domenica 24 agosto 2014

"L'ALTRA FACCIA DELL'ACCOGLIENZA"


Alcuni mesi fa, la Prefettura di Sassari inviò un centinaio di profughi africani sbarcati sull'isola di Lampedusa presso alcune strutture turistiche situate nel Comune di Castelsardo. L'ospitalità, pagata profumatamente dai contribuenti italiani, avrebbe dovuto essere temporanea, solo che come al solito in Italia non c'è niente di più definitivo e stabile delle situazioni definite ufficialmente "temporanee".
Infatti, di recente, le convenzioni con le strutture private sono state rinnovate e ciò ha inevitabilmente creato grossi problemi e disagi sia dal punto di vista della sicurezza sia dell'igiene che da quello turistico. 
Sotto il primo aspetto, infatti, si è verificato che nella colonia marina di Baja Sunajola e in altre strutture situate nella frazione di Lu Bagnu, siano stati ospitati un centinaio di bambini sardi di età compresa tra i 10 e i 12 anni, che hanno dovuto pernottare in camere attigue a quelle destinate ai profughi africani, maggiorenni, con i quali condividevano gli stessi corridoi e la mensa. I genitori increduli, hanno scoperto che i loro figli di notte dormivano in camere che, non potendo essere chiuse a chiave, non erano assolutamente adatte a garantire l'incolumità dei piccoli ospiti. Molti di essi si sono lamentati dell'irresponsabilità dei gestori di far dormire persone adulte sconosciute in camere adiacenti a quelle di bambini indifesi. Come se ciò non fosse bastato i piccoli ospiti in molti casi hanno dovuto condividere con gli stranieri anche altri spazi quali la mensa e i servizi igienici, con grave pregiudizio della loro salute.
"Qui a Castelsardo il business dell'accogliaenza è diventato preminente rispetto anche ai nostri figli, che pagano profumatamente per trascorrere due settimane di vacanza al mare in strutture che dovrebbero garantirci il massimo della tranquillità", è la protesta corale dei genitori.
Queste lamentele si sommano a quelle degli operatori turistici, che non considerano la presenza degli "ospiti" del generoso contribuente italiano come una risorsa per un borgo storico come Castelsardo, da sempre votato al turismo italiano e straniero. I profughi, infatti, oltre a non spendere per ovvi motivi di indigenza, sono ospitati in strutture normalmente destinate ai turisti e ciò ha tolto dal mercato numerosi posti letto che sarebbero potuti essere utlizzati in modo più proficuo, specialmente durante la stagione turistica di quest'anno che tarda a decollare sia per la recessione economica che per i capricci del clima, variabile e incerto fino a poche settimane fa.
In conclusione, se lo Stato, per ragioni umanitarie, falso buonismo o assoluta incapacità a controllare efficacemente le frontiere, deve accogliere profughi e clandestini è meglio che lo faccia utilizzando suoi edifici, molti dei quali inutilizzati, piuttosto che stipulando costose convenzioni con strutture private, che essendo state concepite per usi ben diversi, non garantiscono neanche un minimo standard di sicurezza e, in più, penalizzano ulteriormente l'offerta turistica del nostro Paese.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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