domenica 12 ottobre 2014

"DOPO LO SBARCO DEI TURISTI, QUELLO DEI PROFUGHI. E' QUESTA LA PARABOLA DISCENDENTE DELL'ESTATE ALGHERESE 2014"

Da lunedì, infatti, una quarantina di immigrati provenienti da numerosi Paesi africani e di età compresa tra i 18 e i 30 anni vive a spese della comunità nel Vel Marì, una struttura ricettiva all'ingresso della borgata di Fertilia. Ufficialmente fanno parte di un progetto d'integrazione ideato dalla cooperativa sociale "La Luna", che gestisce la struttura, che prevede lo svolgimento di corsi di formazione, didattica, laboratori di musica e teatro.
La notizia ha destato scandalo e profonda indignazione nella cittadinanza per vari motivi.
Il primo è sicuramente il fatto che l’Amministrazione comunale guidata da Mario Bruno e il Consiglio, non solo sono stati tenuti ufficialmente all’oscuro di questa iniziativa, ma le poche informazioni che circolavano già nei giorni precedenti all’arrivo dei profughi sono state tenute accuratamente riservate per non scatenare la prevedibilissima opposizione degli algheresi, che dopo un’estate povera di arrivi turistici avrebbero voluto evitare di concludere la stagione in questo modo. La segretezza tenuta dal Comune è ancora più incredibile e incosciente anche alla luce delle ultime notizie sulla diffusione di virus letali quali malaria, colera, tubercolosi e da ultimo l’ebola, tutte malattie che in Italia stanno ritornando o si stanno diffondendo a causa del massiccio arrivo di africani di cui spesso si perdono le tracce, viste le fughe massicce da centri di accoglienza e comunità.
Un altro motivo di sdegno è dovuto al fatto che anche questa esperienza di inserimento e formazione, “encomiabile” dal punto di vista ideale, costerà alla comunità migliaia di euro al giorno che, pur provenendo ufficialmente dal Fondo Europeo per i Rifugiati (FER) vengono costantemente anticipati dallo Stato italiano, in un periodo in cui le emergenze sociali che hanno per vittime gli stessi algheresi sono  sempre più numerose e più gravi: una per tutte la situazione delle donne con bambini piccoli che da mesi dormono al Bellavista, un hotel a pochi metri dal Vel Marì, e di cui nessuno si è mai seriamente occupato visto che le elezioni sono ormai alle spalle.
Non parliamo poi dell’organizzazione di corsi di formazione, musica o teatro per bambini e adulti italiani, che regolarmente si sentono rispondere che non ci sono soldi o devono pagarseli di tasca loro.
Le domande che la cittadinanza pone al sindaco, e di cui Forza Nuova si fa portavoce con convinzione sono:
1) sindaco e giunta erano stati informati dell’arrivo di questi profughi? Se si perché non hanno informato tempestivamente Consiglio comunale e cittadinanza? Se no per quale motivo sono stati tagliati fuori e che iniziative di protesta pensano di adottare per far rispettare la città di Alghero?
2) chi sono le persone arrivate? Sono oneste o delinquenti, sane o malate, clandestini o rifugiati?
3) chi paga e quanto dura la loro permanenza ad Alghero?
4) chi paga gli straordinari delle forze dell’ordine per la loro sorveglianza e garantire la tranquillità degli algheresi?
5) Infine, cosa faranno questi stranieri terminati questi corsi, in un Paese con la disoccupazione più alta d'Europa? Pretenderanno ulteriori sussidi e aiuti a scapito degli italiani? Entreranno in concorrenza con gli abitanti di Alghero per le case popolari e il lavoro? 
Forza Nuova è con decisione e fermezza al fianco dei cittadini algheresi nel chiedere risposte chiare, puntuali, precise a tutti questi interrogativi e si riserva di avviare tutte le iniziative che riterrà opportune (presidi, raccolte firme ecc.) per fare in modo che i cittadini algheresi vivano sicuri e siano informati tempestivamente sulla permanenza di questi stranieri in città. Non si tratta di razzismo e xenofobia, accuse che ormai solo persone in malafede possono muovere, ma del sacrosanto diritto dei cittadini di essere informati, tutelati e considerati dai governanti non solo nel periodo delle elezioni ma ogni giorno, soprattutto quando la crisi economica e il fenomeno migratorio incontrollato di questi anni stanno minando le basi delle nostre comunità.

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