martedì 30 dicembre 2014

"PIGLIARU, MENO PAROLE E PIU' FATTI"


Nuoro. A ridosso della vigilia di Natale, il Presidente Pigliaru (unitamente agli assessori della sua Giunta) ha incontrato le Associazioni di categoria. Doveva essere un consesso programmatico-chiarificatore, ma a quanto pare non è andata come si sperava.
Tramite un comunicato congiunto, le Associazioni hanno espresso una forte perplessità, stigmatizzando la vacuità del discorso del Presidente, ritenuto impreciso e generico.
Tanti proclami, ma pochi fatti.
E le proposte concrete, immediatamente attuabili? E le strategie di sviluppo per il Nuorese, territorio letteralmente annichilito dalla crisi? Nulla di nulla.
Nel comunicato (sottoscritto da varie confederazioni, tra cui Confcommercio, Confartigianato, Confindustria e Legacoop), si è fatto riferimento alla precedente riunione preparatoria (avvenuta il 5 dicembre scorso), nella quale erano emerse cinque tematiche (1. infrastrutture, 2. aree di crisi, 3. agroalimentare, 4. Università, Ente Foreste e Scuola Forestale, 5. area urbana di Nuoro) che il Presidente avrebbe dovuto presentare al Territorio.
In pratica, cinque punti contenuti in un pacchetto di proposte che il cosiddetto Tavolo di Partenariato aveva fatto pervenire alla Regione e che quest'ultima, teoricamente, avrebbe dovuto accogliere, o quantomeno esaminare.
Ma la Giunta non ha approfondito alcun punto in agenda.
Qualche accenno ad agroalimentare, al fantomatico”ambiente”( parola che sembra mettere d'accordo tutti), e nient'altro.
Un pressappochismo grave: tenendo conto che Sulcis e Nord Sardegna hanno beneficiato, a suo tempo, di interventi straordinari, i nuoresi auspicavano altrettanta solerzia, a fronte delle tante e gravi emergenze che attanagliano il Territorio provinciale.
Entro la fine di gennaio, la Giunta Regionale ha annunciato l'avvio di Tavoli tematici territoriali specifici, al fine di determinare le risorse ed  i tempi per gli interventi successivi. In virtù di quanto visto sinora, lo scetticismo è a dir poco giustificato.
La crisi, che non risparmia alcun territorio, è vieppiù devastante in aree storicamente povere, come l'entroterra sardo, dove molte famiglie trascorreranno un Natale all'insegna della ristrettezza economica.
Ad ormai un anno dall'insediamento della Giunta Pigliaru, Forza Nuova esprime un giudizio, meramente politico, che non può che essere negativo: sulla falsariga dell'amico e sponsor Matteo Renzi, il Presidente della Regione Sardegna sembra preferire le parole all'azione.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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lunedì 29 dicembre 2014

“FORZA NUOVA SI ESPANDE IN SARDEGNA : COSTITUITO NUOVO NUCLEO AD ALGHERO”.


Nei giorni scorsi è stata formalizzata la costituzione del Nucleo Forzanovista di Alghero . 
Responsabile cittadina è stata designata la Sig.ra Sandra Senatore,  che fin dall'inizio si è occupata di individuare e portare avanti le problematiche dei cittadini, costantemente ignorate dall'amministrazione comunale. 
Tra le iniziative che hanno riscosso maggior successo, c'è stata la presentazione in consiglio comunale di una petizione sostenuta da centinaia di firme, per chiedere al Sindaco risposte chiare e precise sull'arrivo in città di diverse decine di immigrati .
Le domande poste da Forza Nuova Alghero sono state sostenute anche dal consigliere comunale Michele Pais e hanno avuto risonanza anche sulla stampa locale.
Sull' onda di questo successo, Forza Nuova ha incalzato l'amministrazione del Sindaco Mario Bruno con un 'altra petizione, stavolta incentrata sul problema della sistemazione dei Rom, dopo che la magistratura aveva imposto di sgomberare il campo sosta di Fertilia, in quanto divenuto una bomba ecologica a causa dei continui incendi attuati dagli stessi nomadi, provocando livelli impressionanti di diossina.
L'attenzione di Forza Nuova si è concentrata soprattutto sui costi del trasferimento e mantenimento del campo-sosta, che ad oggi non è stato ancora individuato; grazie all'azione Forzanovista è stato evitato il trasferimento in strutture sportive e borgate a vocazione turistica ed di interesse sociale.
Sull'affermazione di Forza Nuova ad Alghero e sulla sua nomina come responsabile cittadina, così si esprime la Sig.ra Sandra Senatore: “Il sostegno ed il successo ricevuti dalla cittadinanza algherese in questi primi passi ci spinge a lavorare con maggiore determinazione per affrontare i problemi che si presenteranno nei prossimi mesi, quali l'assegnazione delle case popolari, la lotta alla disoccupazione ed il miglioramento dell'offerta turistica per la città”.

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martedì 23 dicembre 2014

"ARCHITETTURA: ECCELLENZA NAZIONALE, MA SENZA SERVIZI"

Da un paio di mesi sono ripresi i corsi dell'ex Facoltà (ora Dipartimento) di Architettura dell'Università di Sassari, ospitata nell'ex ospedale civile di Alghero: quest'anno il corso si è presentato sulla scena nazionale con ulteriori 100 nuove matricole che hanno portato ad oltre 600 gli studenti presenti nella città catalana.
E mentre a Sassari si parla di campus, di sistemazione logistica degli studenti, di potenziamento strutturale dei servizi universitari, ad Alghero i ragazzi e le loro famiglie, in larghissima parte provenienti da fuori città, sono affidati alla ferrea legge economica della domanda e dell'offerta del mercato immobiliare.
In oltre 10 anni l'E.R.S.U., l'istituzione regionale che sovrintende a questo tipo di interventi previsti dal diritto allo studio, non è riuscito a individuare uno straccio di soluzione operativa. Via libera, quindi, al mercato degli affitti, spesso sommerso: si scopre così che una una stanza con uso comune di bagno e cucina è quotata intorno ai 350-400 euro al mese.
Alloggi non sempre in condizioni perfette che, inoltre, devono essere lasciati liberi immediatamente, già dai primi di giugno, appena comincia la stagione delle vacanze.
Questa scarsa attenzione verso un adeguamento dei servizi della facoltà algherese, contrasta in modo clamoroso con gli stessi prestigiosi risultati ottenuti da Architettura in campo nazionale. Risultati non sporadici o casuali, ma confermati anno dopo anno con posizioni sempre ai vertici delle classifiche nazionali.
Questi risultati, se esistesse una qualche forma di meritocrazia, avrebbero dovuto favorire gli investimenti strutturali, soprattutto se si considera che per la realizzazione della casa dello studente in città non si pongono, tra l'altro, problemi di ordine urbanistico visto che le norme vigenti individuano diverse aree classificate come "servizi" e quindi in grado di ospitare questo tipo di intervento.
E' evidente, quindi, che si tratta di un problema di natura politica, di volontà istituzionale, che non riesce a concretizzare le tradizionali enunciazioni di buoni principi e ad avviare quel percorso operativo che appare ormai indispensabile per rimediare ad una vistosissima carenza che sta penalizzando le centinaia di studenti che frequentano la facoltà.
Ma d'altronde non si può sperare molto da un'amministrazione comunale come quella di Mario Bruno, che finora non ha fatto altro che occuparsi di risolvere i problemi logistici di immigrati e rom, trascurando di tutelare i cittadini algheresi e di eliminare quel curioso contrasto che vede Architettura Alghero prima in Italia per la qualità didattica e ultima per i servizi agli studenti.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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venerdì 19 dicembre 2014

"MEDAU SU CRAMU: UNA STORIA LUNGA TRENTA ANNI".


Erano gli anni '70 e '80 quando un gruppo di famiglie decise di costruire la propria abitazione in quello che nel 1992 sarebbe diventato il parco protetto di Molentargius.
In quegli anni lo stagno e l'intera area erano usati come terreno di bracconaggio e discarica a cielo aperto, ovviamente abusiva: cittadini e amministrazione cagliaritani si erano completamente dimenticati di quel pezzo importante di Cagliari.
Ancor prima delle istituzioni, i primi a vigilare sulla zona e che ancora vigilano, furono proprio i cittadini che la scelsero come luogo dove edificare le proprie abitazioni, costruite con fatica e risparmi.
Ora, dopo decenni e decine di sanatorie, per ordine diretto della Procura della Repubblica, il comune di Cagliari ha intimato lo sgombero a decine di famiglie, a cui dovrebbe seguire, la demolizione degli stabili, o parti di essi, ritenuti abusivi.
Fra le motivazioni della decisione si parla del disagio che queste abitazioni recherebbero ai fenicotteri rosa, che proprio nello stagno di Molentargius hanno trovato un habitat ideale per la nidificazione.
Va però specificato che i volatili sono arrivati anni dopo la costruzione delle case.
E' anche doveroso dire che, a quanto si apprende dalle dichiarazioni dei residenti, i “villoni extra lusso” di cui si parla sono nemmeno una decina su più di duecento abitazioni.
Va anche detto che ad alcune famiglie si contesta la costruzione di seconde case su terreni agricoli di proprietà; queste case sono state costruite da padri che pensavano al futuro dei figli, che vivono con le proprie famiglie in queste seconde case.
In questo quartiere vivono tante famiglie, spesso monoredditto, con figli minori o disabili o pensionati ed ora rischiano di trovarsi senza una casa quindi in mezzo alla strada nel totale disinteresse della politica comunale.
Fino ad arrivare in questi giorni dove, proprio sotto Natale, magistratura ed amministrazione hanno attivato la macchina degli sgomberi e delle demolizioni.
La gente è giustamente arrabbiata e preoccupata, anche perché non ha ricevuto un'alternativa da parte delle istituzioni: Forza Nuova esprime tutta la sua solidarietà e vicinanza a questi cagliaritani dimenticati e chiede agli amministratori direttamente coinvolti nella vicenda di farsi un'esame di coscienza: è possibile e normale andare in modo così palese contro i propri cittadini?

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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domenica 14 dicembre 2014

"FORZA NUOVA AD ALGHERO".


Comunicato Stampa del 04.12.2014

Omissione plateale del Sindaco Mario Bruno sull'interrogazione del consigliere Pais e sulla petizione presentata da Forza Nuova riguardo alla questione Rom”.

Alla luce di quanto è accaduto il 4 Dicembre 2014, Forza Nuova chiede chiarezza insieme al consigliere comunale Pais rispetto all'omissione durante il consiglio dietro promessa del Presidente, Matteo Tedde.
Se sono questi i presupposti di un'arroganza politica e non solo di una pseudo maggioranza totalmente asservita al Sindaco, omettendo di fatto una discussione democratica che riguarda una problematica sociale di gravissima entità, possiamo ritenere opportuno che il Sindaco e la stessa maggioranza non abbiano nessuna intenzione di collaborare con un'opposizione che si fa carico da tempo di tutti i problemi dei cittadini.
Con l'occasione, il nostro movimento politico ha raccolto nella stessa petizione altre domande da rivolgere al Sindaco, riguardanti un altro tema molto scottante: gli immigrati che da poco tempo, oltre quelli stanziati nello stabile del Vel Marì con bando privato, altri, diversi ed imprecisati immigrati sono da poco tempo ospitati nell'agriturismo Tià Maria.
Visto l'avvicendarsi di un problema così serio, auspichiamo che al prossimo consiglio comunale il Sindaco e la maggioranza possano darci modo di presentare questa interrogazione.

Comunicato Stampa del 12.12.2014

Forza Nuova presenta una petizione in consiglio con 400 firmatari, che dispongono la loro fiducia in essa, per la questione Rom e la raccolta firme viene astutamente ignorata”.

Dentro un'aula già gremita di nomadi che attendevano delle risposte in merito, Forza Nuova invece si trova ad essere ancora una volta portavoce di tutti i cittadini algheresi verso le loro problematiche.
Posto che tale problema ha dato modo al nostro movimento di non avere voce in consiglio, Forza Nuova si è trovata in una posizione poco chiara e non giustificata di fronte agli stessi algheresi che le portavano fiducia: nella raccolta firme rivota al primo cittadino, infatti, venivamo poste delle domande specifiche riguardanti il problema “sgombero campo Rom” e con l'occasione anche il tema degli immigrati in entrata ad Alghero.
“Rilasciamo questo comunicato stampa per rendere noto la nostra disapprovazione e disappunto in merito a tale questione” dichiara Sandra Senatore, responsabile cittadina di Forza Nuova. “Ringraziamo comunque il Consigliere Michele Pais per aver tentato di presentarla ugualmente. Entrando in merito alla discussione, sul campo sosta provvisorio dei Rom, il nostro pensiero si sposta allo svolgimento e l'attuazione di questo progetto, ai suoi tempi ed alle sue modalità - prosegue Sandra Senatore - “Forza Nuova monitorerà l'andamento di questo sgombero, riservandosi di ricordare al nostro primo cittadino che tale progetto venga applicato nel rispetto di regole e normative.
Rimarchiamo che nel progetto, riguardante 11 nuclei familiari che arrivano da una zona campo come l'Arenosu, che hanno inquinato e distrutto provocando la diossina e mettendo a rischio la salute dei propri minori, ora vanno destinati provvisoriamente in un altro campo attrezzato e come ultima destinazione verranno posizionati in case sfitte da dei privati in concessione affitto annuale.
Le problematiche che potrebbero insorgere nell'immediato saranno la salute ed il controllo del territorio, i probabili sfratti esecutivi (i soldi non verranno stanziati in tempo di volta in volta, creando non poche ripercussioni) e non ultimo le associazioni come la Caritas ed il centro d'ascolto che si fa carico da tempo dei nostri cittadini Rom, col rischio elevato di creare una divisione netta tra i nostri algheresi e gli stessi nomadi.
Per noi di Forza Nuova è un progetto che non si può assolutamente condividere, tanto meno se gli stessi Rom non vogliono integrarsi nella nostra comunità.
Attenderemo, nonostante tutto, fiduciosi questa nuova amministrazione che smuova gli scheletri dal terreno e si adoperi nei fatti per una nuova e migliore Alghero.”

Sandra Senatore - Responsabile Cittadina di Forza Nuova per Alghero.

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sabato 29 novembre 2014

"ALLUVIONE, UN ANNO DOPO"

Esattamente un anno fa, noi Sardi assistevamo, impotenti ed inermi, ad una terribile alluvione. 
Milioni di euro di danni, ma soprattutto diciotto morti (più un disperso, il cui corpo non è stato ancora ritrovato).
A seguire, i soliti, tardivi pietismi, cui si aggiungeva l'odiosa pratica, tutta italiana, dello scaricabarile: tuttora non sappiamo esattamente chi siano i responsabili per tutto ciò che è avvenuto.
Per capirlo, basta dare un'occhiata al Codice penale: nell'ordinamento italiano, la nozione giuridica di “colpa” fa esplicito riferimento ad atteggiamenti di negligenza, imprudenza ed imperizia.
A prescindere della violenza degli agenti atmosferici, infatti, le responsabilità di Comuni sardi e Governo centrale sono evidenti.
Cementificazione selvaggia ed anarcoide (consentita da svariati condoni edilizi), scarsa ed inadeguata manutenzione del territorio, mancata solerzia nel dare l'allarme alla popolazione civile...nulla di tutto ciò è piovuto dal cielo (l'acqua sì, ma non basta a spiegare un disastro di tale portata).
Ciò che sconcerta maggiormente, in questo clima surreale, è il menefreghismo totale del Governo Renzi: il Sindaco di Orosei, Franco Mula, ha sottolineato che dei 200 milioni di euro promessi, in Sardegna ne sono arrivati appena 20.
Dal canto suo, la Croce Rossa Italiana si era assunta l'onere di avviare una raccolta fondi (arrivando alla ragguardevole somma di 5 milioni di euro): peccato che la pubblicazione del bando che distribuisce quelle risorse sia stata effettuata solo pochi giorni fa, il che significa che per avere accesso a quei soldi bisognerà attendere altro tempo.
D'altronde, per rimettere in sesto il ponte di Oloè, crollato proprio durante l'alluvione (crollo in cui aveva perso la vita il poliziotto Luca Tanzi), sono passati addirittura 8 mesi, a causa del ritardo del Genio Civile nel rilasciare le autorizzazioni.
Insomma, sempre la solita storia: la famigerata burocrazia elefantiaca, vero marchio di fabbrica italiano, rende ancor più inefficiente un Governo già di per sé imbarazzante.
E alla fine paghiamo sempre noi cittadini.

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"NUOVA MAIL SARDEGNA@FORZANUOVA.INFO"


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venerdì 21 novembre 2014

"L'EUROPA CHIAMA: LA SARDEGNA COSA RISPONDERA'?"

Con l’insediamento, lo scorso 1° novembre, della nuova Commissione Europea guidata da Jacques Delors, è iniziato anche il nuovo programma del Fondo Sociale Europeo per gli anni 2014-2020.
Beneficiaria di una parte di questi fondi è anche la Sardegna, che finora non ha dimostrato di essere una Regione particolarmente lungimirante nel loro utilizzo.
Eppure, in un’Isola che arranca sempre di più a causa della persistente crisi economica, è possibile solo un percorso per arrivare ad un vero cambiamento e cioè quello di utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione da Bruxelles. 
Una buona programmazione nell’uso di queste somme, già importante negli anni passati, adesso, date le ristrettezze del bilancio statale, diventa fondamentale:un’opportunità, forse l’ultima, che non può essere sprecata.
Servono scelte coraggiose, dato che l’architettura dell’intero processo programmatorio 2014-2020 rischia di conservare molti dei vizi che, in passato, ne hanno decretato il fallimento. 
La Sardegna, infatti, a causa delle solite lungaggini burocratiche e dell’incapacità politica, deve ancora spendere entro l’anno prossimo quasi un miliardo del precedente programma di finanziamenti. Una dimostrazione del fatto che è bene cambiare metodo nella loro programmazione e utilizzo.
Un buon inizio sarebbe quello di elaborare regole nuove che, non solo permettano di ridurre i tempi tra la progettazione di un’opera e la sua realizzazione, ma consentano di concentrare le risorse su un numero limitato di iniziative al fine di non disperdere le risorse disponibili in mille rivoli di spesa. Una proposta precisa potrebbe essere quella di utilizzare almeno un terso dei fondi europei per lanciare un New Deal sardo, cioè un nuovo ciclo di opere pubbliche,un rilancio dell’edilizia all’insegna non della speculazione selvaggia ma del riuso, della riqualificazione del patrimonio esistente, del miglioramento dell’efficienza energetica, della rigenerazione urbana, del risanamento idrogeologico, delle bonifiche ambientali e della messa in sicurezza del territorio.
Tutte cose che ormai, per il loro costo, non si possono più realizzare con fondi dei singoli Stati ma solo con quelli comunitari. Bisogna passare dalla vecchia logica della consumazione del territorio ad una filosofia più moderna incentrata sulla riqualificazione dell’esistente.
Un nuovo modo di vedere lo sviluppo e di far cambiare la Sardegna, ben sapendo che prima di tutto i nostri politici, in certi casi, non devono avere tanto idee nuove, quanto liberarsi delle vecchie. L’economia sarda è in panne ed è uno dei fanalini di coda dell’Europa: per questo è necessario arrivare a costruire un’idea diversa della Sardegna.
La recessione, ovviamente, ha un impatto più forte sulle fasce più deboli della società, soprattutto giovani disoccupati e piccole imprese.
La conclusione che ne deriva è che dalla crisi economica si può uscire solo con l’aiuto della mano pubblica, come insegnava Keynes. Da questi presupposti deriva la necessità di rilanciare un piano di opere pubbliche i cui appalti, nel corso del 2013, hanno raggiunto in Sardegna il loro minimo storico sia in termini di numeri che di valore economico. 
I campi nei quali investire, non mancano, soprattutto considerando che il governo Renzi non ha intenzione di concedere all’Isola un solo centesimo in più dello stretto indispensabile, al fine di rispettare gli ormai anacronistici e folli vincoli europei: ma non dovevamo andare in Europa a “battere i pugni sul tavolo” per avere maggiori margini di flessibilità che permettessero finalmente una significativa crescita economica?
Ovviamente no: era solo un altro sintomo dell’annuncite di Renzi. 

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martedì 11 novembre 2014

"CASO BIDELLE ROM A MONSERRATO (CA): FORZA NUOVA STA CON LE MAMME IN RIVOLTA"

Sono sempre meno incoraggianti i dati sulla disoccupazione: oltre 12% (www.istat.it).
Purtroppo sembra che nessuno riesca a fare qualcosa per uscire da questo periodo di stallo che sta bloccando la crescita del Paese, lo sviluppo ed il benessere delle famiglie italiane.
Anche se forse, i “piccoli” amministratori locali, i sindaci, con le loro proteste e trattative dirette con il governo centrale, probabilmente potrebbero quantomeno tentare di andare incontro ai cittadini anche sul piano del lavoro.
Sembrerebbe che il sindaco di Monserrato (CA) abbia capito come aiutare i cittadini, purtroppo non i suoi.
Ha creato scalpore e rabbia la notizia che in una scuola elementare di Monserrato sono state assunte due bidelle rom. L'idea sembra essere partita dal primo cittadino che, sapendo che la scuole è in carenza di organico, ha proposto al preside l'assunzione delle due donne utilizzando interamente i fondi dell'Unione Europea per la formazione professionale e l'integrazione.
Il sindaco dichiara che il Comune non mette nemmeno un euro, sono fondi interamente finanziati dalla UE, quindi i cittadini non avrebbero “speso” loro soldi.
Ha sicuramente dimenticato di dire che i finanziamenti per i fondi dell'Unione Europea vengono dati dagli Stati membri, che a loro volta li recuperano dalle tasse e quindi dai cittadini.
In questi giorni i sindaci sono compatti contro il governo per manifestare contro il taglio di 1,2 miliardi di euro dai fondi destinati ai comuni, che comporterebbe, ovviamente, un ulteriore riduzione dei servizi pubblici, già garantiti sempre più faticosamente.
L'iniziativa del sindaco non è piaciuta ad una quarantina, di mamme che ha protestato contro questa decisione dichiarando che i loro figli “non avrebbero mai frequentato un istituto dove lavorano due che provengono da un campo nomadi”.
La protesta di queste mamme fa accendere un campanello di allarme sull'inefficacia dell'assurdo processo di “integrazione” che, dopo varie tappe (casa, corsi di italiano e di formazione professionale) porta ad una tensione sociale sempre maggiore, poiché i cittadini si sentono sempre più abbandonati dalle istituzioni.
Sarebbe un buon inizio se la rabbia di queste mamme fosse recepita e sostenuta dal sindaco per avere più successo nel tentativo di sbloccare quella parte di patto di stabilità che gli impedisce di creare lavoro per i propri cittadini.
La strada, purtroppo, è ancora lunga, perché alcuni sindaci hanno altre priorità, che sostanzialmente non hanno nessun impatto sul tenore di vita delle famiglie, la maggior parte delle quali vive ancora al di sotto della soglia di povertà.
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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lunedì 27 ottobre 2014

"NUORO, UNA CITTA' ALLO SBANDO"



Nuoro, Sardegna. La recentissima maxi-rissa, avvenuta in una via trafficata della città e terminata con l'accoltellamento di un ventenne, ci induce a una riflessione sul tema della sicurezza.
Il centro barbaricino, in bilico tra continue risse (spesso, come nel caso di specie, finite malamente), spaccio  di droga, strade dissestate o invase dalla sporcizia, atti vandalici, pare essere ripiombato in un clima d'altri tempi.
E dire che il Sindaco Bianchi (del Pd, Partito che da queste parti governa da tempo immemorabile) si era presentato come una sorta di uomo d'ordine, figura anomala nel panorama della Sinistra italiana: questo suo iniziale decisionismo aveva portato all'installazione di telecamere (ma anche di lampioni più potenti) nella degradata ma gloriosa Piazza Satta (idea invero intelligente e non a caso subito bollata come "atto fascista").
La piazza, a suo  tempo autentico gioiello cittadino e meta, da anni, di turisti da ogni parte del Mondo, si era trasformata in un rifugio di vandali e sfaccendati, che accumulavano immondizia di ogni genere e imbrattavano perfino le panchine di granito e le statue di bronzo volute dal celebre scultore Nivola.
Dopo il prevedibile vespaio di polemiche, e nonostante questo iniziale impegno, a distanza di due anni la situazione non sembra certo migliorata: proprio quest'estate, nella stessa piazza, un agente di Polizia è stato minacciato ed aggredito da un giovane.
Addirittura ora il degrado si è esteso a macchia d'olio ed interessa anche altre aree (es.Piazza  Su Connottu).
I cittadini, imbufaliti, si sono lamentati più volte, ma senza ricevere alcuna risposta.
I nuoresi sanno perfettamente come stanno le cose: con l'amministrazione Bianchi, il capoluogo barbaricino è tornato indietro di almeno venti-trent'anni.
L'attuale Sindaco, inadatto al ruolo che ricopre (Sindaco al quale, peraltro, è sempre  stato rimproverato di non essere nemmeno nativo di Nuoro, e quindi di non conoscere a fondo i problemi della città), non ha saputo affrontare tali emergenze.
Forza Nuova, da sempre in prima fila nel denunciare la mancanza di sicurezza nelle città italiane,  spinge per un'inversione di tendenza: diciamo NO alle (patetiche) ronde di vetero-leghista memoria, ma nel contempo esprimiamo un deciso NO alla colpevole acquiescenza di Amministrazioni imbolsite ed incapaci.

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lunedì 20 ottobre 2014

“CAGLIARI MANCATA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA”

Nei giorni scorsi si è sentito parlare nei notiziari di “capitale europea della cultura”.
Istituita nel 1985, la “capitale europea della cultura”, ha come scopo principale quello di riavvicinare tra loro i popoli europei.
A turno, ogni Stato membro dell'UE, ospita la città.
La scelta fra le città candidate spetta ad un gruppo di esperti, quindici in tutto, scelti per metà dal Consiglio Europeo e per metà dal Paese ospitante, che valutano i programmi proposti.
I criteri che guidano la scelta sono fondamentalmente due: “la dimensione europea” e “la città dei cittadini”.
Nel primo caso bisogna organizzare e promuovere la cooperazione fra gli operatori culturali, nel secondo è necessario preparare un programma mirato a creare nei residenti della città e dei dintorni interesse verso la cultura.
Anche Cagliari, insieme a Matera (vincitrice del concorso), Siena, Lecce, Ravenna e Perugia-Assisi, è stata candidata al concorso dalla propria amministrazione.
Ma Cagliari esce da questa “competizione” (dove vengono sostanzialmente valutate le capacità organizzative dell'amministrazione) con le ossa rotte, in quanto il programma di promozione e divulgazione culturale (che deve essere rivolto al futuro, ma senza trascurare la storia) non ha convinto i giudici, che non hanno espresso nemmeno una preferenza per il capoluogo della Sardegna.
Questa ennesima brutta figura per Cagliari e la sua amministrazione, dopo il caso dello stadio, la questione dei chioschi al Poetto, lo scandalo sulla presidenza del teatro lirico e le voragini, che per mesi rimangono pericolosamente aperte nelle più importanti strade cittadine, dimostra l'incapacità dell'amministrazione Zedda di gestire una città come Cagliari, che ha grandi potenzialità.
Sicuramente, Zedda e il suo staff non hanno ben capito lo spirito dell'evento: secondo noi si sarebbe dovuto guardare al futuro utilizzando nel miglior modo possibile i tantissimi beni storici della città, partendo dal centro storico, che si poteva valorizzare esaltando le identità dei vari quartieri, fino ad arrivare all'anfiteatro, ora chiuso e lasciato in balia dei gatti e degli incivili che lo utilizzano come discarica; si sarebbe dovuto organizzare, per scuole e gruppi di turisti, percorsi tematici che passavano per la villa di Tigellio, le tombe puniche e i bastioni, luoghi completamente dimenticati dall'amministrazione; si poteva e si dovevano organizzare in uno dei tanti parchi comunali, raduni folkloristici con la partecipazione di gruppi da tutta Europa, che avrebbero messo in evidenza le tradizioni e le identità del resto d'Europa.
   

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domenica 12 ottobre 2014

"DOPO LO SBARCO DEI TURISTI, QUELLO DEI PROFUGHI. E' QUESTA LA PARABOLA DISCENDENTE DELL'ESTATE ALGHERESE 2014"

Da lunedì, infatti, una quarantina di immigrati provenienti da numerosi Paesi africani e di età compresa tra i 18 e i 30 anni vive a spese della comunità nel Vel Marì, una struttura ricettiva all'ingresso della borgata di Fertilia. Ufficialmente fanno parte di un progetto d'integrazione ideato dalla cooperativa sociale "La Luna", che gestisce la struttura, che prevede lo svolgimento di corsi di formazione, didattica, laboratori di musica e teatro.
La notizia ha destato scandalo e profonda indignazione nella cittadinanza per vari motivi.
Il primo è sicuramente il fatto che l’Amministrazione comunale guidata da Mario Bruno e il Consiglio, non solo sono stati tenuti ufficialmente all’oscuro di questa iniziativa, ma le poche informazioni che circolavano già nei giorni precedenti all’arrivo dei profughi sono state tenute accuratamente riservate per non scatenare la prevedibilissima opposizione degli algheresi, che dopo un’estate povera di arrivi turistici avrebbero voluto evitare di concludere la stagione in questo modo. La segretezza tenuta dal Comune è ancora più incredibile e incosciente anche alla luce delle ultime notizie sulla diffusione di virus letali quali malaria, colera, tubercolosi e da ultimo l’ebola, tutte malattie che in Italia stanno ritornando o si stanno diffondendo a causa del massiccio arrivo di africani di cui spesso si perdono le tracce, viste le fughe massicce da centri di accoglienza e comunità.
Un altro motivo di sdegno è dovuto al fatto che anche questa esperienza di inserimento e formazione, “encomiabile” dal punto di vista ideale, costerà alla comunità migliaia di euro al giorno che, pur provenendo ufficialmente dal Fondo Europeo per i Rifugiati (FER) vengono costantemente anticipati dallo Stato italiano, in un periodo in cui le emergenze sociali che hanno per vittime gli stessi algheresi sono  sempre più numerose e più gravi: una per tutte la situazione delle donne con bambini piccoli che da mesi dormono al Bellavista, un hotel a pochi metri dal Vel Marì, e di cui nessuno si è mai seriamente occupato visto che le elezioni sono ormai alle spalle.
Non parliamo poi dell’organizzazione di corsi di formazione, musica o teatro per bambini e adulti italiani, che regolarmente si sentono rispondere che non ci sono soldi o devono pagarseli di tasca loro.
Le domande che la cittadinanza pone al sindaco, e di cui Forza Nuova si fa portavoce con convinzione sono:
1) sindaco e giunta erano stati informati dell’arrivo di questi profughi? Se si perché non hanno informato tempestivamente Consiglio comunale e cittadinanza? Se no per quale motivo sono stati tagliati fuori e che iniziative di protesta pensano di adottare per far rispettare la città di Alghero?
2) chi sono le persone arrivate? Sono oneste o delinquenti, sane o malate, clandestini o rifugiati?
3) chi paga e quanto dura la loro permanenza ad Alghero?
4) chi paga gli straordinari delle forze dell’ordine per la loro sorveglianza e garantire la tranquillità degli algheresi?
5) Infine, cosa faranno questi stranieri terminati questi corsi, in un Paese con la disoccupazione più alta d'Europa? Pretenderanno ulteriori sussidi e aiuti a scapito degli italiani? Entreranno in concorrenza con gli abitanti di Alghero per le case popolari e il lavoro? 
Forza Nuova è con decisione e fermezza al fianco dei cittadini algheresi nel chiedere risposte chiare, puntuali, precise a tutti questi interrogativi e si riserva di avviare tutte le iniziative che riterrà opportune (presidi, raccolte firme ecc.) per fare in modo che i cittadini algheresi vivano sicuri e siano informati tempestivamente sulla permanenza di questi stranieri in città. Non si tratta di razzismo e xenofobia, accuse che ormai solo persone in malafede possono muovere, ma del sacrosanto diritto dei cittadini di essere informati, tutelati e considerati dai governanti non solo nel periodo delle elezioni ma ogni giorno, soprattutto quando la crisi economica e il fenomeno migratorio incontrollato di questi anni stanno minando le basi delle nostre comunità.

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mercoledì 1 ottobre 2014

"FORZA NUOVA DEBUTTA AD ALGHERO"


Sabato 27 settembre si è svolta presso la sala convegni della Misericordia, l'incontro di presentazione del movimento politico Forza Nuova alla cittadinanza algherese.
L'incontro, al quale ha partecipato il responsabile provinciale di Sassari, Dott. Gianluca Sechi, è stato reso possibile grazie all'azione di numerosi giovani della città catalana, che hanno deciso di fare una scelta di campo controcorrente schierandosi con l'unico movimento che attualmente svolge la sua azione non all'interno dei centri di potere, ma al fianco della gente comune.
"L'azione forzanovista", ha detto il Dott. Sechi nel suo intervento, "sarà soprattutto quella di stimolare la giunta comunale algherese a rimettere al centro dell'attenzione i cittadini, che ormai hanno abbandonato scelte di campo puramente ideologiche e chiedono a gran voce di essere di nuovo considerati gli unici destinatari delle attenzioni dei politici edegli amministratori locali".
Nel corso del dibattito sono stati ricordati alcuni dei problemi principali che attanagliano Alghero, primi tra tutti quello della mancanza di lavoro e della povertà, fenomeni diventati sempre più drammatici con l'aggravarsi della crisi finanziaria e l'attuazione di scellerate politiche economiche e fiscali che, invece di colpire la casta dei politici, le banche e i grandi capitali, hanno spremuto sempre di più i comuni cittadini.
Tra le varie iniziative che saranno realizzate al più presto anche ad Alghero, ci sarà il progetto “Solidarietà Nazionale”, un'operazione di volontariato già da tempo avviata a livello nazionale per aiutare quelle migliaia di italiani che, rimasti senza lavoro, vivono con le loro famiglie in uno stato di estrema necessità che passa in secondo piano rispetto al falso (e ormai irritante) buonismo di destra e sinistra che privilegia e tutela solo gli immigrati, ormai unici destinatari di sussidi e privilegi, sia nella distribuzione di aiuti alimentari che nell'assegnazione di case popolari e posti asilo.
"Anche ad Alghero il lavoro da fare e molto", ha concluso il responsabile provinciale di Forza Nuova, "ma lo sforzo e la fatica non ci spaventano poiché il nostro unico obiettivo non è, come per gli altri partiti, quello di ottenere un momentaneo tornaconto elettorale, ma il miglioramento concreto delle condizioni di vita dei nostri concittadini, il rafforzamento della sicurezza dei nostri quartieri e la difesa di quei valori che da sempre sono alla base della nostra civiltà”.

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mercoledì 24 settembre 2014

"FORZA NUOVA SUL CASO ELMAS (CA): GRAVE ERRORE DEL SINDACO PISCEDDA (PD) PROMUOVERE L'EMIGRAZIONE".

E' notizia di questi giorni che il sindaco di Elmas, nonché consigliere regionale in carica del PD, Valter Piscedda, abbia promosso un progetto denominato “Adesso parto”, che mette a disposizione fondi comunali per incentivare la partenza all'estero dei giovani del paese in cerca di fortuna, con Londra meta privilegiata.
Per Forza Nuova, il progetto del sindaco Piscedda è irresponsabile ed assurdo.
Irresponsabile, perché un amministratore del territorio non può promuovere la fuga dei giovani della propria comunità e non può diffondere un messaggio di resa incondizionata di fronte alla crisi economica.
Assurda, perché i fondi comunali da impiegare potevano essere usati, ad esempio, per finanziare il microcredito rivolto a nuove attività lavorative, per avviare cantieri comunali, per creare cooperative con finalità sociale e di pubblica utilità oppure un corso di inglese per garantire una migliore formazione professionale ai ragazzi di Elmas.
Forza Nuova, inoltre, non può non denunciare le conseguenze tragiche del cattivo governo della Sardegna: da un lato si creano nuovi emigrati sardi, consegnando un biglietto di sola andata ai giovani verso le mete più ricche d'Europa, dall'altro si accolgono ed ospitano con tanto di vitto ed alloggio immigrati sbarcati da ogni terra disperata.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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domenica 21 settembre 2014

"BASTA DROGA, BASTA DEGRADO".


L'ennesima operazione antidroga della Polizia di Stato, guidata dalla questura di Nuoro, ha portato all'arresto di una trentina di persone.
Fra gli arrestati, accanto ai delinquenti autoctoni, gli immancabili extracomunitari (nella fattispecie, albanesi), ma anche rumeni (ormai cittadini comunitari a tutti gli effetti).
Pare che la droga fosse di ottima qualità e che il traffico interessasse, oltre all'area Nuoro-Olbia, il Nord Italia e l'Albania.
Inoltre, gli spacciatori sarebbero stati in procinto di importare in Sardegna, oltre a nuovi quantitativi di droga, un gran numero di Euro falsi e finanche svariati kalashnikov.
Notizie emblematiche della pericolosità di certi traffici.
Cade dunque il mito della Nuoro capitale della Tradizione Sarda, dell'ordine sociale e del quieto vivere.
Secondo la relazione del Dipartimento Nazionale Antidroga (basata sull'analisi dei campioni di  acque reflue), il capoluogo barbaricino risulta, assieme a Cagliari, uno dei centri in cui, nell'ultimo anno, il consumo di droghe è aumentato vertiginosamente.
Nel 2013, Nuoro è risultata, assieme a Firenze, la città in cui si sono consumate più dosi di marijuana e hashish.
Davvero preoccupante, poi, l'aumento esponenziale del consumo di droghe pesanti.
E tutto questo in una realtà dove, storicamente, il Sert si occupava (probabilmente è l'unico caso in Italia) quasi esclusivamente di casi di alcoldipendenza.
In materia di droga, non si può non segnalare l'inadeguatezza della normativa nazionale: la famigerata legge Fini-Giovanardi, peraltro di recente dichiarata incostituzionale, sanzionava severamente i consumatori, ma puniva in modo blando gli spacciatori, veri responsabili.
Dinanzi all'inerzia del Parlamento, al menefreghismo della società, al degrado ormai imperante nelle nostre città, Forza Nuova propone un drastico cambio di rotta e sollecita politiche più serie per deradicare lo spaccio, che si combatte solo diffondendo valori, civiltà, ideali: quegli ideali che nel marasma odierno sembrano smarriti.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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“DALLA LUCE AL BUIO: ENNESIMA STORIA DI CATTIVA AMMINISTRAZIONE ALL'ITALIANA”.


Dalla luce al buio. Potrebbe essere riassunta così la storia relativamente recente del ponte romano di Calich, che prende il nome dal vicino stagno, una fra le più importanti zone umide costiere di Alghero e della Sardegna.
L'importante testimonianza di epoca imperiale rappresenta uno dei monumenti più fotografati della zona e anni fa era stato oggetto di importanti interventi di manutenzione straordinaria che avevano portato al consolidamento delle arcate da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Sassari.
A questo primo intervento era seguito quello del Comune di Alghero il quale, con la collaborazione di Enel Energia, aveva realizzato un impianto di illuminazione delle arcate simile a quelli a basso impatto ambientale studiati per i maggiori monumenti italiani.
Il risultato finale era stato quello di conferire al monumento un effetto notturono molto suggestivo che aumentava l'attrazione del monumento per turisti e residenti.
Di tutto questo, ora, non esiste più traccia poiché nel corso degli anni non si è proceduto con le necessarie riparazioni. La progressiva oscurità ha favorito l'azione di ladri e vandali che hanno sottratto fari e fili elettrici fino a rendere necessario il rifacimento dell'intero impianto.
Al fine di far tornare la luce sull'antico ponte, che meriterebbe un'attenzione maggiore anche dal punto di vista della gestione e del suo inserimento nel circuito dei "monumenti aperti" della cittadina catalana, l'amministrazione comunale dovrebbe adoperarsi per far risponsorizzare all'Enel l'opera d'illuminazione o, in alternativa, cercare di sensibilizzare qualche imprenditore locale.
L'intervento, che con partership intelligenti costebbe relativamente poco alle casse comunali, oltre a ricevere il plauso sia dei turisti che dei residenti di Alghero e Fertilia, permetterebbe al ponte romano di diventare anche una fonte di reddito per qualche cooperativa giovanile.
Infatti, l'antica struttura, se fosse messa in collegamento con gli altri monumenti algheresi, potrebbe portare ad un'ulteriore valorizzazione sia della zona dello stagno di Calich, da sempre famoso per le specie floreali e ittiche che vi trovano dimora, sia della borgata di Fertilia, spesso trascurata dalle amministrazioni comunali algheresi.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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mercoledì 17 settembre 2014

"CARO SINDACO PUDDU, A SAN GAVINO SI FA QUELLO CHE AD ASSEMINI NON HA VALUTO SENTIRE"


 Caro Sindaco Puddu,
a San Gavino, l'amministrazione comunale cede in locazione i box del mercato civico (a circa 100€ al mese), dopo aver investito proprie risorse per ristrutturarlo, ai piccoli imprenditori locali: un modo per sostenere l'economia del territorio e cercare di creare qualche posto di lavoro.
Circa un anno fa, abbiamo provato a metterci in contatto con Lei, per proporLe di utilizzare in modo simile l'inutilizzata piazza mercato di Assemini.
Avevamo suggerito di destinare l'area in questione affidandola a commercianti, piccoli artigiani e produttori del comune da Lei amministrato, concedendo gli spazi del nuovo mercato ad un canone agevolato.
Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta né da Lei, né dai Suoi delegati: l'esempio di San Gavino conferma nei fatti la validità della nostra proposta, pertanto il suo atteggiamento risulta ancor più inqualificabile, perché da una parte non ha voluto ascoltare una proposta dal basso dei cittadini, dimenticatosi dei principi di “democrazia diretta” tanto esaltati dal Suo Movimento, dall'altra ha tolto un'occasione importante di sviluppo e benessere futuro per la Sua comunità..
In conclusione, La invitiamo da subito a ritornare sui Suoi passi e prendere in esame la nostra proposta, attuandola quanto prima per il bene di tutti.
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.


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martedì 26 agosto 2014

"OGNI TERRA HA IL SUO POPOLO, OGNI POPOLO HA LA SUA TERRA".

Sadali, Sardegna. Nel paese (piccolo centro della Barbagia di Seùlo, un tempo Provincia di Nuoro, oggi Provincia di Cagliari) i residenti hanno vissuto un Ferragosto di angoscia, a seguito delle proteste degli immigrati malesi, i quali, rifiutatisi di alloggiare in un albergo a 3 stelle con tanto di piscina, aria condizionata e tv satellitare in camera, hanno bivaccato dinanzi alla struttura ricettiva, creando un clima di tensione.
La motivazione del rifiuto? Sadali, a detta loro, è un paese troppo isolato, lontano dai grandi centri urbani. Gli immigrati, inoltre, continuano a sostenere che fosse stato loro assicurato che la Sardegna sarebbe stata una tappa intermedia, nell'attesa di un trasferimento a Milano, Roma o Napoli (città dalla quale, peraltro, provenivano). Come minimo, “esigono” una città come Cagliari.
Tutto molto generico, tutto molto poco chiaro.
Quel che è chiaro è che siamo di fronte alla solita disorganizzazione di un Paese ormai allo sbando, asservito all'Unione Europea, sostanzialmente privo di sovranità e incapace di decidere quando serve.
Come se non bastasse, lo stesso Sindaco di Sadali (Romina Mura, Partito Democratico) non ha esitato a schierarsi dalla parte degli immigrati, asserendo che questi ultimi non possono essere trattenuti in un posto in cui “non vogliono stare”.
Forse c'è chi ritiene che sia davvero tutto dovuto, forse c'è chi vive la migrazione come una (consapevole) invasione, incurante dei disagi che deriveranno, e che sono già derivati, alla popolazione autoctona.
Nel caso di specie, i migranti più esagitati (non essendo Sadali un paese dotato di una Caserma dei Carabinieri, la situazione poteva essere esplosiva) sono stati trasferiti ad Ottana. paese più vicino a Nuoro e dunque più confacente alle mire “metropolitane” dei migranti.
Ma in questi giorni ne arriveranno altri centocinquanta (fra gli altri molti siriani) che dovranno essere ospitati in tutta la Provincia.
L'Europa è stata invasa molte volte, in tempi diversi e dai popoli più disparati.
Ogni invasione era motivata da ragioni sempre diverse e taluni popoli ci hanno arricchito, altri meno, altri ancora hanno portato solo morte e devastazione.
Il Vecchio Continente è sempre riuscito a sollevarsi e a reagire, ma il rischio, stavolta, è che il mare umano sia davvero troppo imponente e che non si abbia la forza morale necessaria (né i mezzi) per fronteggiare le migrazioni.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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domenica 24 agosto 2014

"L'ALTRA FACCIA DELL'ACCOGLIENZA"


Alcuni mesi fa, la Prefettura di Sassari inviò un centinaio di profughi africani sbarcati sull'isola di Lampedusa presso alcune strutture turistiche situate nel Comune di Castelsardo. L'ospitalità, pagata profumatamente dai contribuenti italiani, avrebbe dovuto essere temporanea, solo che come al solito in Italia non c'è niente di più definitivo e stabile delle situazioni definite ufficialmente "temporanee".
Infatti, di recente, le convenzioni con le strutture private sono state rinnovate e ciò ha inevitabilmente creato grossi problemi e disagi sia dal punto di vista della sicurezza sia dell'igiene che da quello turistico. 
Sotto il primo aspetto, infatti, si è verificato che nella colonia marina di Baja Sunajola e in altre strutture situate nella frazione di Lu Bagnu, siano stati ospitati un centinaio di bambini sardi di età compresa tra i 10 e i 12 anni, che hanno dovuto pernottare in camere attigue a quelle destinate ai profughi africani, maggiorenni, con i quali condividevano gli stessi corridoi e la mensa. I genitori increduli, hanno scoperto che i loro figli di notte dormivano in camere che, non potendo essere chiuse a chiave, non erano assolutamente adatte a garantire l'incolumità dei piccoli ospiti. Molti di essi si sono lamentati dell'irresponsabilità dei gestori di far dormire persone adulte sconosciute in camere adiacenti a quelle di bambini indifesi. Come se ciò non fosse bastato i piccoli ospiti in molti casi hanno dovuto condividere con gli stranieri anche altri spazi quali la mensa e i servizi igienici, con grave pregiudizio della loro salute.
"Qui a Castelsardo il business dell'accogliaenza è diventato preminente rispetto anche ai nostri figli, che pagano profumatamente per trascorrere due settimane di vacanza al mare in strutture che dovrebbero garantirci il massimo della tranquillità", è la protesta corale dei genitori.
Queste lamentele si sommano a quelle degli operatori turistici, che non considerano la presenza degli "ospiti" del generoso contribuente italiano come una risorsa per un borgo storico come Castelsardo, da sempre votato al turismo italiano e straniero. I profughi, infatti, oltre a non spendere per ovvi motivi di indigenza, sono ospitati in strutture normalmente destinate ai turisti e ciò ha tolto dal mercato numerosi posti letto che sarebbero potuti essere utlizzati in modo più proficuo, specialmente durante la stagione turistica di quest'anno che tarda a decollare sia per la recessione economica che per i capricci del clima, variabile e incerto fino a poche settimane fa.
In conclusione, se lo Stato, per ragioni umanitarie, falso buonismo o assoluta incapacità a controllare efficacemente le frontiere, deve accogliere profughi e clandestini è meglio che lo faccia utilizzando suoi edifici, molti dei quali inutilizzati, piuttosto che stipulando costose convenzioni con strutture private, che essendo state concepite per usi ben diversi, non garantiscono neanche un minimo standard di sicurezza e, in più, penalizzano ulteriormente l'offerta turistica del nostro Paese.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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mercoledì 20 agosto 2014

"IN SARDEGNA AFFONDA IL “MARE NOSTRUM” DI RENZI & ALFANO"


A Sadali, comune al confine tra le province di Cagliari e Nuoro, si è registrato l'ultimo atto tragicomico del programma “Mare Nostrum”, voluto dal governo Renzi-Alfano: un centinaio di immigrati destinati alla Sardegna devono essere sistemati in varie strutture ed una cinquantina è destinata proprio a Sadali, dove un hotel a tre stelle è pronto ad accoglierli.
Ma agli immigrati la destinazione non piace, dicono senza mezzi termini che non vogliono stare “in campagna” e “in mezzo al deserto”, pretendono di essere alloggiati a Milano, Roma, Napoli o al più a Cagliari.
Inscenano da subito la loro protesta, che ovviamente porta alla solita soluzione “all'italiana”, dopo una giornata di trattative e di ricatti, che ha coinvolto forze dell'ordine, mediatori ed amministratori locali, con la metà degli immigrati convinta a restare nell'albergo di Sadali e l'altra metà riportata a Cagliari.
Non ci soffermiamo sulla crescita esponenziale della presenza di immigrati sul territorio regionale, con conseguente aumento di accattonaggio, degrado ed attività illecite, stranamente “tollerate” da chi dovrebbe far rispettare la legalità.
Non ci soffermiamo sui rischi per l'ordine pubblico, denunciati in una nota anche dal sindacato di polizia SIAP, per la mancanza di mezzi sufficienti per gestire queste situazioni.
Non ci soffermiamo sullo scontro tra autorità dello stato, con il sindaco di Sadali (deputata del PD) che ora accusa il ministero di una cattiva gestione dell'intera vicenda.
Ma ci soffermiamo sulla Sardegna: tutti gli indicatori economici sono negativi, la crisi persiste, la disoccupazione è a livelli record, i giovani (e non solo) tornano ad emigrare in cerca di fortuna come i loro nonni, le famiglie e le aziende sono tartassate, gli enti locali tagliano l'assistenza ed i servizi sociali, aumentano i casi di sfratti per morosità incolpevole.
Eppure in questo quadro drammatico, cosa fa lo stato italiano? Trascura i propri cittadini ed impone la presenza a casa loro di un numero sempre crescente di immigrati, per cui si spende e spende risorse, garantendogli vitto, alloggio, trasporti, telefonate, sigarette.
Forza Nuova da tempo ha denunciato il “razzismo anti-italiano”, con la discriminazione dei propri concittadini a vantaggio degli stranieri.
Forza Nuova ora denuncia il tentativo di trasformare l'isola in un centro di accoglienza/permanenza/detenzione stabile per gli immigrati.
Se non ci sarà un immediato stop al programma “Mare Nostrum” ed un'inversione netta nella gestione dei fenomeni migratori, ben presto le forze dell'ordine, i sindaci, i mediatori culturali, le associazioni ed i politici dovranno affrontare una protesta molto più difficile da gestire.
Quella dei sardi contro uno stato che non riconoscono più.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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giovedì 14 agosto 2014

“DAI SARDI NESSUN SOSTEGNO ALLA GUERRA DI ISRAELE”.

 
“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”.
Così recita la prima parte dell'articolo 11 della costituzione italiana, che è la carta fondante del diritto italiano e sulla quale tutti i governi si dovrebbero basare per legiferare e prendere posizione.
Ma il governo Renzi sembra all'improvviso aver dimenticato questo passaggio della carta costituzionale: non prende le distanze dallo stato di Israele, che in due mesi di guerra unilaterale da ha già ucciso più di 1500 civili palestinesi, durante i bombardamenti “per combattere il terrorismo”. Peccato che ad essere bombardati siano stati ospedali, scuole (anche dell'O.N.U.), abitazioni civili ed orfanotrofi.
Come se dei bambini o dei malati palestinesi potessero rappresentare un pericolo alla sovranità ed alla sicurezza israeliana.
Solo la Lega Araba ha puntato il dito contro Israele, accusandolo di crimini di guerra.
L'Italia, da buona servitrice della N.A.T.O., non solo non condanna l'operato di Israele, ma anzi lo aiuta, dandogli la possibilità di far esercitare (al tiro al bersaglio contro i civili?) l'aviazione israeliana sul suolo italiano.
Si apprende dai giornali che il Ministero della Difesa ha organizzato per il secondo semestre 2014 una serie di esercitazioni di bombardamento proprio in Sardegna: aerei e piloti saranno ospiti della base N.A.T.O. di Decimomannu (CA) ed effettueranno le esercitazioni a Capo Frasca, nell'oristanese, utilizzando, sempre da quanto si apprende, ordigni fino ad una tonnellata.
Ovviamente, questo via vai di aerei e di “bombe” comporterà un ulteriore grave danno per la salute dei cittadini, della natura e dell'economia del territorio, in una regione come la Sardegna, che paga ancora un prezzo altissimo alle servitù militari straniere, con le ben note tragiche conseguenze (la vicenda del Salto di Quirra docet).
Il ministro della difesa Pinotti ed il governatore Pigliaru hanno il dovere di pronunciarsi quanto prima e dare una risposta alle migliaia di cittadini sardi, che in questi giorni hanno già espresso la loro contrarietà e preoccupazione, attraverso la mobilitazione di associazioni, movimenti o semplici iniziative individuali (sono già decine di migliaia le e-mail inviate e le petizioni on-line sul tema).
Da sempre più voci, arriva lo stesso messaggio: dalla Sardegna, nessun tipo di aiuto o sostegno al genocidio del popolo palestinese messo in atto da Israele.
  
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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mercoledì 30 luglio 2014

"SARDEGNA ED ITALIA: SEMPRE PIU' POVERE"


Secondo una ricerca effettuata dal Sole 24 Ore, le province di Nuoro e Cagliari sono risultate fra le più povere d’Italia, ma anche le altre province sarde se la passano decisamente male: la crisi economica  attanaglia tutte le regioni italiane, ma se le più ricche cercano faticosamente di rialzarsi, le più povere arrancano paurosamente.
In particolare è da rilevare come l'economia delle aree meridionali ed insulari peggiori costantemente ed  in modo inarrestabile.
Passando invece ai dati Istat sul reddito pro-capite (in testa Milano, seguita da Bologna, Roma, Bergamo e Sondrio), nessuna provincia sarda è fra le prime cinquanta d'Italia. Mentre invece, per quanto concerne il P.I.L., l'area nostrana più ricca è la Gallura, seguita da Cagliari, Sassari, Ogliastra, Nuoro e via via tutte le altre.
Particolarmente positivo il dato della (ormai ex?) provincia dell’Ogliastra che aumenta il proprio PIL del 7.3%. Aumentano anche la Gallura(+3.6%) e Cagliari(+0.8%).
Dati molto negativi, invece, per Sassari(-1.9%), Sulcis-Iglesiente(-2.3%), Nuoro(-5.0%), Medio Campidano(-10.6%).
Se analizziamo il tasso di disoccupazione, è incoraggiante il dato di Nuoro, ove la percentuale è diminuita, registrando un dato  del 10.3%(nel 2007 era del 10.8%). Ma sono molto negativi gli altri dati sardi: Medio Campidano(27%), Ogliastra(19.5%), Sulcis-Iglesiente(18.4%), Oristano(17.9%), Cagliari(17.8%), Gallura(17.4%), Sassari (16.8%).
In quest'ultimo campo, tutte le province italiane, eccetto Nuoro, fanno registrare un sostanziale peggioramento . C’è da dire però che il dato del capoluogo barbaricino è maturato comunque in una situazione di diffusa povertà, il che non induce certo all'ottimismo.
La Sardegna può sorridere perlomeno riguardo al numero dei giovani laureati. La nostra terra si conferma fucina di talenti ed eccellenze, ma è un capitale umano “sprecato”, poiché sovente trattasi di giovani costretti ad emigrare altrove.
Tutti gli altri dati dell’indagine, peraltro, confermano la situazione di grave crisi, resa più evidente dal crollo del consumo dei generi alimentari. Non si può omettere che questa situazione è causata anche dalla scarsa fiducia che i consumatori ripongono nei confronti dei tantissimi prodotti provenienti dall'Estero, che hanno letteralmente invaso i nostri supermercati e che, spesso, sono arrivati nel nostro Paese senza alcun previo controllo. La presenza di questi alimenti, ovviamente, danneggia oltremodo la produzione locale, innescando una spirale di miseria diffusa a macchia d'olio, senza alcuna distinzione di ceto sociale od età.
Insomma, sempre più poveri.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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sabato 19 luglio 2014

"L'ITALIA STA MEGLIO? DI SICURO NON LE FAMIGLIE ITALIANE"



Negli ultimi mesi, la classe politica italiana spaccia sui media il positivo e fiducioso messaggio che l'Italia stia meglio e stia uscendo dalla “crisi”.
Ma i dati reali, che non sono propaganda politica, mostrano una realtà opposta.
L'Italia migliora? A Maggio il debito pubblico ha toccato il record di 2.166 miliardi di euro (fonte: www.ansa.it), ma il dato più preoccupante è il numero dei poveri italiani che, fonte ISTAT, ha raggiunto dal 2013 al 2014  i 10 milioni (16,6%), di cui 6 milioni assoluti (9,9%), ossia che non sono in condizioni di acquistare nemmeno i beni primari per una vita dignitosa, mentre fra il 2012 e il 2013 era stabile a circa al 12,5%.
Le famiglie povere in Italia sono il 12,6%,  a cui vanno aggiunte il 6,4% di famiglie “quasi povere”.
Allarmante è il dato per la Sardegna, un quarto delle famiglie sarde (24,8%) vive al di sotto della soglia di povertà, cioè con meno di 973 euro al mese, cifra doppia rispetto al dato nazionale.
Questi numeri denotano il peggioramento della condizione delle famiglie con quattro o più componenti, in particolare, delle famiglie con due figli, soprattutto se minori.
L'indice di povertà cresce nelle famiglie con componenti con titolo di studio medio-basso o con almeno due anziani (fonte: www.unionesarda.it).
La piaga della crescente povertà in Italia, ma soprattutto in Sardegna, si può racchiudere in una parola: disoccupazione.
Infatti, la metà delle famiglie povere sarde (11,8%) ha all'interno del proprio nucleo una o più persone in cerca di occupazione.
Non trovando lavoro e quindi non guadagnando, sempre più famiglie sono costrette a ridimensionare al ribasso il proprio stile di vita.
Non avendo redditto disponibile da spendere, precipita il potere d'acquisto e le famiglie non consumano più dello stretto necessario per sopravvivere, a volte non riuscendo nemmeno a sostenere la spesa minima necessaria per acquistare beni e servizi considerati essenziali per tenere uno standard di vita minimamente accettabile.
In tutta questa disperazione,  l'Unione Europea, al posto di sostenere i cittadini di quelle aree del
proprio continente oggi in sofferenza economica, predica “austerità” e “rigore”, mentre finanzia, con i soldi dei paesi membri dell'UE, progetti di “accoglienza” ed “integrazione” a favore di “profughi” e “migranti”, provenienti da ogni guerra ed da ogni parte del mondo.  
Questo modello politico, sociale ed economico, di cui l'Italia fa fieramente parte, si rivela fallimentare e suicida ogni giorno in più che passa, perché crea miseria, toglie la speranza per il futuro e crea davvero una guerra tra poveri (vecchi e nuovi).
Ma per il governo Renzi e la politica italiana, la ripresa è già iniziata.
  
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.


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martedì 1 luglio 2014

“CARNEVALATE vs DIRITTI VERI”


Sabato scorso si è concluso ad Alghero il “Sardegna Pride”, una settimana di iniziative a favore dei cosiddetti diritti e libertà della comunità omosessuale, che è culminata nella solita sfilata che da anni caratterizza questa iniziativa.
Ovviamente partiti, associazioni ed enti locali (dalle amministrazioni comunali fino a quella regionale) hanno concesso il loro patrocinio (si spera gratuito) e la loro solidarietà a quella che viene spacciata come l'ennesima pseudo battaglia di civiltà per il riconoscimento di diritti che, secondo gli organizzatori, attualmente non sarebbero uguali per tutti i cittadini.
Da ultimo anche il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha ceduto all'impulso di cercare ulteriore consenso elettoralistico, appoggiando quelli che fino a non molto tempo fa alcuni  ministri e dirigenti di partito consideravano semplicemente "culattoni" (Carlo Giovanardi) o "froci" (Alessandra Mussolini).
Caduta anche l'ultima differenza ideologica che separava Forza Italia dai partiti di sinistra, è  Forza Nuova ad essere l'unico partito veramente attivo su tutti i fronti sensibili della società italiana.
Primo fra tutti, nel caso di oggi,  la famiglia, istituzione sociale sacra e basilare che forma il nucleo centrale della vita nostra e dei nostri figli.
Fondamentale per la loro crescita.
E' proprio questa l'organizzazione sociale che oggi è messa in discussione.
Parate carnevalesche come i gay pride, con il loro aspetto festoso e goliardico e con tutta l'oscenità che viene messa in campo, infatti, tentano di distogliere l'attenzione dal vero obbiettivo che si vuole raggiungere: la distruzione della famiglia tradizionale.  
I diritti che gay, lesbiche, transessuali ecc. rivendicano per loro, infatti, ci sono già tutti, come ha ammesso lo stesso quotidiano “La Repubblica” (http://giulianoguzzo.wordpress.com/2013/07/06/i-diritti-gay-in-italia-ci-sono-gia-parola-di-repubblica/).
La loro uguaglianza di fronte alla legge, per esempio, c'è già come per qualsiasi altro cittadino italiano.
Il vittimismo isterico delle associazioni LGBT, ormai illegittimamente a braccetto con le istituzioni, in uno degli stati meno "omofobi" al mondo come l'Italia (si vedano in proposito i dati riportati dal sito http://www.documentazione.info/i-dati-sullomofobia-in-italia-unemergenza) forza la società, e noi tutti, a piegarsi alle loro richieste.
Renzi ha già annunciato per settembre la presentazione di un disegno di legge (o molto probabilmente un decreto da approvare in fretta e furia mediante fiducia), per istituire anche in Italia le "unioni civili" alla tedesca, un matrimonio mascherato con meno impegni e doveri del matrimonio tra etero, ma con tutti i vantaggi economici che ne deriverebbero.
La conseguenza di un simile atto sarebbe devastante non solo dal punto di vista morale, ma anche da quello strettamente economico, perché si manderebbe definitivamente all'aria il sistema previdenziale e sociale del Paese.
Infatti, il riconoscimento dello status di coppia o famiglia anche agli omosessuali farebbe aumentare di molto le somme sborsate dagli istituti di previdenza ed assicurativi per pensioni di reversibilità, sussidi e aiuti vari (http://m.ilgiornale.it/news/2014/06/20/la-famiglia-secondo-renzi-aiuti-solo-alle-coppie-gay/1029697/).
Un altro problema che le varie forze politiche, tranne Forza Nuova, trascurano nella loro corsa al riconoscimento dei diritti degli omosessuali, è  la difesa dei più piccoli, le prime vittime indifese e senza voce di politiche scellerate.
Forza Nuova, infatti, ritiene che un figlio non sia un "diritto" da pretendere anche quando la natura non lo prevede, e che per un bambino sia fondamentale per la giusta crescita una figura materna ed una paterna.
Pare strano dover stare a difendere una cosa così logica e sacrosanta, ma sembra un principio del tutto incomprensibile per gli organizzatori dei gay pride e i loro sostenitori.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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