martedì 29 aprile 2014

"BRUNO BAGEDDA: UN CAMERATA, UN ESEMPIO"


Tempo di commemorazioni, tempo di polemiche, tempo di 25 aprile.
Anche quest'anno, come da tradizione, i soliti cortei, ammantati dal solito trionfalismo.
Nell'inutilità e nel vacuo conformismo di una festa che non è più percepita come tale dalla popolazione (e dunque non ha più ragione di esistere), emergono, silenziosamente, figure che stavano dalla parte “sbagliata”.
Figure come quella di Bruno Bagedda, scomparso da qualche mese.
Avvocato, nuorese (ma originario di Bitti), aderì con convinzione al fascismo e successivamente tentò di raggiungere la Repubblica Sociale di Salò, senza però riuscirvi.
Partecipò anche alla campagna di Russia e combatté nei Balcani.
Anche dopo la fine della Guerra, continuò la militanza politica (nelle file del Movimento Sociale Italiano) fino a essere eletto in Consiglio Regionale.
Considerato uno dei più stimati avvocati del foro di Nuoro, divenne celebre per le sue eccezionali arringhe, le sue doti di affabulatore, il suo carisma, la sua eleganza, ma anche per una simpatia ed ironia fuori dal comune.
Difese, tra gli altri, molti esponenti del banditismo sardo, da Campana a Mesina.
Continuò a voler essere chiamato “camerata” fino agli ultimi giorni.
Fu sempre rispettato da tutti, in primis dagli avversari politici.
Insomma, Bruno Bagedda fu un Uomo che non tradì, che ebbe un ideale e seppe (e volle) mantenerlo sino alla fine, senza ambire a titoli, poltrone, gloria o fama.
E tutto questo, solamente per un'ideale.
Ideali che sembrano mancare, al contrario, in molti giovani delle nuove generazioni.
Tutti i Sardi dovrebbero essere orgogliosi di questa figura nobile e storica, mentre invece sembra proprio che Bruno sia stato dimenticato molto in fretta.
Per tutti questi motivi, Forza Nuova ha scelto, simbolicamente, di dedicare a lui il consueto ricordo per i combattenti ed i caduti "Per l'Onore".
Ciao, Camerata Bruno.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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martedì 22 aprile 2014

"JOBS ACT: LA RIFORMA CHE CI RENDE PIU' PRECARI!"


Si scrive Jobs Act ma si legge “presa per i fondelli” per le persone precarie.
Il Jobs Act, infatti, come ormai diversi esperti fanno notare con sempre maggiore forza, precarizza ulteriormente la vita di chi cerca lavoro. 
Per essere più precisi, la frantuma, rendendo le persone sempre più ricattabili.
I difensori della precarietà da anni ci dicono che il capitale si muove a livello globale, che c’è libertà di circolazione per le merci, ma in Italia manca quella degli esseri umani. 
A chi parla di ammortizzatori e regole a garanzia di chi lavora si risponde che bisogna sottostare ai capricci degli imprenditori perché nel mondo attuale essi sono liberi di chiudere e delocalizzare verso Paesi dove possono godere di forti aiuti statali (per esempio la Serbia o il Brasile) o di lavoro semischiavistico (Cina, India, Sud-est asiatico in generale): cose impossibili nella santa e prospera e magnifica Unione Europea della regina Angela (Merkel) e dei suoi bravi servitori (primo fra tutti il governatore BCE Mario Draghi).

lunedì 14 aprile 2014

“CASSONETTI VUOTI E PURE LE TASCHE DEI CAGLIARITANI”


E' regola ormai tristemente nota a tutti che lo Stato abbondi con i tagli alle risorse economiche destinate agli enti locali, soprattutto in tempi di crisi, per rispettare i vincoli d'austerità dettati dall'Unione Europea.
Ciò significa in concreto che i Comuni, ad esempio, per continuare a funzionare ed erogare servizi ai cittadini devono fare da sé, trovando i soldi magari attraverso vecchie e nuove gabelle.
Anche Cagliari non fa eccezione, ma nel calcolare la T.A.R.S.U. (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, destinata ad essere accorpata insieme alla T.I.A. - tariffa di igiene ambientale - nella nuova T.A.R.E.S. - tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) osserviamo alcune “anomalie” segnalate dai cittadini.
Ogni Comune, in autonomia, ha il potere di stabilire le categorie di contribuenza di tutti gli immobili, in base alla loro destinazione d'uso.
Tabella ufficiale alla mano, si scopre che durante l'amministrazione Zedda il contributo per mq delle abitazioni (indipendentemente dal valore catastale dell'immobile) sia di 2,66€, mentre drogherie, librerie, edicole, tabacchini e la maggior parte dei piccoli negozi deve pagare 8,83€.
Non va meglio al settore della ristorazione e dell'alimentare, già in difficoltà per il crollo dei consumi, i costi della burocrazia e l'aumento dell'IVA: ristoranti, pizzerie, paninoteche devono sborsare 18€ al mq; bar e gelaterie 19,20€ al mq; pastifici e box mercato 9,88€ al mq, frutta e verdura (pure per le piante) 20,77€ al mq.
Ma il dato più sconcertante riguarda alcuni “soggetti economici” già forti finanziariamente, espressione di interessi del credito bancario, delle multinazionali o della grande distribuzione, che godono di un trattamento di “privilegio”, pur non avendone bisogno, rispetto a tutti i “piccoli” contribuenti ed esercenti: gli alberghi 3,02€ al mq; banche, istituti di credito ed assicurazioni pagano 8,83€ al mq; supermercati ed ipermercati 13,97€ al mq.
Correggere questo “squilibrio” è necessario, per tenere in ordine i conti del Comune e garantire una vera equità sociale ed economica, non solo con gli slogan elettorali, ma con azioni concrete.
Altrimenti, continueremo ad avere una politica forte coi deboli e debole coi forti.
Con Zedda Sindaco. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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