lunedì 19 ottobre 2015

“PORTO TORRES (SS): DALLA PROTEZIONE DEL TERRITORIO NUOVE OCCASIONI OCCUPAZIONALI”.


La seconda alluvione che all’inizio di ottobre, a meno di due anni dalla precedente, ha messo in ginocchio la Gallura e soprattutto Olbia, ha riacceso l’attenzione sul dissesto idrogeologico di cui soffre il territorio sardo e sulla mancanza di piani adeguati di prevenzione.
Il problema non riguarda soltanto la parte nord orientale della Sardegna, ma anche quella nord occidentale: qui, una delle aree più a rischio è quella di Porto Torres, il cui territorio è attraversato dal Riu Mannu, un fiume che, pur non essendo tombato come i corsi d’acqua olbiesi, scorre in una zona delicata sia dal punto di vista naturalistico sia da quello archeologico. Il corso del fiume, infatti, scorre in una zona suggestiva, ma anche drammaticamente abbandonata a se stessa, poco distante dall’ingresso del porto commerciale e dalla vasta area archeologica di Turris Libisonis dominata dall’imponente Ponte Romano. 
L’area dovrebbe essere tutelata dal cosiddetto P.I.T. Fluviale, un progetto integrato di riqualificazione del territorio su cui ricade il Rio Mannu che, nonostante sia stato finanziato con più di 6 milioni di euro, è bloccato da una dozzina d’anni nelle maglie della burocrazia e del disinteresse degli amministratori comunali che si sono succeduti nel corso degli anni. Anche l’amministrazione "grillina", che si è installata in Municipio con le elezioni della primavera scorsa sembra, ignorare completamente il problema della tutela del territorio e della prevenzione. Eppure il progetto di riqualificazione del Rio Mannu potrebbe essere, oltre che uno strumento efficace per evitare i disastri provocati da eventi meteo sempre più violenti e imprevedibili, anche un volano per lo sviluppo di una città devastata dalla crisi economica e sociale provocata dalla dismissione industriale e dall’inquinamento causato dalla centrale idroelettrica di Fiume Santo.
Il piano integrato messo a punto dagli esperti prevede, infatti, una serie di interventi che, oltre a migliorare il deflusso del Rio Mannu soprattutto sotto le arcate del Ponte Romano, prevede la messa in sicurezza della foce e l’ampliamento del suo alveo, per consentirne la navigabilità nell’ultima parte del corso d’acqua. Oltre a questi lavori è prevista anche la realizzazione di opere idrauliche e di protezione delle strutture esistenti. Come è facile intuire, si tratta di interventi che oltre a mettere in sicurezza un territorio sempre più fragile, potrebbero rappresentare una fonte di sviluppo turistico per Porto Torres, in quanto i lavori potrebbero riportare alla luce ulteriori reperti archeologici e, inoltre, sarebbe messa in risalto una parte importante del territorio, che permetterebbe di far risaltare la bellezza di luoghi che fanno parte della storia più antica della città, importante colonia romana.
Per arrivare a questo risultato, però, è necessario che la politica locale e soprattutto i cittadini si attivino sia per far iniziare i lavori al più presto, sia per vigilare sulla buona realizzazione di un progetto che, visti i continui scandali che colpiscono gli appalti pubblici, potrebbe essere un’ennesima incompiuta, che oltre a mettere in pericolo il territorio darebbe il colpo di grazia all’economia di una città che non riesce a puntare concretamente su uno sviluppo turistico duraturo. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari. 

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