lunedì 24 marzo 2014

"LA SARDEGNA CHIAMA, IL GOVERNO (NON) RISPONDE"


Nel bel mezzo dei preparativi per le Elezioni Europee, in Parlamento succede di tutto.
I due emendamenti che prevedevano un aiuto ai Comuni sardi colpiti dall'alluvione sono stati respinti.
Come se non bastasse, il Senato ha successivamente bocciato la proposta, sacrosanta, nonché piuttosto datata, di inserire la Sardegna in un Collegio Europeo a sé stante.
Un doppio affronto difficile da digerire.
Il neo-premier Renzi, che tanto aveva criticato i suoi predecessori, dimostra la sua indole populista: tante parole, pochi fatti.
I parlamentari voltano le spalle alla Sardegna, ed il voto è compatto, netto e bipartisan.
Ma è la situazione generale sarda a destare preoccupazione: al di là del vergognoso menefreghismo dimostrato nei confronti dei comuni alluvionati, nei quali, peraltro, la ricostruzione è ben lungi dall'essere completata, la questione del Collegio Europeo è ancora più grave.
Fino a quando perdurerà questo stato di cose (vedi la famigerata legge del '79), la Sardegna non potrà eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento Europeo, dovendo fare i conti con una Regione demograficamente molto più consistente come la Sicilia.
Nessuna rappresentanza, ovvero nessun diritto.
Lo storico immobilismo dello Stato centrale nei confronti della nostra Isola sta ormai trasformandosi in un disinteresse orgogliosamente esibito: sarà interessante valutare lo stato d'animo col quale i Sardi andranno a votare per le Europee, ma soprattutto analizzare l'affluenza, che presumibilmente sarà assai bassa.
In questo scenario, Forza Nuova, per l'occasione alleata con la Fiamma Tricolore, può costituire l'unica credibile alternativa ad un sistema inerte e corrotto, che ha danneggiato la Sardegna all'inverosimile.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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