lunedì 17 febbraio 2014

"UN ENNESIMO GIRO DI VALZER"


Il governo Letta, dopo meno di un anno di vita stentata e quasi immobile, è arrivato al capolinea  in seguito ad una lotta di potere e poltrone tutta interna al Partito Democratico e a breve sarà sostituito da un nuovo esecutivo guidato da Matteo Renzi.
Nelle intenzioni del sindaco-segretario sarà un governo "snello", "efficiente" e finalmente in grado di dare quell'accellerata necessaria per far uscire l'Italia da quella palude in cui sta morendo ormai da troppo tempo.
Purtroppo l'ottimismo, che secondo una vecchia pubblicità era il sale della vita, è una cosa che gli italiani hanno perso ormai da molto tempo e purtroppo non sarà il governo Renzi a farglielo tornare. I motivi per dubitare dell'annunciato cambio di rotta sono molteplici e dovuti in primis ad alcuni aspetti oggettivi.
Il primo è costituito dal fatto che la maggioranza che sosterrà il governo sarà esattamente la stessa su cui si appoggiava il suo predecessore, al massimo con qualche piccola variazione sul tema dovuta alla conquista di qualche parlamentare in più a seconda del provvedimento oggetto di approvazione.
Il secondo costituito dal fatto che, una volta pagato il debito nei confronti di Berlusconi con l'approvazione della nuova legge elettorale e l'avvio di pseudo riforme istituzionali, il programma di governo si arenerà sugli stessi scogli che hanno portato al naufragio la barchetta guidata da Enrico Letta.
Infatti, in campo economico Renzi non avrà mai la forza di progettare e attuare misure tali da ridurre il cuneo fiscale o aumentare in modo apprezzabile il reddito degli italiani, perchè per farlo dovrebbe sfidare da un lato la CGIL di Camusso e Landini e dall'altro convincere gli eurocrati di Bruxelles, sempre pronti ad avanzare all'Italia nuove richieste-ordini a tutela di quella politica del rigore e della stabilità che è stata condannata dalla realtà e (con colpevole ritardo) anche dal Presidente della Repubblica Napolitano.
Nel campo della giustizia, archiviata parzialmente la pratica del destino politico e giudiziario di Berlusconi e concesso al Capo dello Stato il contentino di un ennesimo decreto svuota carceri, che avrà il solo risultato di diminuire la sicurezza dei cittadini, il nuovo governo non avrà la possibilità di avviare una seria riforma della giustizia in grado di accorciare i tempi dei processi e ridare fiducia agli italiani perchè per farlo sarà inevitabilmente costretto a scontrarsi con la casta dei magistrati e quella degli avvocati, entrambe legate ai propri privilegi.
Nel campo della cultura e dell'istruzione, il premier-rottamatore dovrebbe trovare, dopo i soliti proclami elettorali e decenni di tagli applicati senza criterio da coloro che l'hanno preceduto, una tale mole di risorse che, senza una progettazione seria che ne costituisca la base, si risolverà inevitabilmente in un ennesimo insuccesso, che avrà come conseguenza inevitabile quello di aumentare ancora di più sia il divario tecnologico e scientifico tra l'Italia e il resto del mondo occidentale, che la fuga de nostri migliori cervelli verso lidi esteri più appettibili.
Infine, per quel che riguarda la tutela ambientale, dopo frane e alluvioni, che in un Paese normale sarebbero state di modesta entità, Renzi avrà il coraggio di diminuire il cappio del patto di stabilità, che strangola Comuni e Provincie, dandogli la possibilità di mettere davvero in sicurezza il territorio?
Purtroppo, anche in questo caso la realtà sarà ancora deludente a causa della mancanza di risorse monetarie adeguate e del coraggio necessario per mettere in discussione il diktat europeo del fiscal compact, per il quale l'ordinaria amministrazione fa aumentare il fatidico rapporto del 3% fra debito pubblico e PIL, mentre la gestione di emergenze fa aumentare solo le percentuali dei morti e degli sfollati.
In definitiva, anche concedendo al nascente esecutivo e al suo leader il beneficio del dubbio, è lecito sostenere che il governo Renzi sarà animato solo di buone intenzioni... peccato solo che di buone intenzioni sia lastricata la via dell'inferno e che il suo sarà soltanto un ennesimo giro di valzer su una nave senza rotta. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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