lunedì 27 ottobre 2014

"NUORO, UNA CITTA' ALLO SBANDO"



Nuoro, Sardegna. La recentissima maxi-rissa, avvenuta in una via trafficata della città e terminata con l'accoltellamento di un ventenne, ci induce a una riflessione sul tema della sicurezza.
Il centro barbaricino, in bilico tra continue risse (spesso, come nel caso di specie, finite malamente), spaccio  di droga, strade dissestate o invase dalla sporcizia, atti vandalici, pare essere ripiombato in un clima d'altri tempi.
E dire che il Sindaco Bianchi (del Pd, Partito che da queste parti governa da tempo immemorabile) si era presentato come una sorta di uomo d'ordine, figura anomala nel panorama della Sinistra italiana: questo suo iniziale decisionismo aveva portato all'installazione di telecamere (ma anche di lampioni più potenti) nella degradata ma gloriosa Piazza Satta (idea invero intelligente e non a caso subito bollata come "atto fascista").
La piazza, a suo  tempo autentico gioiello cittadino e meta, da anni, di turisti da ogni parte del Mondo, si era trasformata in un rifugio di vandali e sfaccendati, che accumulavano immondizia di ogni genere e imbrattavano perfino le panchine di granito e le statue di bronzo volute dal celebre scultore Nivola.
Dopo il prevedibile vespaio di polemiche, e nonostante questo iniziale impegno, a distanza di due anni la situazione non sembra certo migliorata: proprio quest'estate, nella stessa piazza, un agente di Polizia è stato minacciato ed aggredito da un giovane.
Addirittura ora il degrado si è esteso a macchia d'olio ed interessa anche altre aree (es.Piazza  Su Connottu).
I cittadini, imbufaliti, si sono lamentati più volte, ma senza ricevere alcuna risposta.
I nuoresi sanno perfettamente come stanno le cose: con l'amministrazione Bianchi, il capoluogo barbaricino è tornato indietro di almeno venti-trent'anni.
L'attuale Sindaco, inadatto al ruolo che ricopre (Sindaco al quale, peraltro, è sempre  stato rimproverato di non essere nemmeno nativo di Nuoro, e quindi di non conoscere a fondo i problemi della città), non ha saputo affrontare tali emergenze.
Forza Nuova, da sempre in prima fila nel denunciare la mancanza di sicurezza nelle città italiane,  spinge per un'inversione di tendenza: diciamo NO alle (patetiche) ronde di vetero-leghista memoria, ma nel contempo esprimiamo un deciso NO alla colpevole acquiescenza di Amministrazioni imbolsite ed incapaci.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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lunedì 20 ottobre 2014

“CAGLIARI MANCATA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA”

Nei giorni scorsi si è sentito parlare nei notiziari di “capitale europea della cultura”.
Istituita nel 1985, la “capitale europea della cultura”, ha come scopo principale quello di riavvicinare tra loro i popoli europei.
A turno, ogni Stato membro dell'UE, ospita la città.
La scelta fra le città candidate spetta ad un gruppo di esperti, quindici in tutto, scelti per metà dal Consiglio Europeo e per metà dal Paese ospitante, che valutano i programmi proposti.
I criteri che guidano la scelta sono fondamentalmente due: “la dimensione europea” e “la città dei cittadini”.
Nel primo caso bisogna organizzare e promuovere la cooperazione fra gli operatori culturali, nel secondo è necessario preparare un programma mirato a creare nei residenti della città e dei dintorni interesse verso la cultura.
Anche Cagliari, insieme a Matera (vincitrice del concorso), Siena, Lecce, Ravenna e Perugia-Assisi, è stata candidata al concorso dalla propria amministrazione.
Ma Cagliari esce da questa “competizione” (dove vengono sostanzialmente valutate le capacità organizzative dell'amministrazione) con le ossa rotte, in quanto il programma di promozione e divulgazione culturale (che deve essere rivolto al futuro, ma senza trascurare la storia) non ha convinto i giudici, che non hanno espresso nemmeno una preferenza per il capoluogo della Sardegna.
Questa ennesima brutta figura per Cagliari e la sua amministrazione, dopo il caso dello stadio, la questione dei chioschi al Poetto, lo scandalo sulla presidenza del teatro lirico e le voragini, che per mesi rimangono pericolosamente aperte nelle più importanti strade cittadine, dimostra l'incapacità dell'amministrazione Zedda di gestire una città come Cagliari, che ha grandi potenzialità.
Sicuramente, Zedda e il suo staff non hanno ben capito lo spirito dell'evento: secondo noi si sarebbe dovuto guardare al futuro utilizzando nel miglior modo possibile i tantissimi beni storici della città, partendo dal centro storico, che si poteva valorizzare esaltando le identità dei vari quartieri, fino ad arrivare all'anfiteatro, ora chiuso e lasciato in balia dei gatti e degli incivili che lo utilizzano come discarica; si sarebbe dovuto organizzare, per scuole e gruppi di turisti, percorsi tematici che passavano per la villa di Tigellio, le tombe puniche e i bastioni, luoghi completamente dimenticati dall'amministrazione; si poteva e si dovevano organizzare in uno dei tanti parchi comunali, raduni folkloristici con la partecipazione di gruppi da tutta Europa, che avrebbero messo in evidenza le tradizioni e le identità del resto d'Europa.
   

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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domenica 12 ottobre 2014

"DOPO LO SBARCO DEI TURISTI, QUELLO DEI PROFUGHI. E' QUESTA LA PARABOLA DISCENDENTE DELL'ESTATE ALGHERESE 2014"

Da lunedì, infatti, una quarantina di immigrati provenienti da numerosi Paesi africani e di età compresa tra i 18 e i 30 anni vive a spese della comunità nel Vel Marì, una struttura ricettiva all'ingresso della borgata di Fertilia. Ufficialmente fanno parte di un progetto d'integrazione ideato dalla cooperativa sociale "La Luna", che gestisce la struttura, che prevede lo svolgimento di corsi di formazione, didattica, laboratori di musica e teatro.
La notizia ha destato scandalo e profonda indignazione nella cittadinanza per vari motivi.
Il primo è sicuramente il fatto che l’Amministrazione comunale guidata da Mario Bruno e il Consiglio, non solo sono stati tenuti ufficialmente all’oscuro di questa iniziativa, ma le poche informazioni che circolavano già nei giorni precedenti all’arrivo dei profughi sono state tenute accuratamente riservate per non scatenare la prevedibilissima opposizione degli algheresi, che dopo un’estate povera di arrivi turistici avrebbero voluto evitare di concludere la stagione in questo modo. La segretezza tenuta dal Comune è ancora più incredibile e incosciente anche alla luce delle ultime notizie sulla diffusione di virus letali quali malaria, colera, tubercolosi e da ultimo l’ebola, tutte malattie che in Italia stanno ritornando o si stanno diffondendo a causa del massiccio arrivo di africani di cui spesso si perdono le tracce, viste le fughe massicce da centri di accoglienza e comunità.
Un altro motivo di sdegno è dovuto al fatto che anche questa esperienza di inserimento e formazione, “encomiabile” dal punto di vista ideale, costerà alla comunità migliaia di euro al giorno che, pur provenendo ufficialmente dal Fondo Europeo per i Rifugiati (FER) vengono costantemente anticipati dallo Stato italiano, in un periodo in cui le emergenze sociali che hanno per vittime gli stessi algheresi sono  sempre più numerose e più gravi: una per tutte la situazione delle donne con bambini piccoli che da mesi dormono al Bellavista, un hotel a pochi metri dal Vel Marì, e di cui nessuno si è mai seriamente occupato visto che le elezioni sono ormai alle spalle.
Non parliamo poi dell’organizzazione di corsi di formazione, musica o teatro per bambini e adulti italiani, che regolarmente si sentono rispondere che non ci sono soldi o devono pagarseli di tasca loro.
Le domande che la cittadinanza pone al sindaco, e di cui Forza Nuova si fa portavoce con convinzione sono:
1) sindaco e giunta erano stati informati dell’arrivo di questi profughi? Se si perché non hanno informato tempestivamente Consiglio comunale e cittadinanza? Se no per quale motivo sono stati tagliati fuori e che iniziative di protesta pensano di adottare per far rispettare la città di Alghero?
2) chi sono le persone arrivate? Sono oneste o delinquenti, sane o malate, clandestini o rifugiati?
3) chi paga e quanto dura la loro permanenza ad Alghero?
4) chi paga gli straordinari delle forze dell’ordine per la loro sorveglianza e garantire la tranquillità degli algheresi?
5) Infine, cosa faranno questi stranieri terminati questi corsi, in un Paese con la disoccupazione più alta d'Europa? Pretenderanno ulteriori sussidi e aiuti a scapito degli italiani? Entreranno in concorrenza con gli abitanti di Alghero per le case popolari e il lavoro? 
Forza Nuova è con decisione e fermezza al fianco dei cittadini algheresi nel chiedere risposte chiare, puntuali, precise a tutti questi interrogativi e si riserva di avviare tutte le iniziative che riterrà opportune (presidi, raccolte firme ecc.) per fare in modo che i cittadini algheresi vivano sicuri e siano informati tempestivamente sulla permanenza di questi stranieri in città. Non si tratta di razzismo e xenofobia, accuse che ormai solo persone in malafede possono muovere, ma del sacrosanto diritto dei cittadini di essere informati, tutelati e considerati dai governanti non solo nel periodo delle elezioni ma ogni giorno, soprattutto quando la crisi economica e il fenomeno migratorio incontrollato di questi anni stanno minando le basi delle nostre comunità.

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mercoledì 1 ottobre 2014

"FORZA NUOVA DEBUTTA AD ALGHERO"


Sabato 27 settembre si è svolta presso la sala convegni della Misericordia, l'incontro di presentazione del movimento politico Forza Nuova alla cittadinanza algherese.
L'incontro, al quale ha partecipato il responsabile provinciale di Sassari, Dott. Gianluca Sechi, è stato reso possibile grazie all'azione di numerosi giovani della città catalana, che hanno deciso di fare una scelta di campo controcorrente schierandosi con l'unico movimento che attualmente svolge la sua azione non all'interno dei centri di potere, ma al fianco della gente comune.
"L'azione forzanovista", ha detto il Dott. Sechi nel suo intervento, "sarà soprattutto quella di stimolare la giunta comunale algherese a rimettere al centro dell'attenzione i cittadini, che ormai hanno abbandonato scelte di campo puramente ideologiche e chiedono a gran voce di essere di nuovo considerati gli unici destinatari delle attenzioni dei politici edegli amministratori locali".
Nel corso del dibattito sono stati ricordati alcuni dei problemi principali che attanagliano Alghero, primi tra tutti quello della mancanza di lavoro e della povertà, fenomeni diventati sempre più drammatici con l'aggravarsi della crisi finanziaria e l'attuazione di scellerate politiche economiche e fiscali che, invece di colpire la casta dei politici, le banche e i grandi capitali, hanno spremuto sempre di più i comuni cittadini.
Tra le varie iniziative che saranno realizzate al più presto anche ad Alghero, ci sarà il progetto “Solidarietà Nazionale”, un'operazione di volontariato già da tempo avviata a livello nazionale per aiutare quelle migliaia di italiani che, rimasti senza lavoro, vivono con le loro famiglie in uno stato di estrema necessità che passa in secondo piano rispetto al falso (e ormai irritante) buonismo di destra e sinistra che privilegia e tutela solo gli immigrati, ormai unici destinatari di sussidi e privilegi, sia nella distribuzione di aiuti alimentari che nell'assegnazione di case popolari e posti asilo.
"Anche ad Alghero il lavoro da fare e molto", ha concluso il responsabile provinciale di Forza Nuova, "ma lo sforzo e la fatica non ci spaventano poiché il nostro unico obiettivo non è, come per gli altri partiti, quello di ottenere un momentaneo tornaconto elettorale, ma il miglioramento concreto delle condizioni di vita dei nostri concittadini, il rafforzamento della sicurezza dei nostri quartieri e la difesa di quei valori che da sempre sono alla base della nostra civiltà”.

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