lunedì 23 maggio 2016

“L’INARRESTABILE DECLINO”.


Un altro colpo mortale all’economia della Sardegna nord occidentale. Dopo il fallimento dell’industrializzazione forzata degli anni Settanta e il miraggio della chimica verde degli anni Novanta, gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da sempre nuove promesse che hanno portato solo passerelle elettorali, milioni di euro mai spesi per la realizzazione di progetti più o meno avveniristici e forieri di nuova occupazione, diretta e indiretta.
Adesso è il turno della EP Produzione, società energetica del gruppo EPH che gestisce la centrale energetica di Fiume Santo (Porto Torres), dare un altro pesante colpo alle aspettative del territorio. Dopo aver firmato numerosi protocolli d’intesa con la Regione, la Provincia di Sassari e i Comuni di Sassari e Porto Torres, due giorni fa i responsabili della società hanno annunciato la loro intenzione di rinunciare al progetto di realizzare un quinto gruppo energetico a carbone a causa della diminuzione di domanda di energia elettrica da parte delle industrie sarde e del progressivo bando internazionale del carbone.
È l’ennesima presa in giro che le istituzioni regionali accettano da imprenditori cleptomani e razziatori che calano in Sardegna sventolando mirabolanti progetti industriali che poi, spesso dopo la concessione di generosi fondi pubblici, si rivelano buchi nell’acqua, che non fanno altro che aggravare l’impoverimento di un territorio ormai svuotato dal punto di vista economico e i cui lavoratori sono abbandonati al limbo della cassa integrazione.
Giunta regionale e politici nazionali da passerella elettorale dimostrano, purtroppo sulla pelle di famiglie e giovani, tutta la loro inadeguatezza e incapacità a risollevare le sorti di un territorio che ormai non ha più un tessuto economico degno di questo nome, nonostante possa fare tranquillamente da volano all’intera economia sarda. Basterebbe, infatti, investire in nuove infrastrutture portuali per Porto Torres, evitare di far fuggire le compagnie aeree che fanno scalo ad Alghero, finire una buona volta la strada che collega il capoluogo turritano con Olbia: sono problemi che stanno sotto gli occhi di tutti, ma che purtroppo emergono solo in periodi elettorali o in occasione di scioperi più o meno generali, ai quali non credono più nemmeno i loro promotori sindacali, ormai squalificati dalla loro continua connivenza con i governi amici o dalla immotivata opposizione quando gli amministratori non sono di loro gradimento.
La soluzione a questo sfacelo non è né semplice né immediata, ovviamente, ma sarebbe già un buon inizio cambiare qualche assessore (ad esempio Turismo, Trasporti, Industria), dimostratosi non solo profondamente inadeguato, ma anche totalmente dannoso per il popolo sardo.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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