mercoledì 26 febbraio 2014

"FORZA NUOVA IN PIAZZA A SASSARI!"


Sabato 1 Marzo 2014, dalle ore 17, banchetto di Forza Nuova in piazza Castello a Sassari: sarà possibile effettuare il TESSERAMENTO 2014: "ITALIANI PER SANGUE E PER SPIRITO" e sottoscrivere la petizione per la moratoria contro Equitalia.

Per informazioni sull'iniziativa:
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lunedì 24 febbraio 2014

"REGIONALI 2014: ANALISI DEL VOTO SARDO"


I risultati delle elezioni sarde sembrano smentire, almeno apparentemente, quello che molti avevano pronosticato.
Si paventava una vittoria di Michela Murgia, seguita da Pigliaru.
Ciò non è accaduto: la Sardegna non ha risentito del colpo di mano di Renzi ed il centro sinistra ha vinto, anche se il centro-destra si è confermato  in importanti città Isolane: Olbia, Alghero, Tempio Pausania ed Oristano.
Il successo di Pigliaru, Professore universitario di Economia politica presso la facoltà di Economia del polo Economico-Giuridico di Cagliari ed ex appartenente al CDA del Banco di Sardegna, è di stretta misura (42% contro il 40% del governatore uscente Ugo Cappellacci).
Egli è ritenuto un “renziano”, ma potenzialmente in grado di portare avanti una linea politica autonoma.
Il voto della provincia di Nuoro, che registra l’affluenza più alta (56,54%, ma in alcune sezioni con punte del 69%) ed è tradizionalmente legata al centro-sinistra, è stato fondamentale per la vittoria del Professore, nativo di Sassari, residente a Cagliari, ma originario di Orune, in Barbagia.
Anche Sassari ha registrato una considerevole affluenza (ed anche qui ha vinto il Pd), mentre in Ogliastra (un tempo facente parte della Provincia di Nuoro) ha votato il 55,68% degli aventi diritto.
A Cagliari (dove ha vinto, ma di poco, il Pd) l’affluenza è stata poco oltre il 51%,a Olbia poco sopra il 52%.
Bassa l’affluenza nelle altre province: Medio Campidano 46,92%, Carbonia 48,83% Oristano 49,71%.
Il centro-destra vince e si conferma in Gallura(complice anche l’assenza di Grillo) e ad Oristano.
La Murgia non ha avuto l’exploit che molti si aspettavano ed il suo risultato, anche se positivo (è al primo posto fra le numerose liste indipendentiste), è stato al di sotto delle attese e non le garantirà una rappresentanza in Consiglio Regionale.
Per il resto, buon successo di Mauro Pili con la lista Unidos (5,9%); bel risultato anche per gli ultranazionalisti Sardi del FIU (1,03%), mentre, tra i partiti indipendentisti storici, tiene il PSDAZ (4,7%). IRS (Indipendentzia Republica de Sardigna), nonostante lo 0,8% dei consensi, ottiene comunque un Consigliere regionale, grazie all’alleanza con i partiti nazionali.
Sardigna Natzione, come del resto Forza Nuova, ha scelto di non presentarsi.
I Partiti indipendentisti sardi (sia che appoggiassero il centro-destra, o il centro-sinistra o che corressero da soli) hanno ottenuto complessivamente circa il 26% dei consensi, con 20mila preferenze.
Se si somma questo dato con l’astensionismo, arrivato in Sardegna al 48%, emerge una forte insoddisfazione, manifestata dall’elettorato in due modi: con l’astensione, appunto, o in alternativa tramite il voto a partiti fuori dal panorama politico italiano (come gli indipendentisti), con un significato simile al voto “di protesta” dato ai Grillini nel 2013.
In conclusione: la situazione non è per nulla stabile, la vittoria del centro-sinistra non è netta ed è condizionata dalla presenza di partiti minori.
Il leader di IRS, Gavino Sale, ha fatto questa affermazione: ”Noi non siamo alleati col PD, noi abbiamo fatto un patto con Pigliaru”.
Significativo.
I Nazionalisti Sardi, benché divisi, hanno ottenuto un risultato di vaste proporzioni: la Murgia è stata fermata, ma l’idea autonomista è ben viva, nonostante Videolina abbia parlato di debacle indipendentista (!).
L’altissimo astensionismo, infine, ha confermato quanto (non diversamente da quello che avviene nel resto d’Italia) la protesta della gente stia silenziosamente aumentando.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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mercoledì 19 febbraio 2014

“REGIONALI 2014: CAMBIA TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA”


Le elezioni regionali della Sardegna premiano come governatore il Professor Pigliaru.
Perché ha vinto il centro-sinistra?
Grazie all’effetto novità-entusiamo-rottamazione del nuovo premier  Renzi e grazie ad un programma (per chi l’ha letto) più concreto e meno illusorio dell’avversario Cappellacci.
Perché ha perso il centro-destra?
In cinque anni di governo Cappellacci, in Sardegna si sono viste più parole che fatti e tutta la campagna elettorale del centro-destra è stata ancora una volta incentrata su promesse irrealizzabili, con la presunzione di avere già la vittoria in tasca.
Nonostante questo cambiamento di rotta politica in Regione, anche le buone intenzioni del Professor Pigliaru resteranno solo sulla carta: a causa di leggi statali e direttive europee su bilancio e spesa pubblica, l’azione di governo regionale, per attivare gli unici due canali per la ripresa (investimenti e occupazione), sarà castrata sul nascere.
Fino a qui, tutto nella norma della vita politica sarda.
Il  vero dato significativo e che richiede un’attenta riflessione sono le cifre dell’astensionismo: un elettore su due non è andato a votare.
Gli scandali e le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto più di sessanta consiglieri di tutti i partiti delle ultime due le legislature, la delusione e la disillusione verso la politica tradizionale, il malcontento generato dalla crisi per le promesse non mantenute, il disprezzo verso i privilegi della “casta” sono le ragioni principali dell’astensione.
Ma esiste anche un astensionismo cosciente e consapevole da parte dei cittadini sardi, che si sono resi definitivamente conto che l’alternanza centro-destra e centro-sinistra, sul modello nazionale, sia ormai una farsa.
Ciò che conta davvero è la capacità di ascolto e di iniziativa nei confronti delle esigenze reali provenienti dal territorio e dalle comunità, ma soprattutto serve il coraggio per andare contro questo sistema economico ed uscire da questo modello imposto da Bruxelles, che impoverisce i sardi ed i popoli europei.
C’è tanto da fare per ricostruire la Sardegna.
Tanti auguri professor Pigliaru. Ne avrà davvero bisogno.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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martedì 18 febbraio 2014

"SOLIDARIETA' NAZIONALE SARDEGNA"



In questo momento di gravissima crisi economica, lo stato e le sue istituzioni hanno tagliato servizi sociali primari ed introdotto tasse sempre più opprimenti, riducendo le fasce più deboli della società in condizioni di povertà estrema.
Per questo motivo, Forza Nuova lancia anche in Sardegna l'operazione “SOLIDARIETA' NAZIONALE: NON SEI SOLO”.
Da martedì 25 febbraio 2014 e per ogni martedì, in via Cervi 7 a Cagliari, sarà possibile consegnare generi alimentari di prima necessità ed a lunga conservazione; gli aiuti raccolti saranno periodicamente distribuiti a persone e famiglie sarde bisognose ed in difficoltà.
Contribuisci anche tu alla nostra iniziativa!

Per informazioni su "SOLIDARIETA' NAZIONALE in SARDEGNA":
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lunedì 17 febbraio 2014

"UN ENNESIMO GIRO DI VALZER"


Il governo Letta, dopo meno di un anno di vita stentata e quasi immobile, è arrivato al capolinea  in seguito ad una lotta di potere e poltrone tutta interna al Partito Democratico e a breve sarà sostituito da un nuovo esecutivo guidato da Matteo Renzi.
Nelle intenzioni del sindaco-segretario sarà un governo "snello", "efficiente" e finalmente in grado di dare quell'accellerata necessaria per far uscire l'Italia da quella palude in cui sta morendo ormai da troppo tempo.
Purtroppo l'ottimismo, che secondo una vecchia pubblicità era il sale della vita, è una cosa che gli italiani hanno perso ormai da molto tempo e purtroppo non sarà il governo Renzi a farglielo tornare. I motivi per dubitare dell'annunciato cambio di rotta sono molteplici e dovuti in primis ad alcuni aspetti oggettivi.
Il primo è costituito dal fatto che la maggioranza che sosterrà il governo sarà esattamente la stessa su cui si appoggiava il suo predecessore, al massimo con qualche piccola variazione sul tema dovuta alla conquista di qualche parlamentare in più a seconda del provvedimento oggetto di approvazione.
Il secondo costituito dal fatto che, una volta pagato il debito nei confronti di Berlusconi con l'approvazione della nuova legge elettorale e l'avvio di pseudo riforme istituzionali, il programma di governo si arenerà sugli stessi scogli che hanno portato al naufragio la barchetta guidata da Enrico Letta.
Infatti, in campo economico Renzi non avrà mai la forza di progettare e attuare misure tali da ridurre il cuneo fiscale o aumentare in modo apprezzabile il reddito degli italiani, perchè per farlo dovrebbe sfidare da un lato la CGIL di Camusso e Landini e dall'altro convincere gli eurocrati di Bruxelles, sempre pronti ad avanzare all'Italia nuove richieste-ordini a tutela di quella politica del rigore e della stabilità che è stata condannata dalla realtà e (con colpevole ritardo) anche dal Presidente della Repubblica Napolitano.
Nel campo della giustizia, archiviata parzialmente la pratica del destino politico e giudiziario di Berlusconi e concesso al Capo dello Stato il contentino di un ennesimo decreto svuota carceri, che avrà il solo risultato di diminuire la sicurezza dei cittadini, il nuovo governo non avrà la possibilità di avviare una seria riforma della giustizia in grado di accorciare i tempi dei processi e ridare fiducia agli italiani perchè per farlo sarà inevitabilmente costretto a scontrarsi con la casta dei magistrati e quella degli avvocati, entrambe legate ai propri privilegi.
Nel campo della cultura e dell'istruzione, il premier-rottamatore dovrebbe trovare, dopo i soliti proclami elettorali e decenni di tagli applicati senza criterio da coloro che l'hanno preceduto, una tale mole di risorse che, senza una progettazione seria che ne costituisca la base, si risolverà inevitabilmente in un ennesimo insuccesso, che avrà come conseguenza inevitabile quello di aumentare ancora di più sia il divario tecnologico e scientifico tra l'Italia e il resto del mondo occidentale, che la fuga de nostri migliori cervelli verso lidi esteri più appettibili.
Infine, per quel che riguarda la tutela ambientale, dopo frane e alluvioni, che in un Paese normale sarebbero state di modesta entità, Renzi avrà il coraggio di diminuire il cappio del patto di stabilità, che strangola Comuni e Provincie, dandogli la possibilità di mettere davvero in sicurezza il territorio?
Purtroppo, anche in questo caso la realtà sarà ancora deludente a causa della mancanza di risorse monetarie adeguate e del coraggio necessario per mettere in discussione il diktat europeo del fiscal compact, per il quale l'ordinaria amministrazione fa aumentare il fatidico rapporto del 3% fra debito pubblico e PIL, mentre la gestione di emergenze fa aumentare solo le percentuali dei morti e degli sfollati.
In definitiva, anche concedendo al nascente esecutivo e al suo leader il beneficio del dubbio, è lecito sostenere che il governo Renzi sarà animato solo di buone intenzioni... peccato solo che di buone intenzioni sia lastricata la via dell'inferno e che il suo sarà soltanto un ennesimo giro di valzer su una nave senza rotta. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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martedì 11 febbraio 2014

"CRISI NERA: MA LETTA E' OTTIMISTA"


 “La crisi? Finita, superata, dietro alle spalle”.
Così diceva il Presidente del Consiglio Enrico Letta dagli Emirati Arabi.
Eppure gli italiani hanno tutt'altra visione dello stato di salute del nostro Paese; così come non la pensa in sintonia col premier il presidente di confindustria Squinzi, che non ritiene i numeri dati dal governo realistici.
Ma Letta era in “gita di svendita” dell'Italia: era infatti negli Emirati Arabi per esporre il suo progetto (e quindi del governo “delle larghe intese”) di svendita delle società strategiche della Nazione, in primis Alitalia, così come già fatto con Telecom e Banca d' Italia.
Sempre Squinzi ricorda al governo che non si salva l'Italia in questo modo, anche e soprattutto visto che non si sta facendo nulla per aiutare le imprese a creare lavoro: il PIL previsto per il 2014 da Confindustria è di appena +0.6-7% , praticamente nulla.
Ma perché Letta è così fiducioso e di chi o cosa si preoccupa allora?
Semplice: delle banche.
La settimana scorsa, la notizia della bagarre in aula dei “grillini” ha fatto il giro dell'Europa e del mondo e questo ha coperto, con la complicità dei media, la vera e preoccupante notizia: la Banca d'Italia è stata “rivalutata”, passando dai 156 mila euro a 7,5 miliardi di euro, beneficio che va chiaramente a favore delle banche private, che costituiscono la maggioranza del C.d.A. della banca “nazionale”; ma non solo, oltre al valore della banca, le altre banche private si divideranno anche gli utili della Banca d'Italia, che dovrebbero spettare allo Stato per sanare il “temutissimo” debito pubblico.
Questa manovra affamerà ancora di più l'Italia e gli italiani ed ingrasserà le solite banche private, che, senza spendere un euro, prenderanno anche gli interessi pagati dallo Stato.
Ancora una volta, le banche avranno tutti i soldi che vogliono ed Enrico Letta vede la crisi finita. Ovviamente il suicidio di tanti imprenditori italiani (120 nel 2013) è solamente un effetto collaterale e non rilevante, per l'interesse delle banche ed evidentemente anche di questo governo.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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domenica 9 febbraio 2014

"FOIBE: NON SCORDO"


In occasione della Giornata del Ricordo dei Martiri delle Foibe, Forza Nuova organizza una commemorazione per ricordare l'eccidio e l'esilio di migliaia di italiani, per mano dei partigiani rossi e delle milizie titine: appuntamento lunedì 10 Febbraio 2014, alle ore 10.30, al Cimitero di San Michele di Cagliari, dove l'Associazione Vico San Lucifero pose nel 1999 una lapide in ricordo.
La vicenda tragica delle Foibe ha un significato ancora più importante per la Sardegna, che fu terra di rifugio per tanti italiani, costretti, finita la guerra, a scappare dalle loro terre, confinanti con la Jugoslavia, per sfuggire alla pulizia etnica slava ed alle persecuzioni comuniste.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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lunedì 3 febbraio 2014

“ASSEMINI: DELUSIONE A 5 STELLE”

Sono trascorsi quattro mesi, da quando ci siamo rivolti al sindaco “grillino” di Assemini, Mario Puddu, in qualità di cittadini organizzati in Movimento Politico, per chiedere un incontro, finalizzato alla presentazione di un progetto di utilità sociale.
Contattato ai recapiti istituzionale ed ufficiali presenti nel sito del Comune (non attraverso le solite conoscenze politiche “raccomandate” da amici), sia via e-mail (inviata il 2 Ottobre 2013) che via fax (inviato il 7 Ottobre 2013), ad oggi né il primo cittadino né un suo delegato, ha dato risposta alla nostra richiesta.
Un silenzio quasi peggiore del “vediamo cosa si può fare” di democristiana e socialista memoria.
Ci siamo rivolti proprio al sindaco 5 Stelle Puddu, perché anche noi siamo convinti che sia utile e doveroso partecipare alla vita politica partendo dal “basso”, con proposte concrete che vengano dalla “società civile” e dai cittadini, come professato da Beppe Grillo e dal suo Movimento.
In teoria.
Ma in pratica, abbiamo verificato che la realtà sia ben diversa: del vento di cambiamento, espresso nelle urne dai cittadini Asseminesi, non si sente e non si vede alcuna traccia.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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