lunedì 2 settembre 2013

"SARDI: PADRONI A CASA NOSTRA?"

“Non possiamo accettare situazioni d’illegalità. In città sono tante le condizioni di famiglie che vivono in difficoltà e prive di un’abitazione di proprietà. Ma un accampamento abusivo in uno spazio pubblico non lo possiamo davvero contemplare”.
Con queste parole l’Assessore Comunale ai Servizi Sociali del Comune di Nuoro, Mario Angioi, ha preannunciato l’ordinanza di sgombero che costringerà Alessandro Fadda, 58 anni nuorese e la sua compagna rumena, a cercare un nuovo alloggio.
Una vicenda triste: Alessandro, originario di Nuoro, dopo aver lavorato in giro per la Sardegna (recentemente in qualità di dipendente di una cooperativa agricola di Sassari, che però è fallita, lasciandolo sul lastrico), ha deciso di ritornare nella sua città di origine, memore della bontà e del senso di giustizia dei suoi concittadini.
Ha così ripiegato su un alloggio poco ortodosso (una tenda), certamente abusivo, ma in una posizione molto isolata, in modo da non arrecare alcun fastidio agli abitanti delle vie circostanti.
Ma evidentemente non aveva fatto i conti con l’amministrazione comunale.
Ci si domanda come mai non vi sia altrettanta solerzia e precisione nel pulire i marciapiedi della città dagli escrementi dei cani, spesso randagi e quindi pericolosi,o come mai le strade siano perennemente dissestate.
Ma soprattutto, ci si chiede perché il Comune di Nuoro, governato da tempo immemore da giunte di centrosinistra, non si sia mai attivato qualora le situazioni di degrado, vero e proprio, riguardassero persone straniere.
Pochi anni fa, nel 2005, l’allora Assessore ai Servizi Sociali, rammaricato di non poter “dare una casa” a una ventina di Rom, si premurava di attrezzare e rendere vivibile il campo nomadi, ricordando che all’uopo vi erano "appositi finanziamenti regionali": lo scuolabus dei Servizi Sociali attraversava comunque tutta la città, arrivando fino al campo di Pratosardo, per prelevare i piccoli Rom e raggiungere le elementari di Monte Gurtei.
Tutto gratis.
Un gruppo di venti stranieri viene tutelato, ma se c’è di mezzo un sardo la cosa non sta in piedi: strano, no?
D’altro canto, il trend è questo oramai da anni: i forestieri, indipendentemente  dal loro “status” economico, in Sardegna possono fare tutto ciò che vogliono, forti dell’acquiescenza e della connivenza di politici servili ed incapaci.
Gli esempi sono innumerevoli,  dalla Costa Smeralda svenduta prima agli arabi, poi ai milanesi, poi di nuovo agli arabi (è di questi giorni la polemica per il grangalà organizzato da Cappellacci), alla ridicola proposta, avanzata qualche anno fa dall’ex Sindaco di Urzulei, di ripopolare i paesi spopolati coi profughi provenienti dal Nordafrica.
Suggeriamo ad Alessandro di fare in modo che sia la sua compagna e non lui a fare richiesta di una casa popolare, di un lavoro o perlomeno di una proroga: paradossalmente, potrebbe ricevere maggiore tutela, in quanto rumena.
Benvenuti in Sardegna, anno 2013: una terra che rifiuta e ripudia i propri figli, ma riserva tappeti rossi agli stranieri.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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