martedì 17 febbraio 2015

“NO IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE”.


“Gender”. Parola che ultimamente ogni tanto affiora dai media ma di cui quasi nessuno conosce il significato.
Tradotto dall'inglese significa letteralmente “genere”, come maschio e femmina.
Ma alcune amministrazioni, come quella di Cagliari, sono convinte che esistano anche altri generi oltre ai due naturali.
Da qui la decisione di utilizzare addirittura diecimila euro di fondi residui per destinarli ad un progetto didattico che prevede “corsi di educazione alle differenze di genere” (non specificando quanti, secondo loro, sono questi generi) e di orientamento sessuale.
Nel gennaio 2014 partì un bando comunale e la realizzazione del progetto andò all'associazione S.N.O.Q. (Se Non Ora Quando).
Nel progetto si parla di «necessità di trasmettere una moltitudine di modelli ai bambini ed alle bambine» e di «far riflettere i bambini sulle connotazioni dell'essere maschio o femmina rispetto alla propria appartenenza di genere».
E' doveroso ricordare che il progetto è rivolto ai bambini delle scuole elementari di età compresa fra i 7 e i 10 anni!
A questo punto svariate associazioni pro-famiglia come “Associazione Famiglie Numerose” e “Associazione Giuristi per la Vita”, hanno contattato le scuole aderenti al progetto e l'amministrazione cagliaritana denunciando che in questo modo i bambini verrebbero   “sessualizzati” a piacere dell'amministrazione comunale con fiabe e “giochi” poco adatti alla fascia di età interessata.
Ad esempio, in alcune scuole della Penisola è stato consegnato un rossetto ai maschi, chiedendo loro di metterlo sulle labbra e poi di esprimere le loro sensazioni su come si sentissero, oppure gli è stato proposto di giocare con le bambole lasciando da parte le macchinine.
“E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli” (Art. 30 Cost. Italiana).
La Costituzione ricorda che è diritto dei genitori educare i propri figli, non dell'amministrazione comunale, che usa associazioni pro-diversità ed anti-famiglia per raggiungere i propri intenti.
Dall'altra parte, per le associazioni pro-famiglia “l'ideologia gender sostiene che maschio e femmina sono il passato, il sesso è un'opinione, l'omosessualità è innata e i gay e le lesbiche hanno diritto di creare coppie che saranno il fondamento di un nuovo tipo di famiglie”. Fonte: www.tempi.it.
Purtroppo il problema non è solo cagliaritano ma nazionale.
Forza Nuova sostiene  che ormai l'Italia si trova di fronte ad una vera e propria emergenza educativa e chiede al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell'Istruzione di abbandonare la “strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere” e di emanare precise direttive affinché tutti i progetti, corsi, strategie educative si conformino ad alcune linee guida quali:
1) il rispetto del ruolo della famiglia nell'educazione all'affettività ed alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario, come sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
2) La spiegazione e lo studio delle motivazioni per le quali la nostra Costituzione privilegia la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
3) L'educazione al riconoscimento del valore e della bellezza della differenza sessuale.
4) Il rispetto del corpo altrui e dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva.
5) Il riconoscimento che l'attività sessuale non si riduce alla dimensione del piacere, ma che comporta delle conseguenze gravi e dei doveri importanti.
Per tutti questi motivi Forza Nuova ha avviato una petizione ed una raccolta firme.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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