lunedì 20 ottobre 2014

“CAGLIARI MANCATA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA”

Nei giorni scorsi si è sentito parlare nei notiziari di “capitale europea della cultura”.
Istituita nel 1985, la “capitale europea della cultura”, ha come scopo principale quello di riavvicinare tra loro i popoli europei.
A turno, ogni Stato membro dell'UE, ospita la città.
La scelta fra le città candidate spetta ad un gruppo di esperti, quindici in tutto, scelti per metà dal Consiglio Europeo e per metà dal Paese ospitante, che valutano i programmi proposti.
I criteri che guidano la scelta sono fondamentalmente due: “la dimensione europea” e “la città dei cittadini”.
Nel primo caso bisogna organizzare e promuovere la cooperazione fra gli operatori culturali, nel secondo è necessario preparare un programma mirato a creare nei residenti della città e dei dintorni interesse verso la cultura.
Anche Cagliari, insieme a Matera (vincitrice del concorso), Siena, Lecce, Ravenna e Perugia-Assisi, è stata candidata al concorso dalla propria amministrazione.
Ma Cagliari esce da questa “competizione” (dove vengono sostanzialmente valutate le capacità organizzative dell'amministrazione) con le ossa rotte, in quanto il programma di promozione e divulgazione culturale (che deve essere rivolto al futuro, ma senza trascurare la storia) non ha convinto i giudici, che non hanno espresso nemmeno una preferenza per il capoluogo della Sardegna.
Questa ennesima brutta figura per Cagliari e la sua amministrazione, dopo il caso dello stadio, la questione dei chioschi al Poetto, lo scandalo sulla presidenza del teatro lirico e le voragini, che per mesi rimangono pericolosamente aperte nelle più importanti strade cittadine, dimostra l'incapacità dell'amministrazione Zedda di gestire una città come Cagliari, che ha grandi potenzialità.
Sicuramente, Zedda e il suo staff non hanno ben capito lo spirito dell'evento: secondo noi si sarebbe dovuto guardare al futuro utilizzando nel miglior modo possibile i tantissimi beni storici della città, partendo dal centro storico, che si poteva valorizzare esaltando le identità dei vari quartieri, fino ad arrivare all'anfiteatro, ora chiuso e lasciato in balia dei gatti e degli incivili che lo utilizzano come discarica; si sarebbe dovuto organizzare, per scuole e gruppi di turisti, percorsi tematici che passavano per la villa di Tigellio, le tombe puniche e i bastioni, luoghi completamente dimenticati dall'amministrazione; si poteva e si dovevano organizzare in uno dei tanti parchi comunali, raduni folkloristici con la partecipazione di gruppi da tutta Europa, che avrebbero messo in evidenza le tradizioni e le identità del resto d'Europa.
   

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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