giovedì 16 giugno 2016

“CAGLIARI E LA CASA CHE NON C'E'”.



Nei giorni post elettorali, tutta la sinistra (cittadina e nazionale) è più che soddisfatta: Massimo Zedda si è ripreso Cagliari al primo colpo.
Ed ecco che partono le promesse per una città migliore, più pulita, più ecologica, più vivibile.
I cagliaritani sarebbero sicuramente felici di vivere bene nella loro città, ma molti di loro non hanno dove vivere: uno dei problemi più importanti, infatti, è l'emergenza abitativa.
Da ormai diversi decenni, molte famiglie attendono un alloggio comunale o dell'AREA, ma gli enti preposti non sembrano disposti ad ascoltare questa parte di cagliaritani, che spesso vive in condizioni di totale degrado ed alcune volte anche in emergenza sanitaria.
Le istituzioni, a partire da quella più vicina ai cittadini, dovrebbero - ma non lo fanno - attuare il principio di sussidiarietà, offrendo sostegno economico e normativo ai nuclei sociali più in difficoltà, le famiglie appunto; o nel caso non riescano da soli, i comuni devono rivolgersi alle Prefetture, che sono il “contatto diretto con lo Stato centrale”.
Proprio la Prefettura ha chiuso un bando nei giorni scorsi per l'assegnazione di posti letto per gli immigrati. Il bando è stato un flop, ben pochi si sono presentati per mettere a disposizione i posti letto: infatti, degli 800 alloggi ricercati, meno di 500 hanno trovato accoglienza, 300 dei quali sono nel complesso dell'ex motel “Agip” di Pirri, interamente utilizzato per ospitare immigrati.
Tralasciando le proposte oscene di alcuni politici di ripopolare la nostra terra con gli immigrati, cancellando gradualmente la storia e l'identità millenaria sarda, l'attenzione va focalizzata nelle scelte della prefettura di Cagliari, che ha assegnato la gestione degli alloggi a due cooperative: una legata all'inchiesta “mafia capitale” (Domus Caritas), l'altra legata, invece, ad un'inchiesta pugliese per frode in pubbliche forniture (Senis Hospes).
Secondo la Prefettura però, almeno a Cagliari, le carte sembrano i regola.
Visti i fondi destinati al progetto (oltre 20 milioni di euro) si può solo sperare che le valutazioni siano giuste anche perché, non va dimenticato, parliamo di soldi pubblici, ricavati dalle tasse di tutti i cittadini.
Se i milioni di euro (in previsione di spesa) fossero davvero destinati ai cagliaritani ed alle loro famiglie, per aiutarli a crearsi una una vita dignitosa, Cagliari sarebbe sicuramente una città migliore.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.


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