mercoledì 14 ottobre 2015

"LA SCUOLA DI RENZI&CO NON E' POI COSI' BUONA".

Ha fatto molto discutere e proprio non piace una delle ultime riforme del governo Renzi in materia di scuola, attirando a sé l'ira di studenti e professori.
Nel decreto ci sono anche riferimenti alla teoria “gender”, quel pensiero secondo cui sono normali e naturali tutti gli orientamenti sessuali e tutti i “generi sessuali” (trans, gay, lesbiche e... pedofili?) e si pretende così di insegnare ai bambini fin dalle elementari che “omo-” è uguale a “etero-”.
Si legge, infatti, che nelle scuole di ogni ordine e grado verrà promossa l'educazione alla parità dei sessi (due per natura) e la prevenzione della violenza di genere (quanti?) e di tutte le discriminazioni.
I nostri cari amministratori si sono, forse, dimenticati di promuovere il valore ed il rispetto della Vita e di combattere con ogni mezzo le droghe e chi le droghe le porta nelle scuole.
Ma questo diligente governo non ha pensato che una famiglia spende, per un figlio alle superiori,  circa 1.500€ per 5 anni scolastici e la spesa maggiore è data dai testi di studio: ogni anno è necessario acquistare i libri e ogni anno è obbligatorio acquistarli nuovi, eppure la Grande Guerra in Italia è iniziata sempre nel 1915 ed è finita sempre nel 1918.
Leggendo ancora il testo della legge si evince quanto il governo sia pronto ad elargire fondi per progetti discutibili o inutili, come la distribuzione di libriccini ai bambini delle elementari per raccontare la storia di due pinguini omosessuali e del loro foglio (avuto come?),  ma è meno disposto a stanziare i fondi necessari per l'edilizia scolastica.
Sono passati solo due anni da quando un docente e due studenti sono finiti in ospedale per il crollo del soffitto in un'aula del liceo classico “Dettori” di Cagliari e la storia evidentemente non insegna nulla, dal momento che un'altra storica scuola cagliaritana, l'istituto tecnico “Martini”, è  stato chiuso per rischio di crolli: studenti e personale sono stati divisi fra le varie scuole cittadine.
Tutto questo a solo un mese dal suono della prima campanella.
Lo stato attraverso gli organi intermedi (regione e provincia) deve occuparsi urgentemente di quel 80% di scuole italiane, che hanno ormai più di mezzo secolo di vita, con interventi risolutivi per rendere gli istituti sicuri ed adeguati alle esigenze dei giovani studenti.
Solo in questo modo potremo dire di avere una scuola quantomeno sicura, prima che “buona”.
 
 A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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