martedì 29 ottobre 2013

“GRANDE FRATELLO, SPIE ED EUROPA SOTTO SCACCO”

Ha suscitato grande clamore la notizia delle intercettazioni dei servizi segreti statunitensi ai danni di Angela Merkel, Cancelliera tedesca.
Comprensibilmente, tutti hanno puntato il dito contro il Presidente U.S.A. Barack Obama, il quale ha asserito di essere”totalmente all’oscuro della vicenda”.
I quotidiani internazionali più importanti si sono divisi, con una patetica (ma ovvia) dicotomia: quelli tedeschi a sostegno della Merkel, quelli statunitensi compatti nel difendere l’operato dei loro 007.
Il parallelo con la figura del “Grande Fratello”, tratteggiata nel celebre romanzo “1984” di Orwell, è inevitabile: personaggi, solo apparentemente invisibili, che conducono ed orientano la politica che conta, sorvegliando tutto e tutti.
Orwell, dal canto suo, si avvaleva di questa figura per scagliarsi contro i totalitarismi, che a suo dire permettevano atteggiamenti invasivi di ogni tipo.
Il problema è che, in questo caso, il tutto avviene in una cosiddetta “democrazia” :uno Stato “democratico” spia un altro Stato “democratico”.
Per gli Stati Uniti pare sia tutto nella norma: sono soprattutto i Repubblicani a ritenere che da Washington siano giunte sin troppe scuse e sia ora di ritornare alla prosopopea che si confà ai “Signori del Mondo”.
Per inciso, Obama non poteva non sapere. Ed è ridicolo che si tenti di farci credere il contrario.
Piuttosto, fa riflettere il fatto che la vittima dello spionaggio sia non il bellicoso Iran, ma la servile ed acquiescente Germania, non certo invisa agli U.S.A. ma soprattutto, con i suoi 96 parlamentari, egemone nell’UE, la stessa UE che ha sempre avallato, pronamente, le scelte d’oltre Oceano.
Gli autodefinitisi “Poliziotti del Mondo” sono quindi anche i più grandi spioni.
E gli Europei? Come al solito, si dedicano alla contemplazione.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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lunedì 28 ottobre 2013

"LAVORO, CASA, SERVIZI: PRIORITA' PER FAR RIPARTIRE CAGLIARI"

In questi giorni a Cagliari, i consiglieri comunali del PDL hanno promosso una raccolta firme, per denunciare la situazione oramai insostenibile di parcheggiatori e venditori abusivi, soprattutto immigrati irregolari, che operano in prevalenza nel centro della città.
Iniziativa giusta e condivisibile, nata dopo una escalation di episodi di cronaca, anche se si potrebbe far notare che, quando Cagliari per decenni è stata governata dal centro-destra, lo stesso problema non sia stato affrontato con la giusta attenzione e soprattutto poco sia stato fatto per risolverlo.
Oggi sicuramente la situazione è degenerata, ma la colpa principale è della politica nazionale, quella dei palazzi romani del governo, che hanno gestito il tema dell'immigrazione con slogan e buoni propositi irrealizzati (governi di centro-destra) o con buonismo e solidarietà a parole (governi di centro-sinistra).
Così i problemi reali si scaricano dal centro alla periferia, sugli amministratori locali e sindaci, che devono trovare rimedi e soluzioni, per garantire il quieto vivere tra i cittadini, senza avere adeguati mezzi e poteri.
A Cagliari il problema dei parcheggiatori e venditori abusivi, però, non è il solo e non è il principale: la giunta del Sindaco Zedda sembra governare la città senza avere una chiara idea di ciò che vuole fare, mostra un'indecisione che non può esistere nell'amministrazione di una realtà urbana come Cagliari.
Allora ogni problematica diventa un'emergenza, un “caso” da risolvere d'urgenza, senza una soluzione strutturale: dallo stadio Sant'Elia ai chioschi della spiaggia del Poetto, dallo stato di abbandono dell'Anfiteatro Romano al caos nella gestione del Teatro Lirico, dalle lamentele dei cittadini residenti per rumore e piazze occupate dai tavolini all'abusivismo diffuso con bancarelle e merci taroccate.
Paradossalmente, oggi il cittadino onesto, che rispetta le regole, paga tasse e tributi vari e si affida alla burocrazia comunale, ha la netta sensazione di essere vessato, oltre che essere mal servito.
Mentre chi fa il “furbetto”, occupa spazi pubblici, vende in nero prodotti con griffe contraffatte (magari realizzate con materiali scadenti e pericolosi, oltre che col lavoro schiavizzato forse anche di minori), assalta macchine in sosta, turisti e passanti, trova un'incomprensibile “comprensione”.
Ovviamente, soltanto se “migrante”.
Da qui alla fine del suo mandato, ci auguriamo che il Sindaco Zedda e la sua giunta cambino decisamente rotta, abbandonino posizioni ideologiche e partigiane, lontane anni luce dalla realtà: unioni civili per i gay, inclusione sociale per i Rom, piste ciclabili e altro ancora sono temi secondari o ininfluenti nell'agenda delle priorità dei cagliaritani, le uniche emergenze a cui dedicarsi sono lavoro, casa e servizi (sociali per le fasce bisognose in aumento e amministrativi efficienti per i professionisti e privati).
E' tanto c'è da fare.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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lunedì 14 ottobre 2013

"(IN)GIUSTIZIA ALL' ITALIANA"

Nei giorni scorsi, dopo il superamento della pseudo crisi del governo Letta, il Presidente della Repubblica Napolitano ha indirizzato alle Camere un messaggio con il quale ha denunciato il grave sovravvollamento delle carceri italiane e la conseguente situazione di invivibilità nella quale versano i detenuti.
Per rimediare a questa situazione, la soluzione proposta dal Presidente della Repubblica è la stessa che fu parzialmente attuata dal governo Prodi, ovvero l'adozione di un provvedimento di amnistia e indulto.
All'epoca, siamo nel 2006, ci si limitò ad adottare solo l'indulto, cioè il provvedimento che condonava in tutto o in parte la pena senza estinguere il reato, perchè l'amnistia fu bloccata dall'opposizione sia dell'Italia dei Valori che della Lega Nord: questo provocò già nel 2009 il ritorno alla situazione di sovraffollamento precedente l'adozione di quella famigerata legge e denunciata ora nel messaggio presidenziale.
Oggi la soluzione proposta è di nuovo quella di far approvare un provvedimento di clemenza generale, che probabilmente avrà lo stesso effetto deleterio di quelli adottati finora: cioè quello di rimettere in circolazione migliaia di detenuti spesso recidivi che, prima di ritornare nelle patrie galere come successo finora, avranno tutto il tempo di compiere di nuovo i reati per i quali con tanta fatica polizia e magistrati li avevano arrestati e condannati.
Sarebbe ora, invece che il problema della giustizia e del sovraffollamento carcerario fosse affrontato in maniera organica ed a lungo termine, adottando una seria riforma dei codici che permetta di evitare tutte le lungaggini ed i problemi legati alla durata eccessiva dei processi, costruendo nuovi carceri più moderni e funzionali, che consentano una riduzione della capienza nei penitenziari più vecchi e malandati, risalenti spesso a parecchi anni prima dell'Unità d'Italia (si pensi alle carceri sarde, che fino a pochi mesi fa detenevano il primato di pentenziari più vecchi del Paese) e soprattutto ponendo fine alla carenza degli organici e delle attrezzature, che provoca un allungamento tale dei processi da tradursi spesso e volentieri nella prescrizione dei reati.
Per attuare questi obiettivi occorrono capacità, volontà e risorse che i governi italiani di destra e di sinistra, che si sono succeduti negli ultimi venti anni, hanno dimostrato di non avere, preferendo concentrarsi sulla risoluzione dei problemi di singoli individui (Berlusconi in primis) o attuando tagli selvaggi in nome di una revisione della spesa effettuata più con l'accetta che con il bisturi (si veda ad esempio la decisione dell'attuale ministro della Giustizia Cancellieri di chiudere decine di sedi giudiziarie).
Il risultato finale è solo quello di realizzare interventi tampone che aumentano l'insicurezza dei cittadini onesti, aumentano il senso di sfiducia nella capacità dello Stato di garantire il perseguimento della giustizia in tempi ragionevoli e accrescono la convinzione di criminali e malvimenti di poter continuare ad agire indisturbati nei loro loschi traffici.
Se questo è il "governo del fare" è meglio che in materia di giustizia non faccia niente, tanto meno provvedimenti di amnistia e indulto.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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mercoledì 9 ottobre 2013

"IRAN: RISPOSTA DURA AD AZIONE ISOLATA"


Secondo quanto riportato dall’Irib e da “Agenzia Stampa Italia”, la Repubblica Islamica dell’Iran risponderà con estrema durezza anche ad azioni isolate, dopo che Israele ha minacciato di agire per conto proprio.
“Abbiano sentito le minacce ripetute e disgustose dei nemici della Nazione Iraniana, la nostra risposta a qualsiasi furberia sarà seria e dura” ha detto la guida suprema l’Ayatollah  Ali Khamenei durante una cerimonia a Tehran.
Più avanti lo stesso Ali Khamenei si è detto pessimista riguardo allo sviluppo di future relazioni con gli Stati Uniti, considerando inappropriate alcune uscite del presidente Rohani.
L’obbiettivo principale dei nemici dell’Iran, ha proseguito Khamenei, è quello di ostacolare lo sviluppo e la responsabilizzazione del paese in termini scientifici e tecnologici ed ha invitato l’Occidente a non illudersi che il risveglio delle nazioni Islamiche sia giunto al termine, sottolineando che le sollevazioni avvenute negli ultimi due anni sono diventate un punto di riferimento nelle lotte popolari contro il dominio degli Stati Uniti e dei loro alleati Occidentali, affermando che “in questo momento stiamo attraversando una  nuova fase aperta da questi sviluppi il cui esito non è ancora stabilito”.
Queste dichiarazioni sono in netto contrasto con le aperture del presidente Rohani dei giorni scorsi.

A cura di A. Cerina Dini
 
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"SVILUPPI IN ASIA ORIENTALE"

L’intelligence Sud Coreana ha confermato che la Repubblica Democratica Popolare di Corea ha riattivato il reattore nucleare di Yongbyon da circa due mesi: lo ha riferito martedì  l’agenzia di stampa Sud Coreana “Yonhap”.
Il reattore sarebbe stato riattivato nel mese di Agosto, secondo indiscrezioni dei servizi d’intelligence Sud Coreani.
Il capo dei servizi segreti Sud Coreani, Nam-Jae-Joon, ha riferito all’Assemblea Nazionale martedì.
Il reattore inattivo dal 2008 si trova a 90 km da Pyongyang, capitale della Corea del Nord.
Questo avviene nei giorni in cui sono in corso esercitazioni militari congiunte Statunitensi, Sud Coreane e Giapponesi, che hanno suscitato la reazione di Pyongyang, la quale ha ammonito sul rischio di un atrocecatastrofe, in cui incorreranno le sue truppe che parteciperanno alle manovre militari.
La questione è stata dibattuta anche alla conferenza dell’ASEAN, associazione dei paesi dell’Asia Sud Orientale, che si è tenuta nel Brunei.
Nella zona è presente anche il  sottomarino a propulsione nucleare Americano “George Washington”.
Il Giappone ha concesso un sito per la rilocazione della base Americana dell’Isola di Okinawa.
Questo nonostante gli attriti che oppongono il governatore della prefettura di Okinawa Hirokazu Nakaima.
Il governo Giapponese ha fatto presente al governatore gli accordi intercorsi in seguito agli incontri fra i Ministri degli Esteri e della Difesa dei due paesi, avvenuti la settimana scorsa.
E’ previsto il trasferimento dei Marines di Okinawa a Guam entro il 2020 e la riduzione dei voli diaddestramento militare nei cieli dell’Isola.
Il governo degli Stati Uniti ha garantito al Giappone informazioni sui processi che coinvolgono militari Statunitensi accusati di violenze ad Okinawa.
Nakaima ha detto che apprezza gli sforzi del Governo, ma esprime comunque frustrazione e contrarietà nei riguardi del progetto di rilocazione della base di Futenma, ribadendo la proposta di spostare la base fuori dalla prefettura di Okinawa.

A cura di A. Cerina Dini
 
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domenica 6 ottobre 2013

"ISRAELE SCOPRE LA CARTE"


Il disgelo senza precedenti fra l’Iran da un lato e gli Stati Uniti e la Gran Bretagna dall’altro, ha mostrato l’intransigenza di Israele a non voler modificare le proprie posizioni ed il proprio atteggiamento nei riguardi di Tehran e di conseguenza la volontà di non voler  tentare nemmeno un approccio di dialogo con lo stato Iraniano.
Rohani ha dichiarato: ”Non sono uno storico e quando si tratta delle dimensioni dell’olocausto, sono gli
storici che devono riflettere. Qualunque crimine accada nella storia dell’umanità, compreso il crimine dei nazisti contro gli ebrei è riprovevole e condannabile. Qualunque crimine commesso contro gli ebrei noi lo
condanniamo .Togliere la vita umana è spregevole e non fa differenza se sia la vita degli ebrei, dei cristiani o dei mussulmani. Per noi è lo stesso.”
Le parole di Rohani, pesanti come un macigno per il fatto che i crimini sull’Olocausto sono stati riconosciuti, non sono sembrate ad Israele un riconoscimento abbastanza sufficiente, anzi Netanhyau ha ribadito che Rohani si è dimostrato cinico e pieno d’ipocrisia e pochi giorni dopo l’ha definito “un lupo con pelli d’agnello”, in quanto secondo Netanhyau non c’è nessuna volontà di voler fermare il programma nucleare Iraniano ed inoltre Rohani avrebbe anche dovuto condannare pubblicamente le azioni dei suoi predecessori e non l’ha fatto.
Il governo di Tel aviv è comunque insoddisfatto.
Nonostante sia da rilevare che successivamente  il presidente Israeliano si sia dimostrato disponibile ad una telefonata con Rohani, è evidente come da parte sua non ci sia nessuna volontà di voler aprire un dialogo con Tehran.
Rohani è stato duramente contestato in Iran e gli son state lanciate in segno di protesta scarpe addosso durante un intervento all’Università di Tehran; c’è da dire, però, che Ali Khamenei ha approvato, sia pure con alcune riserve, i tentativi del presidente Iraniano.
Resta comunque il fatto che le relazioni bilaterali U.S.A-Iran e Gran Bretagna-Iran, sono decisamente migliorate. Per Londra: ”L’Iran è un grande paese che troverà il suo posto nel mondo” ha detto il ministro degli esteri britannico Wiliham Hague ed è stata storica la telefonata fra Obama e Rohani che ha rappresentato il primo contatto diplomatico fra i due stati a partire dal 1979.
Adesso ormai solamente gli stolti possono non rendersi  conto di quella che è la verità: Israele più di ogni altro stato al mondo non vuole né la pace né la stabilità nella regione medio orientale, anzi continua a perseguire l’obbiettivo di perseguitare l’Iran con ogni mezzo possibile ed immaginabile, malgrado rischi a sua volta un pesante isolamento internazionale.
Persino le due nazioni anglosassoni più potenti si sono dimostrate disponibili ad un dialogo con Tehran (il che è molto significativo).
Israele no, in quanto il programma politico di Tehran è dichiaratamente filosoficamente antisionista.
Malgrado né gli Stati Uniti né la Gran Bretagna non possano sottrarsi al vincolo del mantenimento di buone relazioni con Israele, hanno dimostrato comunque una maggiore disponibilità a trattare col governo Iraniano, pur mantenendo il loro orientamento: questo fatto dimostra ancora una volta come sia Israele a tirare i fili dell’instabilità e a gettare legna sul fuoco dell’incandescente scacchiera internazionale.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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"GIORNATA FORZANOVISTA"


Giovedì 10 Ottobre 2013, dalle ore 19 alle ore 22, a Cagliari in via Cervi, si svolgerà la Giornata per il Tesseramento 2013: sarà possibile iscriversi e ricevere materiale sul Movimento; seguirà rinfresco ed aperitivo forzanovista. 

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sabato 5 ottobre 2013

"MALI D'ITALIA"


Di "grandi" e "gravosi" problemi si parla nei palazzi della politica italiana: il Governo era ostaggio della decisione su Berlusconi, se dopo la sentenza dovesse essere deposto o meno dalla sua carica di senatore; minacce di sfiducia all'esecutivo e di scissioni interne nei partiti occupano gran parte dei media e del tempo dei politici.
Altro problema, che ha meritato l'attenzione dei politici, è stata la vicenda che ha coinvolto la Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha rimproverato i giornalsti ed i suoi colleghi, perchè ogni giorno viene chiamata "signor presidente" e non "signora", affermando che "nella vita esistono più di un genere".
Una vera sciagura!
Inoltre, il signor Barilla è stato oggetto di polemiche, dopo aver dichiarato con coraggio (perchè di questi tempi di questo si tratta) di essere a favore della famiglia tradizionale e di non condividere il modello "gay family": altro "urgente" problema nazionale, di cui si è occupata la Presidente Boldrini, non trovando giusto il messaggio pubblicitario della donna raffigurata come donna di casa.
Ma c'è qualche deputato convinto che il vero problema dell'Italia sia l'alimentazione: Michela Vittoria Brambilla ha avuto il coraggio di presentare non uno ma ben due proposte di legge, una per obbligare le mense ed i ristoranti pubblici e privati ad avere al loro interno menù vegetariani, l'altra per ricercare fondi per prommuovere la cultura vegetariana e vegana nelle scuole.
Nessuno, però, si è preoccupato e ha pensato di discuttere, cercare e trovare fondi per la scuola, ad esempio, dimenticando ancora una volta i nostri giovani, il nostro futuro.
Il Governo assegna 8 milioni di euro per acquistare testi scolastici da dare in comodato d' uso con una mano, ma con l'altra taglia 50 milioni di euro, che fino all' anno scorso aiutavano le famiglie meno abbienti ad acquistare i testi scolastici.
In pratica, di media si è passato da 163 € (6-7 libri) a 85 € (3 libri appena) per studente, lasciando alle famiglie il resto delle spese.
L'anno scorso hanno avuto bisogno dell'aiuto 647mila famiglie, quest'anno si stima che circa 1 milione 721 mila famiglie di studenti di medie e superiori siano in stato di precarietà (non arrivano a fine mese), circa il 41%: il doppio delle famiglie, la metà dei soldi!
Senza mettere in conto che gli studenti, dopo il sacrificio intrapreso dalle famiglie, alla fine degli studi, devono fare i conti con 920 aziende chiuse in questi 8 mesi del 2013 (dato di Cagliari e provincia), circa 4000 dal 2009 e con la conseguente disoccupazione giovanile (fino a 25 anni), che ha ormai sfondato il 40%, con la la media europea al 12%: non accadeva dal 1977.
Quattro giovani su dieci sono a casa senza lavoro e spesso senza speranza, gravando ancora sulle famiglie, che fanno i conti dei centesimi per arrivare a fine mese.
"....In un mondo in cui due generazioni di giovani non hanno lavoro, questo mondo non ha futuro....Lavoro vuol dire Dignità. Lavoro vuol dire Portare il Pane a Casa. Lavoro vuol dire Amore....Dove non c' è Lavoro, non c' è Dignità....Lottiamo tutti insieme perchè al centro ci siano il Lavoro, la Famiglia e le Persone...." queste le parole di speranza del Santo Padre in visita a Cagliari. I politici dovrebbero far testoro di queste parole ed attivarsi per dare nuovamente Dignità alle Persone, alle Famiglie, al Paese.
Il politico che non si preoccupa del suo popolo non è un buon politico.
Le solite facce che da 20 anni continuano a parlare di "grandi" e "gravosi" problemi, sulle spalle e sulle tasche dei cittadini: vogliamo ancora che siano loro i nostri politici?
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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