sabato 19 luglio 2014

"L'ITALIA STA MEGLIO? DI SICURO NON LE FAMIGLIE ITALIANE"



Negli ultimi mesi, la classe politica italiana spaccia sui media il positivo e fiducioso messaggio che l'Italia stia meglio e stia uscendo dalla “crisi”.
Ma i dati reali, che non sono propaganda politica, mostrano una realtà opposta.
L'Italia migliora? A Maggio il debito pubblico ha toccato il record di 2.166 miliardi di euro (fonte: www.ansa.it), ma il dato più preoccupante è il numero dei poveri italiani che, fonte ISTAT, ha raggiunto dal 2013 al 2014  i 10 milioni (16,6%), di cui 6 milioni assoluti (9,9%), ossia che non sono in condizioni di acquistare nemmeno i beni primari per una vita dignitosa, mentre fra il 2012 e il 2013 era stabile a circa al 12,5%.
Le famiglie povere in Italia sono il 12,6%,  a cui vanno aggiunte il 6,4% di famiglie “quasi povere”.
Allarmante è il dato per la Sardegna, un quarto delle famiglie sarde (24,8%) vive al di sotto della soglia di povertà, cioè con meno di 973 euro al mese, cifra doppia rispetto al dato nazionale.
Questi numeri denotano il peggioramento della condizione delle famiglie con quattro o più componenti, in particolare, delle famiglie con due figli, soprattutto se minori.
L'indice di povertà cresce nelle famiglie con componenti con titolo di studio medio-basso o con almeno due anziani (fonte: www.unionesarda.it).
La piaga della crescente povertà in Italia, ma soprattutto in Sardegna, si può racchiudere in una parola: disoccupazione.
Infatti, la metà delle famiglie povere sarde (11,8%) ha all'interno del proprio nucleo una o più persone in cerca di occupazione.
Non trovando lavoro e quindi non guadagnando, sempre più famiglie sono costrette a ridimensionare al ribasso il proprio stile di vita.
Non avendo redditto disponibile da spendere, precipita il potere d'acquisto e le famiglie non consumano più dello stretto necessario per sopravvivere, a volte non riuscendo nemmeno a sostenere la spesa minima necessaria per acquistare beni e servizi considerati essenziali per tenere uno standard di vita minimamente accettabile.
In tutta questa disperazione,  l'Unione Europea, al posto di sostenere i cittadini di quelle aree del
proprio continente oggi in sofferenza economica, predica “austerità” e “rigore”, mentre finanzia, con i soldi dei paesi membri dell'UE, progetti di “accoglienza” ed “integrazione” a favore di “profughi” e “migranti”, provenienti da ogni guerra ed da ogni parte del mondo.  
Questo modello politico, sociale ed economico, di cui l'Italia fa fieramente parte, si rivela fallimentare e suicida ogni giorno in più che passa, perché crea miseria, toglie la speranza per il futuro e crea davvero una guerra tra poveri (vecchi e nuovi).
Ma per il governo Renzi e la politica italiana, la ripresa è già iniziata.
  
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.


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