martedì 28 aprile 2015

“ISIS: IL PERICOLO VIEN DAL MARE”.

E così anche la Sardegna e l’Italia hanno dimostrato di non essere realmente immuni dal rischio delle infiltrazioni del terrorismo islamico, rappresentato, dopo l’Al Qaeda di Osama bin Laden,dal ben più temibile ISIS, il califfato islamico che in breve tempo è passato dall’assolato deserto iracheno a quello libico, reso estremamente insicuro dall’improvvida cacciata di Gheddafi.
Nei giorni successivi alla strage parigina del settimanale satirico Charlie Ebdo il ministro degli Interni Angelino Alfano aveva tranquillizzato l’opinione pubblica affermando che polizia, magistratura e servizi segreti italiani erano perfettamente in grado di difendere lo Stato e i suoi cittadini dai pericoli rappresentati dalla follia dell’integralismo islamico. A queste rassicuranti parole avevano fatto seguito alcune decine di espulsioni di probabili fiancheggiatori dell’ISIS, tutti ovviamente già sotto sorveglianza da parte degli inquirenti ma incredibilmente e sciaguratamente tollerati fino al giorno prima.
Questa falsa sensazione di sicurezza è terminata qualche giorno fa, quando la Sardegna e l’Italia si sono svegliati con la notizia che ad Olbia la magistratura e le forze dell’ordine avevano compiuto numerosi arresti che avevano permesso di sgominare una pericolosa cellula islamista pronta a compiere diverse azioni terroristiche, compreso un attentato al Papa. Anche in questo caso i toni trionfalistici per lo scampato pericolo e la bravura delle forze dell’ordine sono stati seguiti dall’emergere di particolari sempre nuovi e sempre più inquietanti. È saltato fuori, infatti, che gli arrestati sono tra i responsabili di numerosi attentati in Pakistan e il loro capo era stato addirittura segnalato dagli americani poco dopo l’attentato dell’11 settembre 2001. Tra l’altro avevano anche lavorato in alcuni cantieri del mai realizzato G8 a La Maddalena.
Come è stato possibile che alcuni di quelli che fino al giorno prima erano per tutti degli irreprensibili e anonimi immigrati, un “valore aggiunto” per la “indispensabile” multiculturalità della città di Olbia e dell’intera Gallura, si siano rivelati alla fine una grave minaccia per tutti gli italiani?
La risposta è sempre la stessa e ormai la stragrande maggioranza dei cittadini, tranne i governi e i loro ministri degli Interni, l’hanno capita: l’immigrazione incontrollata.
È infatti dal febbraio di quest’anno che forze dell’ordine e servizi segreti stanno cercando di avvertire Governo e Parlamento del pericolo che si annida più o meno in ogni singolo barcone che sbarca sulle nostre coste: quello di far entrare sedicenti “profughi” che in realtà sono dei tagliagole assassini che hanno capito perfettamente quanto sia facile poter usare il nostro Paese come rifugio e base logistica per realizzare il loro obiettivo di conquistare l’Europa e sovvertirne la civiltà.
L’unica soluzione per evitare un disastro che minaccia in primo luogo l’Italia e il suo popolo sarebbe quello di chiudere a qualunque costo e con ogni mezzo a disposizione le frontiere, ma purtroppo il governo degli annunci guidato da Matteo Renzi si limiterà a fare la stessa cosa che hanno fatto tutti gli esecutivi precedenti, cioè assolutamente niente. L’unica è sperare che sia il destino a risparmiarci quei lutti e quelle sofferenze che i nostri politicanti ipocriti e impotenti non riusciranno a evitarci in un futuro ormai prossimo. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 

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domenica 26 aprile 2015

“LA LEGALITA', SECONDO ZEDDA”.

Da ormai più di sei mesi la sede staccata della scuola media “Manno” in via Lamarmora, è stata occupata da un gruppo di studenti universitari di un noto centro sociale cittadino, che chiede più spazi culturali per l'università e più alloggi per gli universitari.
La scuola occupata è abbandonata da diversi anni in quanto molto vecchia e non più a norma per ospitare gli alunni.
L'azione, inizialmente condannata dalle forze dell'ordine, ha poi avuto il benestare dell'amministrazione comunale, culminata con la visita del primo cittadino e del preside della scuola, che hanno accolto con entusiasmo la protesta.
Va ricordato che la gestione delle scuole elementari e medie è di competenza comunale e che quindi, eventualmente, sono l'amministrazione comunale, o il preside, a dover denunciare alla Magistratura eventuali ipotesi di reato.
Va ricordato anche lo zelo con cui l'amministrazione comunale cagliaritana ha fatto sgomberare delle abitazioni considerate inagibili o abusive (ultimo in ordine temporale “Medau su Cramu”), lasciando per strada decine di cagliaritani.
Nel febbraio scorso alcune famiglie, che avevano occupato alcune abitazioni nel quartiere di Sant'Elia, sono state sgomberate su disposizione della Magistratura previa denuncia dell'amministrazione comunale e dell'AREA, che non ha perso tempo ad esprimersi in modo duro contro chi, per necessità, ha cercato di dare una casa alla propria famiglia.
L'occupazione di immobili pubblici o privati, è un reato.
Se chi cerca di dare una vita dignitosa alla propria famiglia commette un reato, evidentemente anche quelle decine di ragazzi che in modo inappropriato protestano, stanno commettendo un reato.
Ma la questione più preoccupante, è il comportamento dell'amministrazione cittadina che continua a far finta di nulla ed a incentivare l'illegalità.
Nella scuola sono infatti in funzione i servizi idrici ed elettrici, che sono, ovviamente, a carico del Comune e quindi dei cagliaritani.
L'amministrazione comunale ha il diritto ma soprattutto il dovere di intervenire per prendersi carico della gestione e riqualificazione di suoi immobili, modificando, ad esempio, la destinazione d'uso della scuola “Manno” ad alloggi popolari, per andare incontro alle esigenze dei cagliaritani (studenti e non) in difficoltà ed in questo modo aiutarli a non commettere reati, se pur per bisogno.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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