mercoledì 15 gennaio 2014

"DEMOCRATICHE ILLUSIONI"

Domenica 29 settembre 2013, si sono svolte in Sardegna le “primarie” per la scelta del candidato governatore per il centro-sinistra, in vista delle elezioni regionali previste per l'inizio del 2014.
Oltre 50 mila elettori sardi del popolo di centro-sinistra si sono recati alle urne e con netta maggioranza (quasi il 45% dei consensi), rispetto agli altri aspiranti candidati governatori, hanno incoronato al primo turno Francesca Barracciu come sfidante designata contro il presidente uscente Ugo Cappellacci. 
La Barracciu, dopo aver saputo del risultato, aveva dichiarato: «Da domani pancia a terra per creare l’unità del PD e del centrosinistra e mandare a casa il centrodestra. Spero di portare la mia femminilità politica al governo». Promettendo che in caso di vittoria metà della sua giunta sarebbe stata composta da donne.
Ma i buoni propositi della campagna elettorale sono stati bruscamente congelati dall'inchiesta della magistratura, che sta facendo luce sull'uso dei fondi (soldi) assegnati ai gruppi consiliari della Regione Sardegna: scattano perquisizioni, interrogatori ed arresti, con più di 60 consiglieri coinvolti, di tutti i partiti, di centro, di destra e di sinistra.
Non soltanto il PD sardo, ma soprattutto la vincitrice delle primarie del centro-sinistra sono coinvolti nell'indagine: di fronte alla richiesta di motivazione di una spesa di 33 mila euro da parte della polizia giudiziaria, la Barracciu ha dichiarato di averli spesi in benzina, «per recarsi nelle sedi dove si organizzavano incontri politici e istituzionali e gli incontri con le popolazioni dell’isola». 
A questo punto, i partiti del centro-sinistra si sono trovati di fronte ad un bivio: sostenere una candidata forte e voluta “democraticamente” dal popolo di sinistra attraverso le “democratiche” primarie di coalizione anche se indagata oppure metterla da parte, in nome della “questione morale”, della legalità, della trasparenza e della moralità, da sempre sbandierati a sinistra contro tutti gli avversari, soprattutto l'odiatissimo Berlusconi?
Anche il neo segretario “rottamatore” del PD, Matteo Renzi, si è dovuto occupare del caso Sardegna, constata la resistenza di entrambe le fazioni della sinistra a non fare passi indietro, a pochi giorni dalla presentazione delle liste per le elezioni regionali: alla fine, è stato deposta Francesca Barracciu ed al suo posto è stato candidato Francesco Pigliaru, professore universitario ed ex assessore della giunta Soru.
Alla fine, ha prevalso l'ortodossia di partito e il “politicamente corretto” di facciata.
Alla fine, hanno deciso i partiti ed i loro organi interni di potere: gli stessi partiti che ci hanno governato e governano, fino all'attuale sfascio dell'economia, della società, del territorio e delle comunità; gli stessi partiti indagati per spese folli con soldi pubblici per usi più che personali;  gli stessi partiti così amati dai cittadini, che alle ultime politiche del 2013 in Sardegna hanno registrato  il 32% di astenuti, senza considerare il quasi 30% di voti “contro” rappresentati da Grillo.
Tra qualche giorno ripartirà il carrozzone della campagna elettorale: buone regionali a tutti.  

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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