sabato 28 marzo 2015

"LA GIUNTA DEI PROF. TAGLIA LE CLASSI DEGLI STUDENTI".


Da alcuni mesi il mondo scolastico sardo è percorso dalle polemiche e dalle proteste a causa della decisione dell’amministrazione regionale di procedere a un accorpamento delle scuole elementari e medie della Sardegna.
L’assessore alla cultura Claudia Firino si affanna a diffondere dichiarazioni rassicuranti sui benefici che questa operazione avrà per il comparto dell’istruzione sarda, ma non riesce in alcun modo a scalfire le preoccupazioni e le diffidenze dei sindacati, degli amministratori locali, degli studenti e dei loro stessi genitori, che in ultima analisi sono gli unici sui quali si ripercuoteranno le decisioni assunte nei palazzi cagliaritani.
Il motivo di proteste quasi unanimi è dovuto essenzialmente al fatto che anche la giunta Pigliaru sta pensando di risolvere i problemi della scuola sarda con un’operazione tutto sommato di natura economica, dal momento che prevede quasi esclusivamente degli accorpamenti indiscriminati che non tengono conto della situazione esistente nei vari territori dell’Isola. Soprattutto non tiene conto del fatto che questo ennesimo intervento, con un costo economico prossimo allo zero ma con un prezzo sociale elevatissimo, si somma a tutta una serie di riduzione dei servizi e della manutenzione degli edifici messa in atto dai Comuni e dalle Provincie, che da anni hanno ridotto o abolito il servizio di scuolabus, la mensa, il finanziamento dei buoni libro ecc.
Questa crisi, che non può più essere definita momentanea, si ripercuote anche nei paesi della Provincia di Sassari, che si ritrovano ad essere sempre più privi dei servizi scolastici di base, un tempo garantiti anche nei centri più piccoli proprio perché la scuola, soprattutto quella elementare e media, era considerata, insieme all’ufficio postale, il servizio statale più importante e che per decenni ha costituito il fiore all’occhiello delle nostre realtà. Ora, invece, con le decisioni della giunta regionale, che si sommano a quelle assunte dai governi degli ultimi venti anni, i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie sono costretti ad affrontare ogni giorno il disagio di dover prendere uno scuolabus (quando non è stato soppresso!) che li accompagna o dall’altra parte della città o addirittura in un altro paese; si capisce benissimo lo stress che questi spostamenti comportano e l’aumento dei costi che deve essere affrontato dai genitori degli alunni, costretti ad impiegare molto più tempo per accompagnare i propri figli a scuola.
Una politica d’intervento serio in ambito scolastico, invece, non deve basarsi esclusivamente sull’accorpamento delle classi al fine di ridurre i costi economici, ma deve contemperare la riduzione dei costi e degli sprechi, sicuramente esistenti in alcune realtà della Sardegna, con una politica di investimenti in grado di migliorare i servizi offerti agli studenti e alle loro famiglie. Il primo passo da fare sarebbe quello di mettere a norma gli edifici scolastici, da decenni vittime di incurie talmente gravi da provocare continui allagamenti di aule e uffici e distacchi di cornicioni e soffitti; fornire riscaldamento adeguato ai locali, invece di fare il rifornimento con il contagocce per contenere i costi ma costringendo le scuole a chiudere a causa del freddo intenso delle settimane scorse che non permetteva lo svolgimento delle lezioni e ha costretto gli studenti della Provincia di Sassari a manifestare davanti alla sede di piazza d’Italia in un momento in cui il loro unico compito avrebbe dovuto essere quello di seguire lezioni e studiare intensamente le varie materie, dato l’avvicinarsi delle interrogazioni e, per le quinte, il momento dell’esame finale di maturità o diploma.
Questa situazione non è più tollerabile a nessun livello amministrativo ed è ora di smetterla di far ricadere i costi di sprechi e abusi sugli unici livelli amministrativi vicini ai cittadini (i Comuni) o che hanno sempre funto da intermediari tra le esigenze locali e i governi centrali (le Province). I tagli da fare sono altrove, in primis nella Regione Sardegna: è ora che si inizi!!

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 

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