il caos della scuola che il Ministro dell'Istruzione Giannini (PD), il Governatore della Regione Sardegna Pigliaru (PD) ed il Sindaco della Città Metropolitana Massimo Zedda (SEL) definiscono “buona”!

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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domenica 4 settembre 2016

“PIGLIARU, CONFUSIONE TOTALE”.


Caos totale. Non ci sono parole più adatte per definire la nomina del cosiddetto super-manager che guiderà la Sanità sarda. Una situazione ormai stagnante e poco chiara. 
Dopo che nei giorni scorsi la Giunta si è spaccata per l'ennesima volta sul nome decisivo, i giochi sembravano fatti, con la scelta del marchigiano Zavattaro. Del quale, invece, devono ora essere “verificate le competenze”. Tutto da rifare, con la Giunta alle prese con ritardi, malumori e polemiche interne. 
Tenendo conto che l'elenco dei candidati idonei (più di cento) è stato pubblicato da un mese e mezzo e che finora i potenziali favoriti sono sempre stati scartati, la Giunta Pigliaru colleziona una figuraccia dietro l'altra. Nel frattempo, i Commissari delle aziende sanitarie rimarranno al proprio posto, in regime di “prorogatio”.
In mezzo a tutto ciò, Nuoro ed il Centro Sardegna appaiono tagliati fuori, come sempre, dalla solita  spartizione di potere tra Nord e Sud Sardegna: con Cagliari città metropolitana e Sassari sede della Asl, Nuoro si dovrà accontentare di ospitare la sede dell'Areus, l'Azienda regionale per le emergenze-urgenze. 
Un contentino per compensare la chiusura di svariati presìdi nell'entroterra, in ossequio alle sforbiciate di Del Rio.
Pigliaru, come si evince dal cognome, ha origini barbaricine, ma finora ha indubbiamente agito a vantaggio di aree politicamente ed elettoralmente più “pesanti”.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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