martedì 11 novembre 2014

"CASO BIDELLE ROM A MONSERRATO (CA): FORZA NUOVA STA CON LE MAMME IN RIVOLTA"

Sono sempre meno incoraggianti i dati sulla disoccupazione: oltre 12% (www.istat.it).
Purtroppo sembra che nessuno riesca a fare qualcosa per uscire da questo periodo di stallo che sta bloccando la crescita del Paese, lo sviluppo ed il benessere delle famiglie italiane.
Anche se forse, i “piccoli” amministratori locali, i sindaci, con le loro proteste e trattative dirette con il governo centrale, probabilmente potrebbero quantomeno tentare di andare incontro ai cittadini anche sul piano del lavoro.
Sembrerebbe che il sindaco di Monserrato (CA) abbia capito come aiutare i cittadini, purtroppo non i suoi.
Ha creato scalpore e rabbia la notizia che in una scuola elementare di Monserrato sono state assunte due bidelle rom. L'idea sembra essere partita dal primo cittadino che, sapendo che la scuole è in carenza di organico, ha proposto al preside l'assunzione delle due donne utilizzando interamente i fondi dell'Unione Europea per la formazione professionale e l'integrazione.
Il sindaco dichiara che il Comune non mette nemmeno un euro, sono fondi interamente finanziati dalla UE, quindi i cittadini non avrebbero “speso” loro soldi.
Ha sicuramente dimenticato di dire che i finanziamenti per i fondi dell'Unione Europea vengono dati dagli Stati membri, che a loro volta li recuperano dalle tasse e quindi dai cittadini.
In questi giorni i sindaci sono compatti contro il governo per manifestare contro il taglio di 1,2 miliardi di euro dai fondi destinati ai comuni, che comporterebbe, ovviamente, un ulteriore riduzione dei servizi pubblici, già garantiti sempre più faticosamente.
L'iniziativa del sindaco non è piaciuta ad una quarantina, di mamme che ha protestato contro questa decisione dichiarando che i loro figli “non avrebbero mai frequentato un istituto dove lavorano due che provengono da un campo nomadi”.
La protesta di queste mamme fa accendere un campanello di allarme sull'inefficacia dell'assurdo processo di “integrazione” che, dopo varie tappe (casa, corsi di italiano e di formazione professionale) porta ad una tensione sociale sempre maggiore, poiché i cittadini si sentono sempre più abbandonati dalle istituzioni.
Sarebbe un buon inizio se la rabbia di queste mamme fosse recepita e sostenuta dal sindaco per avere più successo nel tentativo di sbloccare quella parte di patto di stabilità che gli impedisce di creare lavoro per i propri cittadini.
La strada, purtroppo, è ancora lunga, perché alcuni sindaci hanno altre priorità, che sostanzialmente non hanno nessun impatto sul tenore di vita delle famiglie, la maggior parte delle quali vive ancora al di sotto della soglia di povertà.
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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