lunedì 17 marzo 2014

"LA PROVA DEI FATTI"


La diminuzione delle tasse, di cui ha parlato recentemente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, è una promessa che ci sentiamo fare da un paio di decenni e che nessun governo è riuscito finora a realizzare.
Una cosa, però, è certa: chi riuscirà a tagliarle sul serio passerà alla storia, mentre chi fallirà per l'ennesima volta potra ufficialmente essere definito un buffone.
Quello di ridurre il carico fiscale degli italiani è stato per anni un cavallo elettorale, ottimo per fare mille promesse quando si trattava di prendere voti, ma alla prova dei fatti non è mai riuscito ad uscire dalle scuderie perchè ostaggio di partiti, lobby, conventicole etc: bastava che il ministro dell'Economia di turno, opportunamente tirato per la giacchetta dai “banksters” europei, dalle agenzie di rating (altrettanto criminali in base a indagini e sentenze anche italiane) e dai manovratori occulti del famigerato spread, alzasse il cartellino rosso dicendo che le coperture non c'erano e non se ne faceva niente.
Se questa sarà la volta buona, si vedrà.
In ogni caso Matteo Renzi, pur non avendo promesse elettorali da mantenere visto che è arrivato a Palazzo Chigi saltando le urne, si gioca la faccia.
E' anche vero che dieci miliardi di euro non sono noccioline e che dovremo trovarceli da soli, visto che i soliti euroburocrati hanno fatto sapere con “cortese sollecitudine” che per finanziare queste politiche “rivoluzionarie” non si potranno usare i fondi strutturali, perchè possono essere usati solo per finanziare nuovi progetti di sviluppo e non tagli delle tasse, anche se alla fine le misure avrebbero lo stesso obiettivo.
La coperta è sempre corta ed è per questo che in questi ultimi giorni stiamo assistendo al derby tra IRPEF e IRAP.
Concentrare le risorse solo sul taglio dell'IRPEF (l'imposta della gente comune) potrebbe significare dare tra gli 80 e i 100 euro in più al mese ai lavoratori dipendenti che ne guadagnano 1.500 con l'obiettivo di aumentarne le capacità di consumo; diminuire il carico fiscale delle imprese con la riduzione dell'IRAP favorirebbe il loro rilancio sia sul mercato interno che su quello internazionale, nella convinzione che nei sistemi di mercato il lavoro sia crato dalle aziende.
Per ora, sembra che il governo voglia far pendere la bilancia tutta a favore dell'IRPEF, facendo aumentare le buste paga dei lavoratori a partire dal prossimo maggio, ma per il momento l'unica certezza, al di là degli annunci del premier, di qualche slide di presentazione e dei numerosi titoli di giornale, è che non c'è nessun disegno di legge all'esame delle Camere, come non esiste nessuna norma che dia disposizioni alla Cassa Depositi e Prestiti (che gestisce i rispami degli italiani) su come pagare entro settembre i miliardi di debiti accumulati negli anni dalla Pubblica Amministrazione.
Il tempo corre veloce, la pazienza degli italiani ormai è finita e la prova dei fatti è ancora una pia illusione.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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