martedì 2 agosto 2016

“FERMIAMO LA TRUFFA DEL PECORINO STRANIERO”.


Continua la truffa del formaggio tarocco: secondo la Coldiretti, nel 2015 c'è stato un aumento del 181% delle importazioni di pecorino straniero.
I pastori sardi si sono mobilitati, manifestando a Cagliari, ma tutto questo servirà a poco, senza l'intervento necessario e dirimente dei politici che “pesano” veramente.
Osservando nel dettaglio, talvolta si tratta di formaggio palesemente “farlocco” sin dalla busta (che sovente raffigura una mucca e dunque non ha nulla a che vedere col vero formaggio pecorino).
Più di tre quarti delle forme “fasulle” arrivano dall'Est Europa, specie da Repubblica Ceca e Romania, ma anche da Cina e Stati Uniti.
Infatti, dopo le balzane regole dell'UE sulla famigerata “libera circolazione” (uno dei pilastri storici dell'Unione), ora il Trattato TTIP (in via di definizione) sul libero commercio tra Usa e Unione consentirà anche al formaggio statunitense di invadere i nostri supermercati.
La situazione, dunque, sarà questa: imitazioni, truffe, e soprattutto prodotti malsani e provenienti da Paesi con scarsa tradizione igienica e culinaria che verranno (e vengono già) spacciati per leccornie autoctone.
Nel contempo, come conferma il Presidente della Coldiretti Moncalvo, all'aumento delle importazioni si affianca la tendenza a disdire i contratti ed abbassare i compensi globali dei pastori, con la trita e vecchia scusa della sovrapproduzione.
In pratica, parte del formaggio che presenta la dicitura di “Pecorino sardo” non solo non è sardo, ma spesso nemmeno si tratta di formaggio di pecora.
Bon appetit.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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