domenica 24 novembre 2013

“SARDEGNA, I GIORNI DEL DOLORE”


Lunedì 18 novembre 2013. Una data che, purtroppo, sarà ricordata per molto tempo.
Un fiume d’acqua si riversa sulla Sardegna.
Fango, morte e distruzione. Sedici morti e un disperso. Sessanta Comuni colpiti.
Tra quelli più danneggiati Olbia, Arzachena, Torpè, Irgoli, Onanì, Uras.
La catastrofica alluvione abbattutasi sulla nostra terra, oltre ad aver procurato ingenti danni, ci invita a una riflessione.
Al di là dell’eccezionalità dell’evento, forse non totalmente prevedibile nella sua portata, in questi giorni emerge un clima rivoltante, degno del solito avanspettacolo italico.
Si parte dal Ministro Orlando, che non è in grado di pronunciare un discorso alla Camera senza balbettare e sbagliare i nomi dei paesi sardi (Escalaplano diventa”Escaplano” e via dicendo), si continua con le oggettive responsabilità dei Sindaci sardi (che hanno avallato abusi di ogni genere e condonato l’inverosimile).
Come non citare, poi, Gabrielli, capo della Protezione Civile, che ha risposto piccato a chi vuole far luce sull’effettività dell’allarme meteo e ha ricordato la solerzia con la quale è stata diramata l’allerta.
Peccato che la comunicazione sia arrivata di domenica, giorno nel quale i Municipi sono chiusi, e tramite fax, quindi senza nemmeno rispettare la legge, la quale prevede, obbligatoriamente, l’utilizzo della mail.
Storie di ordinaria cialtroneria.
Una domanda sorge spontanea: il “Paese di Pulcinella”, dove un acquazzone a Roma o Milano diventa un caso nazionale e tutti si lamentano di tutto, si ricorderà della Sardegna? Lo verificheremo noi stessi, tenendo bene a mente che delle tragedie d’Abruzzo, di Genova e dell’Emilia si è parlato per molto, molto tempo.
A differenza di quanto accaduto nelle altre, succitate catastrofi, l’insolenza della politica si è manifestata nel giro di due giorni, senza rispetto delle vittime,né dei familiari di queste ultime.
Un’europarlamentare, tale Lara Comi, del PdL, in riferimento alla famiglia di Arzachena travolta dal fango nella propria abitazione, ha dichiarato che “è assurdo rifugiarsi in uno scantinato”, dimenticando che, nello scantinato, i malcapitati ci vivevano.
Un bel tacer non fu mai scritto.
In questo clima si profila una difficile, lunga, nonché dispendiosa ricostruzione.
Ma anche stavolta, nonostante tutto, noi Sardi risorgeremo.
E lo faremo a testa alta.
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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