lunedì 31 agosto 2015

“RIFORMA SANITARIA, I TANTI DUBBI”.


Riforma sanitaria, divampano le polemiche: l'annunciato riordino del sistema ospedaliero, definito una “priorità” dall'Assessore alla Sanità Luigi Arru, ha fatto sì che molti sindaci barbaricini siano ormai sul piede di guerra.
Per l'Assessore, non si tratterà di una riforma ma di una “riorganizzazione”, che non taglierà, a detta sua, alcun posto di lavoro, né porterà alla chiusura di alcun ospedale.
Arru ha parlato di strutture più efficienti, di riequilibrio dei posti letto, di équipes pronte a spostarsi da un centro all'altro.
La riforma prevede, tra le altre novità, la creazione di due ospedali di secondo livello ad alta specializzazione (Cagliari e Sassari) e di sei di primo livello (Nuoro, Olbia, Oristano, San Gavino Monreale, Lanusei e Carbonia-Iglesias), mentre tutti gli altri ospedali, che sono più di venti, regrediranno a presidi di assistenza di base.
Il progetto, oggettivamente, non è realizzabile in tempi brevi.
La Regione dovrà anche fare i conti con il malcontento del territorio. I malumori arrivano specialmente da Sorgono: se la riforma venisse attuata, l'ospedale San Camillo verrebbe privato della direzione sanitaria, nonché di molti reparti importanti, come Chirurgia.
Gli amministratori locali puntano giustamente il dito contro una Giunta Regionale che si appresta a costringere molti cittadini a lunghissimi viaggi, senza tener conto della difficoltà degli spostamenti nelle zone interne. Come dire, la spending review prevale sui diritti (anche costituzionalmente garantiti, vedi l'art. 32 Cost. sul diritto alla salute).
Anche il futuro di chi lavora negli ospedali, nonostante le parole di Arru, appare incerto.
Insomma, ancora una volta la Giunta Pigliaru si affida all'imposizione dall'alto.
Per quanto ancora il popolo sardo sopporterà tutto ciò?

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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