lunedì 24 febbraio 2014

"REGIONALI 2014: ANALISI DEL VOTO SARDO"


I risultati delle elezioni sarde sembrano smentire, almeno apparentemente, quello che molti avevano pronosticato.
Si paventava una vittoria di Michela Murgia, seguita da Pigliaru.
Ciò non è accaduto: la Sardegna non ha risentito del colpo di mano di Renzi ed il centro sinistra ha vinto, anche se il centro-destra si è confermato  in importanti città Isolane: Olbia, Alghero, Tempio Pausania ed Oristano.
Il successo di Pigliaru, Professore universitario di Economia politica presso la facoltà di Economia del polo Economico-Giuridico di Cagliari ed ex appartenente al CDA del Banco di Sardegna, è di stretta misura (42% contro il 40% del governatore uscente Ugo Cappellacci).
Egli è ritenuto un “renziano”, ma potenzialmente in grado di portare avanti una linea politica autonoma.
Il voto della provincia di Nuoro, che registra l’affluenza più alta (56,54%, ma in alcune sezioni con punte del 69%) ed è tradizionalmente legata al centro-sinistra, è stato fondamentale per la vittoria del Professore, nativo di Sassari, residente a Cagliari, ma originario di Orune, in Barbagia.
Anche Sassari ha registrato una considerevole affluenza (ed anche qui ha vinto il Pd), mentre in Ogliastra (un tempo facente parte della Provincia di Nuoro) ha votato il 55,68% degli aventi diritto.
A Cagliari (dove ha vinto, ma di poco, il Pd) l’affluenza è stata poco oltre il 51%,a Olbia poco sopra il 52%.
Bassa l’affluenza nelle altre province: Medio Campidano 46,92%, Carbonia 48,83% Oristano 49,71%.
Il centro-destra vince e si conferma in Gallura(complice anche l’assenza di Grillo) e ad Oristano.
La Murgia non ha avuto l’exploit che molti si aspettavano ed il suo risultato, anche se positivo (è al primo posto fra le numerose liste indipendentiste), è stato al di sotto delle attese e non le garantirà una rappresentanza in Consiglio Regionale.
Per il resto, buon successo di Mauro Pili con la lista Unidos (5,9%); bel risultato anche per gli ultranazionalisti Sardi del FIU (1,03%), mentre, tra i partiti indipendentisti storici, tiene il PSDAZ (4,7%). IRS (Indipendentzia Republica de Sardigna), nonostante lo 0,8% dei consensi, ottiene comunque un Consigliere regionale, grazie all’alleanza con i partiti nazionali.
Sardigna Natzione, come del resto Forza Nuova, ha scelto di non presentarsi.
I Partiti indipendentisti sardi (sia che appoggiassero il centro-destra, o il centro-sinistra o che corressero da soli) hanno ottenuto complessivamente circa il 26% dei consensi, con 20mila preferenze.
Se si somma questo dato con l’astensionismo, arrivato in Sardegna al 48%, emerge una forte insoddisfazione, manifestata dall’elettorato in due modi: con l’astensione, appunto, o in alternativa tramite il voto a partiti fuori dal panorama politico italiano (come gli indipendentisti), con un significato simile al voto “di protesta” dato ai Grillini nel 2013.
In conclusione: la situazione non è per nulla stabile, la vittoria del centro-sinistra non è netta ed è condizionata dalla presenza di partiti minori.
Il leader di IRS, Gavino Sale, ha fatto questa affermazione: ”Noi non siamo alleati col PD, noi abbiamo fatto un patto con Pigliaru”.
Significativo.
I Nazionalisti Sardi, benché divisi, hanno ottenuto un risultato di vaste proporzioni: la Murgia è stata fermata, ma l’idea autonomista è ben viva, nonostante Videolina abbia parlato di debacle indipendentista (!).
L’altissimo astensionismo, infine, ha confermato quanto (non diversamente da quello che avviene nel resto d’Italia) la protesta della gente stia silenziosamente aumentando.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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