domenica 21 settembre 2014

“DALLA LUCE AL BUIO: ENNESIMA STORIA DI CATTIVA AMMINISTRAZIONE ALL'ITALIANA”.


Dalla luce al buio. Potrebbe essere riassunta così la storia relativamente recente del ponte romano di Calich, che prende il nome dal vicino stagno, una fra le più importanti zone umide costiere di Alghero e della Sardegna.
L'importante testimonianza di epoca imperiale rappresenta uno dei monumenti più fotografati della zona e anni fa era stato oggetto di importanti interventi di manutenzione straordinaria che avevano portato al consolidamento delle arcate da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Sassari.
A questo primo intervento era seguito quello del Comune di Alghero il quale, con la collaborazione di Enel Energia, aveva realizzato un impianto di illuminazione delle arcate simile a quelli a basso impatto ambientale studiati per i maggiori monumenti italiani.
Il risultato finale era stato quello di conferire al monumento un effetto notturono molto suggestivo che aumentava l'attrazione del monumento per turisti e residenti.
Di tutto questo, ora, non esiste più traccia poiché nel corso degli anni non si è proceduto con le necessarie riparazioni. La progressiva oscurità ha favorito l'azione di ladri e vandali che hanno sottratto fari e fili elettrici fino a rendere necessario il rifacimento dell'intero impianto.
Al fine di far tornare la luce sull'antico ponte, che meriterebbe un'attenzione maggiore anche dal punto di vista della gestione e del suo inserimento nel circuito dei "monumenti aperti" della cittadina catalana, l'amministrazione comunale dovrebbe adoperarsi per far risponsorizzare all'Enel l'opera d'illuminazione o, in alternativa, cercare di sensibilizzare qualche imprenditore locale.
L'intervento, che con partership intelligenti costebbe relativamente poco alle casse comunali, oltre a ricevere il plauso sia dei turisti che dei residenti di Alghero e Fertilia, permetterebbe al ponte romano di diventare anche una fonte di reddito per qualche cooperativa giovanile.
Infatti, l'antica struttura, se fosse messa in collegamento con gli altri monumenti algheresi, potrebbe portare ad un'ulteriore valorizzazione sia della zona dello stagno di Calich, da sempre famoso per le specie floreali e ittiche che vi trovano dimora, sia della borgata di Fertilia, spesso trascurata dalle amministrazioni comunali algheresi.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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