domenica 14 giugno 2015

“IMMIGRAZIONE: LA NUOVA “RISORSA” DEL TURISMO SARDO”.


Nonostante il tempo ancora incerto di questa primavera, tra poco avrà inizio la stagione turistica 2015.
La speranza degli operatori del settore è ovviamente quello di migliorare i risultati non eccellenti dello scorso anno.
Peccato però che su questi legittimi auspici pesi il fenomeno dell’immigrazione, problema ormai incancrenitosi e aggravatosi sempre più a causa della fallimentare politica governativa degli ultimi anni e del fatto che molte delle più belle località di villeggiatura della nostra Isola sono diventate luoghi di soggiorno per pseudo profughi e clandestini.
Da molti mesi, infatti, avendo esaurito i posti disponibili nei centri di accoglienza ufficiali (i famosi C.P.A. e C.I.E. tanto osteggiati dai falsi buonisti di cui abbonda l’Italia), le prefetture hanno stipulato convenzioni milionarie con strutture ricettive prima destinate all’accoglienza del flusso turistico.
A Palmadula, una borgata del comune di Sassari, un intero agriturismo è stato sottratto all’economia turistica del territorio dalla decisione dei proprietari di affittare la struttura per ospitare un gruppo di clandestini sbarcati nei giorni scorsi a Cagliari.
I prescelti hanno pensato bene di manifestare il gradimento per l’ospitalità offerta loro protestando che la posizione geografica della struttura non gli piace a causa della lontananza da città come Sassari o Alghero, dove forse pensavano di trascorrere vacanze “tutto compreso” più raffinate e modaiole.
Quello della borgata di Palmadula è solo l’ultimo caso di una situazione che sta diventando sempre più pesante perché, per quanto riguarda la Sardegna nord occidentale, la grande idiozia di ospitare clandestini è iniziato già l’anno scorso, quando decine di richiedenti asilo sono stati ospitati a spese della collettività in una struttura ricettiva destinata ad accogliere durante l’estate bambini e adolescenti: in quell’occasione i gestori della struttura pur di massimizzare il business non si fecero scrupoli di far condividere i medesimi spazi (mensa e bagni) a bambini e clandestini adulti.
Pochi mesi dopo è stata la volta di Alghero, ove il sindaco è stato messo di fronte al fatto compiuto dai gestori del Vel Marì, una casa vacanze che per mesi, in nome del facile guadagno assicurato dalla irresponsabile politica governativa, è stata colonizzata per mesi da un centinaio di immigrati sbarcati nei giorni precedenti da barconi provenienti dalle coste nordafricane.
A maggio di quest’anno è stata la volta di Valledoria, dove il sindaco ha cercato di impedire, invano, che in prossimità dell’inizio della stagione turistica il suo Comune fosse penalizzato dalla presenza di “richiedenti asilo” che inevitabilmente avrebbero allontanato i potenziali turisti.
In conclusione, gli immigrati, con la politica attuata dal governo Renzi-Alfano sono diventati non solo un problema umanitario e di sicurezza pubblica ma anche una fonte di reddito alternativa ma molto discutibile per albergatori che vogliono avere le loro strutture piene anche al di fuori del periodo turistico.
Tutto questo oltre che profondamente immorale e pericoloso per la sicurezza collettiva costituisce un grave danno per il turismo sardo, che tradizionalmente è già limitato ai pochi mesi estivi.
È ora di dire basta a tutto ciò perché il vantaggio dei pochi che lucrano sulla presenza di clandestini (politici, cooperative rosse e albergatori) rappresenta un grave pregiudizio alla sicurezza della gente comune e un danno per l’economia di città e territori già pieni di problemi urgenti da risolvere per assicurare il benessere dei loro cittadini, gli unici che dovrebbero essere i veri destinatari delle politiche dei loro amministratori.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 

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