domenica 26 gennaio 2014

"QUALE INDIPENDENZA PER LA SARDEGNA?"


La parola chiave per queste elezioni regionali 2014, chiunque vinca, è sicuramente “Indipendentismo”.
E’ notizia recente che il Partito Sardo d’Azione, alleato con Cappellacci, abbia siglato fra i punti del patto un referendum consultivo per l’indipendenza sarda, da tenersi entro la prossima legislatura.
Il patto, subito bocciato da Fratelli d’Italia, ha comunque confermato che l’indipendentismo sarà il motivo dominante di queste elezioni.
Persino Borghezio lo ha rimarcato, che per la Sardegna ci vuole l’indipendenza.
Gli Indipendentisti anti-UE possono guadagnare ulteriori consensi vista anche la politica contraddittoria ed incoerente di Bruxelles, che da un lato da il via libera alla “zona franca”, ma dall’altro dice no ai finanziamenti per la creazione della flotta sarda.
I sondaggi ufficiali danno Cappellacci in testa col centro-destra, seguito da Pigliaru col centro-sinistra, ma quelli non ufficiali danno Michela Murgia addirittura in vantaggio: per  il sito “Sardegna Remix” la Murgia sarebbe in testa con il 24.44%, secondo Pigliaru con il 18.39%, terzo Gigi Sanna del Movimento Zona Franca con il 15.99%, quarto il governatore uscente Cappellacci con il 14.51%, quinto Devias del Fronte Indipendentista Unidu  e sesto Pili con il 5.6%;  gli astenuti sarebbero il 7.25%  e gli indecisi il 4.4%.
In caso di vittoria indipendentista come reagirà Roma?
E se anche il referendum venisse concesso e vincessero i “Si”, quali prospettive ci sarebbero?
Da un lato, la prospettiva indipendentista entusiasma, perché ci sarebbe la possibilità di scrivere un capitolo nuovo della storia sarda, dall’altro suscita forti dubbi vista l’assoluta assenza di una classe politica capace di reggere uno stato sovrano ed indipendente, come potrebbe essere un eventuale nuovo stato sardo.
La Sardegna, in caso d’indipendenza, saprà agire da entità libera e sovrana oppure cadrà vittima dell’influenza di altre nazioni, mantenendo un'indipendenza poco più che formale e venendo sfruttatada pezzi più forti della scacchiera mediterranea e mondiale?
Aspettiamo e vediamo.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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domenica 19 gennaio 2014

"GOVERNARE SENZA RAPPRESENTANZA"

Se il progetto politico è quello di eliminare il pluralismo politico, allora l'attesissimo e temuto incontro tra il neo segretario del PD Matteo Renzi e l'ex senatore condannato per truffa, Silvio Berlusconi, ha chiarito esattamente su cosa i “principali partiti” - o come preferite chiamare queste aggregazioni  - si trovano perfettamente allineati.
"C'è una profonda sintonia sulla legge elettorale verso un modello che favorisca la governabilità,il bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli.  Su questo tema abbiamo condiviso l'invito ad altre forze politiche di scrivere questo testo di legge che,  se nelle prossime ore saranno verificati tutti i dettagli, presenteremo entro la fine del mese all'esame delle Camere affinchè sia approvato il prima possibile".
Renzi ha sintetizzato così la sostanza del tema politico che si va affrontando in questo paese. Con alle spalle una sentenza della Corte Costituzionale che smantella il vituperato “Porcellum” proprio sui punti centrali del “bipolarismo forzoso” - liste bloccate senza preferenza e premio di maggioranza senza limiti - i due amiconi, per ora molto in sintonia ma presto sulla via della complicità, si sono ritrovati perfettamente d'accordo nel proporre una legge elettorale ancora più incostituzionale. Il problema è infatti quello di eliminare la rappresentanza politica.
Parliamo qui, ovviamente, della rappresentanza effettiva di interessi ecomici e sociali, abilitati dunque a selezionare e proporre dei “delegati” incaricati di difenderli e imporli nella complessa macchina istituzionale che mantiene in vita la “democrazia” italiana.
Al contrario, questo tipo di “classe dirigente”, espressione diretta delle politiche europeiste della Troika (Renzi) e di molti di quei poteri forti che hanno condotto l'Italia nel tunnel dell'attuale crisi economica e sociale (Berlusconi), si vanno accordando per imporre un vero e proprio regime politico in cui “dal basso” non possa più filtrare alcun input o figura di riferimento.
È chiaro infatti che ogni proposta mirante ad “eliminare il potere di ricatto dei partiti più piccoli” è in realtà un muro fortificato contro ogni possibilità che “piccoli partiti crescano”. Ed è abbastanza ovvio che ogni nuovo partito politico, ogni nuova visione emergente, specie se espressione dei ceti popolari sfruttati, sia all'inizio un “piccolo partito” con prospettive di crescita.
Se poi ci aggiungiamo la trasformazione del Senato in camera delle autonomie, con la clausola che i suoi membri ''non percepiscano indennità e che non vi sia una loro elezione diretta'', capiamo senza sforzo che - come nel caso nelle province - si punta esplicitamente a ridurre al minimo le istituzioni “rappresentative”, sostituendole con organismi “amministrativi”.
Organismi che avranno magari nomi e compiti altisonanti, ma che inevitabilmente obbediranno senza sforzo o frizione alle direttive provenienti dall'Unione Europea o da centri di potere svincolati dalla volontà popolare e dal controllo democratico (banche, lobby finanziarie ecc.)
Berlusconi ha confermato in pieno questa lettura delle “riforme istituzionali” in gestazione affermando a sua volta che l'obiettivo dell'accordo con Renzi è quello di arrivare per via elettorale ad un consolidamento dei grandi partiti in un'ottica di semplificazione dello scenario politico".
“Semplificare” è diventata la parola d'ordine della politica italiana e si potrebbe tradurre nel berlusconiano "non disturbate il manovratore".
Per ora non si ha però traccia di uno schema di legge elettorale: pare che delle tre proposte avanzate da Renzi il Cavaliere preferisca il cosiddetto “modello spagnolo”, ma la certezza si avrà solo nei prossimi giorni.
L'unica certezza, per ora, è quella di cercare di eliminare il più possibile e il prima possibile “il fastidio” della rappresentanza politica dal momento che, col perdurare della crisi economica e il moltiplicarsi delle contestazioni popolari (si veda il movimento dei "Forconi" del 9 dicembre scorso che ha unito nella contestazione al governo quasi tutte le categorie produttive e sociali: cassintegrati, esodati, studenti, agricoltori ecc.), non si vuole correre il rischio né di vedere nuovi Grillo in Parlamento né di essere sottoposti al giudizio popolare, inevitabilmente negativo.
L'unico rischio che si prospetta è che l'inetta classe politica che fa finta di governarci, non potendo essere giudicata o cambiata per via elettorale, sia defenestrata  direttamente dalla piazza. 
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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mercoledì 15 gennaio 2014

"DEMOCRATICHE ILLUSIONI"

Domenica 29 settembre 2013, si sono svolte in Sardegna le “primarie” per la scelta del candidato governatore per il centro-sinistra, in vista delle elezioni regionali previste per l'inizio del 2014.
Oltre 50 mila elettori sardi del popolo di centro-sinistra si sono recati alle urne e con netta maggioranza (quasi il 45% dei consensi), rispetto agli altri aspiranti candidati governatori, hanno incoronato al primo turno Francesca Barracciu come sfidante designata contro il presidente uscente Ugo Cappellacci. 
La Barracciu, dopo aver saputo del risultato, aveva dichiarato: «Da domani pancia a terra per creare l’unità del PD e del centrosinistra e mandare a casa il centrodestra. Spero di portare la mia femminilità politica al governo». Promettendo che in caso di vittoria metà della sua giunta sarebbe stata composta da donne.
Ma i buoni propositi della campagna elettorale sono stati bruscamente congelati dall'inchiesta della magistratura, che sta facendo luce sull'uso dei fondi (soldi) assegnati ai gruppi consiliari della Regione Sardegna: scattano perquisizioni, interrogatori ed arresti, con più di 60 consiglieri coinvolti, di tutti i partiti, di centro, di destra e di sinistra.
Non soltanto il PD sardo, ma soprattutto la vincitrice delle primarie del centro-sinistra sono coinvolti nell'indagine: di fronte alla richiesta di motivazione di una spesa di 33 mila euro da parte della polizia giudiziaria, la Barracciu ha dichiarato di averli spesi in benzina, «per recarsi nelle sedi dove si organizzavano incontri politici e istituzionali e gli incontri con le popolazioni dell’isola». 
A questo punto, i partiti del centro-sinistra si sono trovati di fronte ad un bivio: sostenere una candidata forte e voluta “democraticamente” dal popolo di sinistra attraverso le “democratiche” primarie di coalizione anche se indagata oppure metterla da parte, in nome della “questione morale”, della legalità, della trasparenza e della moralità, da sempre sbandierati a sinistra contro tutti gli avversari, soprattutto l'odiatissimo Berlusconi?
Anche il neo segretario “rottamatore” del PD, Matteo Renzi, si è dovuto occupare del caso Sardegna, constata la resistenza di entrambe le fazioni della sinistra a non fare passi indietro, a pochi giorni dalla presentazione delle liste per le elezioni regionali: alla fine, è stato deposta Francesca Barracciu ed al suo posto è stato candidato Francesco Pigliaru, professore universitario ed ex assessore della giunta Soru.
Alla fine, ha prevalso l'ortodossia di partito e il “politicamente corretto” di facciata.
Alla fine, hanno deciso i partiti ed i loro organi interni di potere: gli stessi partiti che ci hanno governato e governano, fino all'attuale sfascio dell'economia, della società, del territorio e delle comunità; gli stessi partiti indagati per spese folli con soldi pubblici per usi più che personali;  gli stessi partiti così amati dai cittadini, che alle ultime politiche del 2013 in Sardegna hanno registrato  il 32% di astenuti, senza considerare il quasi 30% di voti “contro” rappresentati da Grillo.
Tra qualche giorno ripartirà il carrozzone della campagna elettorale: buone regionali a tutti.  

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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martedì 14 gennaio 2014

"ELEZIONI REGIONALI DELLA SARDEGNA 2014"



In occasione delle imminenti elezioni Regionali della Sardegna, il Movimento Politico Forza Nuova comunica che non parteciperà e non sosterrà nessun candidato, sia alla carica di Presidente che di Consigliere, in maniera diretta ed indiretta.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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domenica 12 gennaio 2014

"2014: ANNO RECORD PER LE TASSE"

Il 2014 si apre con un una valanga di tasse, aumenti e scadenze fiscali che andranno, sin da subito, a pesare sul carico fiscale, già alto, dei cittadini italiani: secondo i calcoli di Adusbef e di Federconsumatori ogni famiglia spenderà in più 1.384 euro.
La prima stangata arriva al casello: sono aumentate le tariffe autostradali, come stabilito dai decreti dei ministri Maurizio Lupi e Fabrizio Saccomanni.
A questa si aggiunge il rincaro carburanti, i cui prezzi si confermano al rialzo: la benzina chiude il 2013 a 1,813 euro/litro (+0,2 centesimi), il diesel a 1,744 euro/litro (+0,2 centesimi).
Fermo il Gpl Eni a 0,906 euro/litro, come pure il metano a 0,992 euro/kg.
Con l'aumento dell'Iva dal 4 al 10 %, è stato previsto un aumento fino al 6% per caffè e snack acquistati nei distributori automatici collocati in uffici, scuole e altri edifici pubblici.
Nuovo aumento in programma anche per le bollette della luce: l'aumento della bolletta elettrica è dovuto all’introduzione di un nuovo onere generale di sistema, la componente ‘Ae’, che finanzia le agevolazioni alle imprese manifatturiere con alti consumi elettrici.
E così, per la famiglia tipo con consumi medi di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW, la spesa complessiva su base annua cresce di circa 4 euro, per una spesa media annua di circa 518 euro.
Altri aumenti colpiranno la tassazione sulla casa, che dovrebbe invece essere un diritto non un bene da tassare senza pietà.
Si parte dalla Iuc, la nuova imposta unica comunale, che sostituisce Imu e Tares e che sarà composta proprio da Imu, Tasi sui servizi indivisibili e Tari.
Secondo le prime stime, la Iuc sarà più cara della vecchia Imu.
Senza dimenticare poi la cosiddetta mini-Imu: questa mini stangata dovrà essere versata dai residenti proprietari di prime case in tutti i Comuni, che applicheranno un'aliquota superiore al 4 per mille.
La Tasi è una delle tre parti in cui è divisa la cosiddetta Iuc: in pratica, il sindaco di ogni città potrà alzare fino al 3,3 per mille l’aliquota della Tasi - ed eventualmente dell’Imu.
I consumi in Italia sono scesi del 9% negli ultimi 5 anni e nel 2013 hanno toccato il livello più basso dal 1997 a questa parte.
Nell'anno appena chiuso inoltre, i consumi sono scesi del 2,3% rispetto al 2012.
I 5 anni della crisi hanno profondamente modificato le dinamiche della spesa delle famiglie per i singoli beni e servizi con un aumento di circa 650 euro per le spese obbligate per la casa (affitti, utenze) e per la cura del futuro (sanitarie, finanziarie, di protezione sociale), mentre sono scese le spese per cibo e mobilità.
Nonostante questi dati siano chiarissimi, il governo di larghe intese continua ad affermare che ha abbassato le tasse e sta brindando per l'abbassamento dello spread: chi ne se importa se lo spread è sceso sotto quota 200, se gli italiani stanno sempre peggio, se le aziende chiudono, se la disoccupazione e la disperazione sociale aumentano?
Ma dove vanno a finire i nostri soldi?
Mentre la sicurezza stradale, i servizi socio-sanitari e scolastici restano tra i peggiori d'Europa, il nostro paese primeggia nel finanziare le missioni militari all'estero, l'accoglienza e il sostentamento degli immigrati.
Forza Nuova da sempre è dalla parte del popolo e si oppone con forza alla distruzione del ceto medio e all'attacco delle persone che hanno deciso di avere una casa e dei figli. Alle tasse e alla perdita di sovranità rispondiamo con un sano e radicale nazionalismo anche in economia, che in diverse nazioni europee, per ultima l'Ungheria, ha portato a risultati straordinari

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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mercoledì 8 gennaio 2014

"TESSERAMENTO 2014"


Inizia anche in Sardegna la campagna di iscrizioni ed adesioni a Forza Nuova per l'anno 2014.


Per informazioni sul tesseramento:
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