domenica 22 febbraio 2015

“ZIR: DA AREA DEGRADATA A VOLANO DELLO SVILUPPO".

Z.I.R. è l’acronimo di “Zona Industriale Regionale” e identifica le aree in cui, a partire dagli anni Sessanta e Settanta la Regione Autonoma della Sardegna ha deciso di concentrare industrie e depositi sia per toglierli dalle vecchie periferie cittadine destinate ad ospitare nuovi quartieri residenziali sia per sviluppare zone altrimenti destinate all’isolamento e al degrado.
Una di queste Z.I.R. è quella situata nella periferia di Sassari, nella zona chiamata Predda Niedda. Dalla sua nascita, appunto negli anni Settanta, non ha visto l’affermarsi di vere e proprie industrie, come nella vicina Porto Torres, ma soprattutto di attività artigianali e di diversi centri commerciali come Conforama, Auchan, Decathlon ecc. che a loro volta hanno portato ulteriori imprese a trasferirsi dal centro città alla periferia.
Questo proliferare di ditte e negozi ormai non più destinati solo alla vendita all’ingrosso ha provocato il sorgere di diversi problemi: il principale è sicuramente quello di aver provocato un pesante e costante spopolamento commerciale del centro cittadino e delle sue immediate vicinanze a causa della cronica mancanza di parcheggi, dell’istituzione di una ZTL troppo estesa e fortemente osteggiata da commercianti e cittadini, dal cambio di abitudini dei consumatori.
Un altro problema non indifferente è dato dal fatto che ogni giorno la vivacità diurna della zona è seguita dal più completo degrado e abbandono non appena si abbassano le saracinesche dei negozi e sono andati via gli ultimi clienti. Da quel momento la zona diventa il regno del sesso a pagamento e della criminalità che impedisce l’insediamento di attività quali pizzerie, ristoranti o locali in genere, attualmente presenti solo nelle zone prospicienti le vie di collegamento con la città.
A partire dal 2008, il Consorzio Industriale incaricato di gestire la pianificazione urbanistica e viaria di un’area che con il passare del tempo è arrivata a toccare i 400 ettari (4km²) e che accoglie quotidianamente circa 6.000 lavoratori, è stato posto in liquidazione dall’amministrazione regionale, nonostante la presenza tra gli azionisti del Comune, della Provincia e della Camera di Commercio di Sassari. Il commissariamento dell’ente ha provocato l’abbandono progressivo delle opere di manutenzione e l’impossibilità in primis per il Comune di Sassari di occuparsi direttamente dell’avvenire dell’area industriale, diventata ora parte integrante della città.
Forza Nuova sostiene con forza la necessità che l’amministrazione comunale apra un tavolo di confronto con la Regione affinché la fase del commissariamento sia superata e il Comune possa partecipare attivamente alla gestione della zona industriale. Inoltre, c’è un contenzioso con Abbanoa che, vantando un credito di oltre 10 milioni di euro, rischia di lasciare letteralmente all’asciutto ben 1.000 aziende. Questa situazione deve essere esaminata con urgenza individuando una soluzione definitiva.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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