mercoledì 18 novembre 2015

“LA SARDEGNA E' SEMPRE IN GUERRA, ANCHE QUANDO LA GUERRA NON C'E'”.

La Sardegna è una terra antica ed intrisa di mistero, piena di bellezze naturali e storiche; ma osservandola con attenzione, troviamo nel suo territorio anche il 61% delle servitù militari italiane ed i tre poligoni più grandi d'Europa.
Inizia tutto 70 anni fa, quando, a conclusione della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti (sempre alla ricerca di un nuovo “nemico”) si schierano contro la Russia comunista.
I territori italiani, sopratutto della Sardegna, sono considerati strategici nello scacchiere internazionale, in quanto al centro del Mediterraneo: ora anche la guerra fredda è finita, ma non il ruolo “strategico” della Sardegna, che rimane la regione più militarizzata d'Europa.
Se da un lato le basi NATO creano lavoro attraverso cooperative locali che prestano servizi al loro interno (dal giardinaggio alle pulizie, passando per servizi amministrativi) ed indotto con le migliaia di militari che spendono nelle attività economiche locali, non bisogna dimenticare che la concentrazione militare nella nostra isola rimane elevata e pericolosa.
Si pensi ai poligoni di Quirra (OG) e Teulada (CA), investiti recentemente da uno scandalo che li vede coinvolti per un tasso elevato di inquinamento, soprattutto in zone marittime protette, o allo studio che denuncia il preoccupante crescere esponenziale di tumori ed aborti spontanei, proprio nei paesi che circondano i poligoni, oppure alla recentissima operazione militare “Trident”, che ha visto la Sardegna protagonista di un fino teatro di guerra, in cui sono state coinvolte le forze armate di mezza Europa.
Nel sito della Regione Sardegna si legge che oltre 35 mila ettari di territorio sardo sono adibiti a servitù militare e quindi interdetti all'uso dei cittadini: si tratta di splendide aree, in alcuni casi addirittura protette dal Ministero dell'ambiente e nello stesso tempo inquinate dai Ministeri dell'interno e della difesa (hanno fatto scalpore sui media le foto delle bombe e dei proiettili sparsi per le spiagge, contenenti piombo ed uranio altamente cancerogeni).
Dopo l'ultimo ennesimo attacco da parte dell'ISIS a Parigi, è indubbia l'importanza delle forze armate a difesa del territorio e dell'Italia, ma sorge spontanea una domanda: è veramente necessaria una concentrazione così elevata di basi NATO nella nostra terra?

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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