martedì 26 agosto 2014

"OGNI TERRA HA IL SUO POPOLO, OGNI POPOLO HA LA SUA TERRA".

Sadali, Sardegna. Nel paese (piccolo centro della Barbagia di Seùlo, un tempo Provincia di Nuoro, oggi Provincia di Cagliari) i residenti hanno vissuto un Ferragosto di angoscia, a seguito delle proteste degli immigrati malesi, i quali, rifiutatisi di alloggiare in un albergo a 3 stelle con tanto di piscina, aria condizionata e tv satellitare in camera, hanno bivaccato dinanzi alla struttura ricettiva, creando un clima di tensione.
La motivazione del rifiuto? Sadali, a detta loro, è un paese troppo isolato, lontano dai grandi centri urbani. Gli immigrati, inoltre, continuano a sostenere che fosse stato loro assicurato che la Sardegna sarebbe stata una tappa intermedia, nell'attesa di un trasferimento a Milano, Roma o Napoli (città dalla quale, peraltro, provenivano). Come minimo, “esigono” una città come Cagliari.
Tutto molto generico, tutto molto poco chiaro.
Quel che è chiaro è che siamo di fronte alla solita disorganizzazione di un Paese ormai allo sbando, asservito all'Unione Europea, sostanzialmente privo di sovranità e incapace di decidere quando serve.
Come se non bastasse, lo stesso Sindaco di Sadali (Romina Mura, Partito Democratico) non ha esitato a schierarsi dalla parte degli immigrati, asserendo che questi ultimi non possono essere trattenuti in un posto in cui “non vogliono stare”.
Forse c'è chi ritiene che sia davvero tutto dovuto, forse c'è chi vive la migrazione come una (consapevole) invasione, incurante dei disagi che deriveranno, e che sono già derivati, alla popolazione autoctona.
Nel caso di specie, i migranti più esagitati (non essendo Sadali un paese dotato di una Caserma dei Carabinieri, la situazione poteva essere esplosiva) sono stati trasferiti ad Ottana. paese più vicino a Nuoro e dunque più confacente alle mire “metropolitane” dei migranti.
Ma in questi giorni ne arriveranno altri centocinquanta (fra gli altri molti siriani) che dovranno essere ospitati in tutta la Provincia.
L'Europa è stata invasa molte volte, in tempi diversi e dai popoli più disparati.
Ogni invasione era motivata da ragioni sempre diverse e taluni popoli ci hanno arricchito, altri meno, altri ancora hanno portato solo morte e devastazione.
Il Vecchio Continente è sempre riuscito a sollevarsi e a reagire, ma il rischio, stavolta, è che il mare umano sia davvero troppo imponente e che non si abbia la forza morale necessaria (né i mezzi) per fronteggiare le migrazioni.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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