lunedì 28 ottobre 2013

"LAVORO, CASA, SERVIZI: PRIORITA' PER FAR RIPARTIRE CAGLIARI"

In questi giorni a Cagliari, i consiglieri comunali del PDL hanno promosso una raccolta firme, per denunciare la situazione oramai insostenibile di parcheggiatori e venditori abusivi, soprattutto immigrati irregolari, che operano in prevalenza nel centro della città.
Iniziativa giusta e condivisibile, nata dopo una escalation di episodi di cronaca, anche se si potrebbe far notare che, quando Cagliari per decenni è stata governata dal centro-destra, lo stesso problema non sia stato affrontato con la giusta attenzione e soprattutto poco sia stato fatto per risolverlo.
Oggi sicuramente la situazione è degenerata, ma la colpa principale è della politica nazionale, quella dei palazzi romani del governo, che hanno gestito il tema dell'immigrazione con slogan e buoni propositi irrealizzati (governi di centro-destra) o con buonismo e solidarietà a parole (governi di centro-sinistra).
Così i problemi reali si scaricano dal centro alla periferia, sugli amministratori locali e sindaci, che devono trovare rimedi e soluzioni, per garantire il quieto vivere tra i cittadini, senza avere adeguati mezzi e poteri.
A Cagliari il problema dei parcheggiatori e venditori abusivi, però, non è il solo e non è il principale: la giunta del Sindaco Zedda sembra governare la città senza avere una chiara idea di ciò che vuole fare, mostra un'indecisione che non può esistere nell'amministrazione di una realtà urbana come Cagliari.
Allora ogni problematica diventa un'emergenza, un “caso” da risolvere d'urgenza, senza una soluzione strutturale: dallo stadio Sant'Elia ai chioschi della spiaggia del Poetto, dallo stato di abbandono dell'Anfiteatro Romano al caos nella gestione del Teatro Lirico, dalle lamentele dei cittadini residenti per rumore e piazze occupate dai tavolini all'abusivismo diffuso con bancarelle e merci taroccate.
Paradossalmente, oggi il cittadino onesto, che rispetta le regole, paga tasse e tributi vari e si affida alla burocrazia comunale, ha la netta sensazione di essere vessato, oltre che essere mal servito.
Mentre chi fa il “furbetto”, occupa spazi pubblici, vende in nero prodotti con griffe contraffatte (magari realizzate con materiali scadenti e pericolosi, oltre che col lavoro schiavizzato forse anche di minori), assalta macchine in sosta, turisti e passanti, trova un'incomprensibile “comprensione”.
Ovviamente, soltanto se “migrante”.
Da qui alla fine del suo mandato, ci auguriamo che il Sindaco Zedda e la sua giunta cambino decisamente rotta, abbandonino posizioni ideologiche e partigiane, lontane anni luce dalla realtà: unioni civili per i gay, inclusione sociale per i Rom, piste ciclabili e altro ancora sono temi secondari o ininfluenti nell'agenda delle priorità dei cagliaritani, le uniche emergenze a cui dedicarsi sono lavoro, casa e servizi (sociali per le fasce bisognose in aumento e amministrativi efficienti per i professionisti e privati).
E' tanto c'è da fare.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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