mercoledì 2 dicembre 2015

"IMMIGRATI IN SARDEGNA? NO, GRAZIE!".


Nel bel mezzo del freddo di Novembre e di eventi di rilievo sul piano internazionale, è ritornato in auge un tema che speravamo non fosse più proposto: il ripopolamento dell'entroterra sardo con l'arrivo di immigrati (profughi e non, pare che stavolta la distinzione non sia importante).
Anni fa, a lanciare quella che sembrava poco più di una boutade era stato un sindaco ogliastrino, bissato da personaggi, purtroppo, ben più noti e influenti. Per esempio, il professor Giuseppe Pulina (Università di Sassari), commissario dell'Ente Foreste: nel 2012 elaborò la bislacca idea di accogliere 15 mila(!) coppie di immigrati per “scongiurare un'implosione demografica”. 
A seguire, l'europarlamentare ed ex Presidente Renato Soru (evidentemente non contento di essere ricordato come colui che ha portato qua la spazzatura di Napoli), recentemente copiato da un altro politico( sempre del Pd), il Presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau. 
L'ultimo in ordine di tempo è il giornalista Beppe Severgnini, uno che si autodefiniva, tanto per intenderci, un “amico della Sardegna”.
Il suo articolo è comparso nientemeno che sul New York Times: il succo è che, secondo Severgnini, le terre incolte della Sardegna (ma anche di altre Regioni) dovrebbero essere affidate a generici “migranti”. 
Non sapendo però che quei suoli sono totalmente inadatti alla coltivazione (se sono stati abbandonati, un motivo ci sarà...).
Al dil là dell'assurdità di tutte queste proposte, colpisce che la Sinistra si mobiliti anche tramite personaggi pubblici molto noti, come Severgnini. 
Anche l'intervento di Renato Soru( forse il politico nostrano più conosciuto, sia in Sardegna che al di fuori dell'isola) è tutt'altro che casuale. 
E lo stesso Ganau è un pezzo da novanta del Pd sardo( nonché uno dei più “presenzialisti” sul piano mediatico).
La sensazione è che gli atlantisti italici abbiano accettato di buon grado le politiche dell'Eurozona, in base alle quali i Paesi più potenti hanno “scelto” i rifugiati più istruiti e meno problematici, lasciando i migranti indesiderati ai Paesi di seconda fascia, come l'Italia. Ecco spiegata la deriva immigrazionista del Pd.
I Sardi reagiscano.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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