martedì 25 agosto 2015

"L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL’INSULARITÀ".


Dalla padella nella brace. È questa la situazione nella quale si è venuta a trovare la Sardegna dopo la vendita della Tirrenia all’armatore Vincenzo Onorato, patron della Moby Lines, la maggiore compagnia privata nel campo del trasporto passeggeri tra la Sardegna e la Penisola.
Il governo nazionale, tirato in ballo da alcuni deputati sardi, si è tirato indietro sostenendo che eventuali abusi e situazioni di monopolio non erano affari suoi ma di competenza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust): questo scarica barile istituzionale, oltre a dimostrare come il “governo amico” della giunta Pigliaru se ne freghi della Sardegna, lascia la Sardegna ostaggio, per l’ennesima volta, di un unico signore del mare che potrà fare il bello e il cattivo tempo sia in materia di tariffe, sempre più esorbitanti, che, soprattutto, in tema di rotte.
Bisogna dire che questa "novità", per quanto pessima, era già nell'aria fin da quando l'Unione Europea, e la montagna di debiti accumulati, avevano imposto la privatizzazione alcuni anni fa della compagnia navale di Stato, da sempre padrona dei mari e dei destini di migliaia di passeggeri. La giunta Cappellacci e un gruppo di imprenditori galluresi avevano tentato di rompere il monopolio di fatto esistente, ma anche in questo caso i divieti europei e l'inesperienza avevano creato un tale caos da far naufragare qualsiasi ulteriore tentativo di alleggerire il peso del'insularità, che grava sempre di più sulle spalle e le tasche dei sardi e di tutti coloro che vogliono raggiungere l'Isola dalle coste italiane.
Con l'attuale Giunta la situazione, soprattutto per i residenti in Sardegna e i loro parenti, si è ulteriormente aggravata, andando a sommarsi col fallimento della continuità territoriale aerea.
Adesso che sta iniziando il contro esodo dei vacanzieri, che hanno affollato le località turistiche sarde, il problema dei trasporti marittimi sarà quasi sicuramente accantonato fino alla prossima stagione o al prossimo sciopero o al prossimo aumento delle tariffe, ma rimandare all'infinito la ricerca di una soluzione non ridurrà le distanze nè farà scomparire il problema: dimostrerà soltanto che l'attuale giunta regionale non avrà né la forza politica né le capacità imprenditoriali giuste per risolvere una volta per tutte il problema, che da sempre i sardi sentono di più, quello di raggiungere senza troppi disagi l'altra sponda del Tirreno.
Eppure basterebbe guardarsi attorno e studiare seriamente gli altri Paesi europei, che ormai da anni hanno trovato il modo di garantire un efficace sistema di trasporti con le loro isole minori o distanti (pensiamo al sistema di trasporti francese con la Corsica o a quello spagnolo con le Baleari). 
Forse la Giunta Pigliaru, a differenza dei comuni cittadini, non ha nessuna necessità di andare da qualche parte, solo l'estremo bisogno di stare tenacemente attaccata alla proprio poltrona (almeno finché le divisioni interne al Partito Democratico non li costringeranno a sloggiare).

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 

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