venerdì 27 dicembre 2013

"IMMIGRAZIONE E CONSEGUENZE: IERI ED OGGI"

“La caduta dell’Impero Romano”: questo il titolo dell’interessante libro(datato 2006) di Peter Heather.
Lo scrittore irlandese, analizzando il crollo di Roma da una prospettiva opposta rispetto alla storiografia britannica, afferma che non si trattò di un processo improvviso e repentino, come si potrebbe pensare, ma di una lenta disgregazione, iniziata all’incirca nel 350 D.C., in seguito al graduale indebolimento politico e successivamente al collasso della struttura portante dell’Impero.
Il parallelo con la situazione attuale è non solo utile, ma doveroso.
In un passo all’inizio del libro è scritto: "Nel 376 D.C.(esattamente un secolo prima della caduta dell’Impero
Romano d’Occidente), sulle rive del Danubio arrivò un grosso gruppo di profughi in cerca d’asilo."
Il libro, come per aumentare la suspence, non dice subito che furono i Visigoti, ma poi continua: "Caso assolutamente eccezionale nella politica estera di Roma, a quei profughi fu permesso di entrare senza che fossero stati sconfitti, ma poi essi si ribellarono e nel giro di due anni vinsero e uccisero l’Imperatore Valente, sterminando gran parte dei suoi soldati nella battaglia di Adrianopoli."
Il 4 settembre del 476 D.C., un secolo dopo l’attraversamento del Danubio per opera dei Visigoti, Romolo Augustolo, ultimo Imperatore d’Occidente e all’epoca bimbo di soli sei anni, fu deposto da Odoacre Re degli Eruli, altro Popolo germanico che, dopo razzie e pellegrinaggi, divenne minacciosissimo, prima di essere spazzato via dagli Ostrogoti.
La situazione che viviamo oggi, eccettuate alcune differenze, non è dissimile da quella che determinò la fine dell’Impero. 
Le differenze principali sono che noi affrontiamo un fenomeno migratorio di ben più vasta portata, e che, in conseguenza dello sviluppo della tecnologia e del progresso, gli eventi si sviluppano assai più rapidamente.
Di conseguenza un processo storico che in passato richiedeva cento anni, oggi ne richiede molti meno.
Anche noi oggi permettiamo agli immigrati di entrare in Italia (con il benestare dello "stato" sovrannazionale e global-mondialista dell'Unione Europea) e consentiamo loro una rappresentanza governativa, forse non consci dello sfacelo del nostro Paese.
La nostra società fa sì che gli immigrati occupino addirittura posti di potere, così come i Romani fecero con i Goti ed altre tribù esterne, quando queste ultime riuscirono ad acquisire posizioni di rilievo all’interno dell’area occupata da Roma.
Ma per i Romani questa fu una mossa necessitata e dovuta a un’oggettiva fragilità politica. 
Perlomeno,poi, ad Adrianopoli le Legioni si fecero valere e persero con onore.
Noi al contrario stiamo pacificamente attuando la democratica distruzione del nostro Paese.
E tutto ciò accade con il consenso di tutti i principali partiti italiani, che sotto le bandiere del multiculturalismo e del progresso, meglio se globale, anglofilo e docilmente sottomesso ai poteri finanziari esteri, promuovono la distruzione nazionale.
Con buona pace di Scuola, Sanità, Cultura ed Istruzione che finiscono buttate nel cesso, al contrario delle spese militari, utilizzate non tanto per la nostra difesa, quanto per tutelare gli interessi delle potenze straniere che ci controllano, caldeggiando l’aggressione di altri Popoli con cui noi dovremmo, al contrario, vivere in pace.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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