domenica 6 ottobre 2013

"ISRAELE SCOPRE LA CARTE"


Il disgelo senza precedenti fra l’Iran da un lato e gli Stati Uniti e la Gran Bretagna dall’altro, ha mostrato l’intransigenza di Israele a non voler modificare le proprie posizioni ed il proprio atteggiamento nei riguardi di Tehran e di conseguenza la volontà di non voler  tentare nemmeno un approccio di dialogo con lo stato Iraniano.
Rohani ha dichiarato: ”Non sono uno storico e quando si tratta delle dimensioni dell’olocausto, sono gli
storici che devono riflettere. Qualunque crimine accada nella storia dell’umanità, compreso il crimine dei nazisti contro gli ebrei è riprovevole e condannabile. Qualunque crimine commesso contro gli ebrei noi lo
condanniamo .Togliere la vita umana è spregevole e non fa differenza se sia la vita degli ebrei, dei cristiani o dei mussulmani. Per noi è lo stesso.”
Le parole di Rohani, pesanti come un macigno per il fatto che i crimini sull’Olocausto sono stati riconosciuti, non sono sembrate ad Israele un riconoscimento abbastanza sufficiente, anzi Netanhyau ha ribadito che Rohani si è dimostrato cinico e pieno d’ipocrisia e pochi giorni dopo l’ha definito “un lupo con pelli d’agnello”, in quanto secondo Netanhyau non c’è nessuna volontà di voler fermare il programma nucleare Iraniano ed inoltre Rohani avrebbe anche dovuto condannare pubblicamente le azioni dei suoi predecessori e non l’ha fatto.
Il governo di Tel aviv è comunque insoddisfatto.
Nonostante sia da rilevare che successivamente  il presidente Israeliano si sia dimostrato disponibile ad una telefonata con Rohani, è evidente come da parte sua non ci sia nessuna volontà di voler aprire un dialogo con Tehran.
Rohani è stato duramente contestato in Iran e gli son state lanciate in segno di protesta scarpe addosso durante un intervento all’Università di Tehran; c’è da dire, però, che Ali Khamenei ha approvato, sia pure con alcune riserve, i tentativi del presidente Iraniano.
Resta comunque il fatto che le relazioni bilaterali U.S.A-Iran e Gran Bretagna-Iran, sono decisamente migliorate. Per Londra: ”L’Iran è un grande paese che troverà il suo posto nel mondo” ha detto il ministro degli esteri britannico Wiliham Hague ed è stata storica la telefonata fra Obama e Rohani che ha rappresentato il primo contatto diplomatico fra i due stati a partire dal 1979.
Adesso ormai solamente gli stolti possono non rendersi  conto di quella che è la verità: Israele più di ogni altro stato al mondo non vuole né la pace né la stabilità nella regione medio orientale, anzi continua a perseguire l’obbiettivo di perseguitare l’Iran con ogni mezzo possibile ed immaginabile, malgrado rischi a sua volta un pesante isolamento internazionale.
Persino le due nazioni anglosassoni più potenti si sono dimostrate disponibili ad un dialogo con Tehran (il che è molto significativo).
Israele no, in quanto il programma politico di Tehran è dichiaratamente filosoficamente antisionista.
Malgrado né gli Stati Uniti né la Gran Bretagna non possano sottrarsi al vincolo del mantenimento di buone relazioni con Israele, hanno dimostrato comunque una maggiore disponibilità a trattare col governo Iraniano, pur mantenendo il loro orientamento: questo fatto dimostra ancora una volta come sia Israele a tirare i fili dell’instabilità e a gettare legna sul fuoco dell’incandescente scacchiera internazionale.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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