sabato 29 giugno 2013

"TUTTO ORCHESTRATO?"


In questi giorni sonnacchiosi di fine giugno, saltano agli occhi diversi avvenimenti in varie parti del mondo, che ad un occhio poco avvezzo a questioni strategiche e geopolitiche possono sembrare staccati e scollegati, mentre in realtà hanno un loro significato geopolitico ben preciso.
Tre paesi: uno Europeo, uno Asiatico (con funzione di cerniera fra Europa ed Asia) e l’altro situato all’altro capo dell’Oceano.
Tutti e tre questi paesi hanno grossa importanza strategica ed in particolare due di questi svolgono
un ruolo particolarmente importante nella scena politica mondiale.
Questi paesi sono: Bulgaria, Turchia e Brasile.
Non possiamo  valutare come univoci o unisoni i segnali che arrivano da questi paesi.
Nei due paesi più grandi (Brasile e Turchia) è in atto un tentativo da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati di far cadere i governi legittimamente eletti della signora Roussef e di Erdogan, colpevoli per ragioni differenti di opporsi ai piani del “Nuovo Ordine Mondiale”.
Il caso più complesso è senz’altro quello Turco: la Turchia ha sì aderito ad organizzazioni sovranazionali, collaborando attivamente con la N.A.T.O, ma continua a difendere il suo alleato Siriano.
Inoltre, le linee tradizionali della geopolitica Turca mirano ad estendere l’influenza strategica di questa nazione su aree di importanza in chiave in centro Asia.
Se si studia la geopolitica, si scopre  che è proprio in questa zona denominata “Heartland” che le potenze maggiori hanno i loro interessi primari, per via delle ingenti risorse naturali ed a causa della loro posizione strategica.
L’obbiettivo del N.W.O  (“New World Order”) è molto chiaro: distruggere le linee  guida della strategia nazionale Turca per asservirle agli interessi globali.
Per il  N.W.O, che controlla le organizzazioni sovranazionali, è di fondamentale importanza che le nazioni che abbiano una loro geopolitica e strategia indipendente si muovano contro le loro spinte geopolitiche tradizionali naturali.
Per questa ragione il porre la Turchia all’interno dell’Unione Europea significa andare contro le tendenze naturali della Turchia stessa, ossia porla in Europa, continente che per storia,tradizioni e cultura è totalmente estraneo alla cultura ed alla storia Turca.
Naturale dunque che i media di sistema collaborino nel presentare Erdogan come un dittatore sanguinario  e despota.
In Brasile, il N.W.O. ha adottato una carta diversa rispetto a quella utilizzata per destabilizzare il Venezuela, cioè ha amplificato attraverso i media la protesta popolare nel periodo di questa “Coppa delle Confederazioni” e  Blatter ci ha messo volutamente del suo (la “FIFA” è un organismo sovranazionale non dimentichiamolo!)  dichiarando che: “il calcio è più importante dell’insoddisfazione delle persone”.
Strane cose stanno accadendo in Sud America: la strana morte di Chavez e gli strani cancri delle presidentesse di Argentina e Brasile.
La rivolta di piazza Taxim in Turchia e le rivolte in Brasile sono state ampiamente mediatizzate.
In Bulgaria questo è avvenuto molto meno, non si è dato volutamente risalto agli eventi Bulgari, perché la protesta Bulgara è mirata a sovvertire l’orientamento geopolitico del paese attualmente orientato in senso pro “N.A.T.O” e pro “U.E.” ed i media sono concentrati di più su quello che avviene in Brasile o Turchia.
Le scusanti che il “sistema” ha da trovare sono molte: la Bulgaria è un paese più piccolo rispetto a Turchia e Brasile, quindi alla massa importerà poco cosa succede in questo paese dei Balcani.
Pensateci.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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domenica 23 giugno 2013

"IN SUPPORTO ALLA CHIESA CRISTIANA TRADIZIONALE, IN DIFESA DI CHI HA DATO FIATO ALLA VERITA'"


Alla luce di quanto accaduto a Don Alessandro, parroco di Lotzorai, di cui abbiamo scritto nell'articolo del mese di maggio, un mercoledì mattina seguente al periodo di fuoco, una delegazione di Forzanovisti ogliastrini si reca di buon mattino nella chiesetta nel centro di Lotzorai, per assistere alla celebrazione dell'antica messa tridentina in latino, «forma extraordinaria del rito romano».
All'interno della piccola chiesa atmosfera d'altri tempi, Don Alessandro predica tutta l'omelia in latino verso l'altare rivolto a Dio, dando le spalle ai fedeli come da rito antico, preghiere accompagnate da un piano e cantate da un piccolo coro di parrocchiali.
Dopo la messa Don Alessandro, su nostra richiesta ci riceve in sacrestia, incuriosito e contento della nostra partecipazione.
Ci presentiamo come uomini di fede e come militanti Forzanovisti e lui, senza turbamenti, inizia a chiederci della nostra nostra vita e del nostro Movimento,con tranquillità e pacatezza accenna del periodo difficile che sta attraversando a causa dell'accanimento mediatico nei suoi confronti; è provato ma apparentemente sereno e sorridente, questo non può che farci piacere, a nome del nostro Movimento gli porgiamo tutta la nostra incondizionata solidarietà e gli consegnamo anche una lettera da parte del Segretario regionale, accolta con sentito ringraziamento.
Per ringraziarci ci invita a seguirlo al bar per un caffè, seduti al tavolino troviamo e conosciamo un gruppo di sorridenti uomini attempati, presenti anch'essi alla messa, tutti fedelissimi seguaci e difensori di Don Alessandro, sdegnati e ipercritici su tutta la bolla mediatica creata.
Si chiacchera e si discute sulla vicenda, della storia della Chiesa antica e moderna, veniamo a conoscenza che hanno creato un gruppo di difesa per don Alessandro promosso e rappresentato da un fedele professore medico in pensione, afferratissimo sulla storia della Chiesa e indomito seguace della libertà di espressione e di culto cristiano.
Si discute di tutta la situazione sociale attuale,  della crisi economica, di fede e di altri valori; ma il razzismo e la discriminazione, che hanno reso Lotzorai "celebre" tramite i "social network"? Neanche la più lontana ombra sfiora i presenti e tali argomenti non sono certo di casa in questa comunità: si ha la pacifica consapevolezza che l'argomento del colore della pelle sia stato motivo solo di accanimento mediatico, senza controllo e fuori misura, visto quanto successo.
La nostra appartenenza politica è accolta con tranquillità e assoluta democraticità dai presenti, sono tutti più che contenti della nostra presenza, del nostro supporto, ci invitano e ci fanno partecipi delle azioni intraprese contro la stampa e la silente Curia ogliastrina, che non ha ancora mosso una parola in difesa del povero pastore anzi, pare che un'interpellanza sull'avvenuto sia stata inoltrata direttamente alla Santa sede di Roma: Don Alessandro tranquillo e sereno sorride e afferma che "se così fosse aspetterò i provvedimenti del caso, senza paura, con animo spirito e coscienza pulita".
Si chiude l'incontro con una calorosa stretta di mano a tutti i presenti, un'abbraccio a Don Alessandro augurandogli di tener duramente testa al potere deviato e occulto della stampa e dei media, di non demordere nella sua via e nel messaggio pastorale tradizionale: il Popolo Italiano ha oggi più che mai bisogno di preti tradizionalisti come lui!
Lui ci ringrazia sentitamente per tutto e ci lascia con un'unica raccomandazione: "non rivediamoci fra tanto, siate più presenti e ritornate con altri giovani fedeli", lasciando intendere che oggi questa Chiesa così "modernizzata" ha bisogno più che mai di giovani cristiani tradizionalisti.
Lasciamo Lotzorai con l'animo sereno e soddisfatto, la nostra fede e appartenenza è ancora più forte e viva che mai, siamo certi e possiamo testimoniare che Don Alessandro non è nè fascista nè razzista nè xenofobo, Don Alessandro è un semplice uomo di Dio, Don Alessandro la pensa semplicemente come noi, come tanti Sardi, come tantissimi Italiani.  

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Ogliastra.

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domenica 16 giugno 2013

"LA SARDEGNA NON E' UNA PRIGIONE"

È di questi giorni la notizia che il nuovo carcere di Sassari - Bancali - avrà tra i suoi primi ospiti il boss mafioso Totò Riina, sottoposto al regime del carcere duro previsto dall’art. 41bis dell’ordinamento penitenziario.
La notizia, pur smentita dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) non per infondatezza ma per far calmare le proteste dei cittadini e delle istituzioni regionali, fa tornare alla mente anni durante i quali angoli di paradiso, come l’isola dell’Asinara, erano sottratti alle popolazioni locali in nome di supreme esigenze come la detenzione di boss mafiosi, terroristi e sequestratori che lo Stato cercava di tenere sotto controllo isolandoli il più possibile dai contesti sociali economici nei quali avevano commesso i loro crimini.
Costretto a chiudere l'Asinara dopo decenni di proteste, lo Stato non ha mai smesso di vedere nella Sardegna una regione alla quale destinare, invece di piani di sviluppo economico e sociale degni di questo nome, super criminali come Totò Riina o Bernardo Provenzano.
Questa decisione dissennata presa da qualche burocrate del Ministero della Giustizia, oltre a far tornare le lancette dell’orologio a tempi che si vorrebbero dimenticare, esporrebbero l’Isola e per primo il nord Sardegna a rischi enormi sul piano sociale, economico e, con l’imminente avvio della stagione turistica, dell’immagine.
Insomma, sarebbe un errore tecnico e politico inaudito, dal momento che, invece di distribuire boss e fiancheggiatori nelle carceri di tutta Italia per tenerli il più lontano possibile tra loro, si finirebbe per accorparli addirittura in due o tre carceri.
L’accorpamento di tanti mafiosi potrebbe incidere fortemente in un tessuto sociale che finora ha sempre respinto tutti i tentativi di infiltrazione, ma che adesso è particolarmente provato dalla crisi economica e quindi con le difese molto più carenti che in passato; c’è il rischio, infatti, di estorsioni e riciclaggio di denaro sporco sfruttando l’appalto miliardario per la Sassari-Olbia, quello per le bonifiche a Porto Torres (spesa prevista 500 milioni) e gli affari intorno all’eolico e alla chimica verde.
Per Forza Nuova, l’unico modo per impedire che la Sardegna sia trattata ancora una volta come una colonia è quello di effettuare una costante mobilitazione del popolo sardo e delle istituzioni locali sane, tale da riaffermare davanti allo Stato centrale la volontà di essere rispettati e finalmente trattati su un piano di parità con il “continente”, invece di subire tutto quello che ci viene imposto dall’alto.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 
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mercoledì 12 giugno 2013

"M5S: TANTO FUMO, NIENTE ARROSTO E TANTO IMBROGLIO"


Forza Nuova, a causa della sua visione non conformista del mondo e della storia, viene ingiustamente oscurata dal sistema.
Vi faccio notare una cosa: paragonate le ore che i media concedono al movimento “Grillino” ed i minuti modestissimi e spesso ad orari impossibili che i mezzi di comunicazione concedono a Forza Nuova, in palese contrasto con le norme così dette “democratiche”.
Notate poi la natura dei discorsi di Grillo e la natura prettamente verticistica e dittatoriale del suo movimento: sono ovviamente lontano dal dire che tutti gli appartenenti al movimento di Grillo sono dei fessi, non si può generalizzare facendo di tutta l’erba un fascio (pochi giorni fa ho sentito l’Intervento dell’On. Sibilla e l’ho francamente condiviso), ma il vertice del movimento “Grillino” controlla tutto e Grillo utilizza tutti i mezzi possibili di condizionamento mediatico delle persone, la sua capacità trascinatrice, il suo vuoto turpiloquio, la sua volgarità populista (notate quante volte dice“cazzo” Grillo solitamente), sembrano proprio  mezzi tipici di condizionamento mentale, che si adottano nelle sette come “Scientology” oppure in movimenti principalmente di matrice statunitense pseudo politco-religiosi di stampo evangelico-protestante. Tanto fumo, niente  arrosto e molto imbroglio.
Il movimento “Grillino” è un movimento di protesta, senza alcun piano programmatico effettivo per il paese, ma con piani assolutamente chiari per chi è al vertice.
Avete notato l’ostinazione di Grillo nel rifiutarsi di formare un governo dopo le elezioni?
Molti dicevano che Grillo aveva timore a prendersi delle responsabilità e se invece questo atteggiamento non sia piuttosto parte di qualche piano più elaborato, con l’aiuto di forze esterne? Atto a spartirsi il potere con i partiti maggiori o a prendere da soli il potere? Tutto può succedere:  il sistema non fa mai nulla per caso.
Una cosa è certa: le elezioni di Febbraio 2013 sono state una gran buffonata e Grillo nella veste apparente di comico buffone è solamente forse  uno dei protagonisti di un cast molto più grande.

A cura di A. Cerina Dini
  
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domenica 9 giugno 2013

"ROM A CAGLIARI: UN CASO DI ORDINARIA DISINFORMAZIONE ED IPOCRISIA"


“Lotta Studentesca” è una libera associazione di studenti, che agisce come movimento di protesta e di proposta da diversi anni nelle scuole d'Italia; i suoi temi principali sono la lotta alla cultura della droga, il contrasto al “caro-libri” ed alle speculazioni editoriali, la denuncia dello stato di degrado delle strutture scolastiche e la mancanza di finanziamenti adeguati per garantire il diritto allo studio.
A Cagliari, “Lotta Studentesca” nel corso degli anni ha portato avanti varie iniziative ed organizzato manifestazioni, come il “mercatino del libro usato”, la protesta contro la “riforma Gelmini” e le campagne in difesa del crocefisso nelle scuole, in ricordo del genocidio delle “Foibe” e la salvaguardia delle tradizioni cristiane del Natale.
Forza Nuova, in quanto partito e movimento politico, si distingue da “Lotta Studentesca”, ma condivide le sue battaglie per gli studenti, perché solo attraverso un programma di “Educazione Nazionale” dei giovani l'Italia potrà avere un futuro degno della sua storia.
L'ultima iniziativa di “Lotta Studentesca” a Cagliari contro il mancato pagamento dei rimborsi scolastici dal 2011 ha suscitato da una parte grande consenso tra i cittadini comuni, studenti e famiglie, dall'altra ha scatenato polemiche faziose ed ipocrite.
Attraverso una campagna stampa calunniosa, i soliti politici in cerca di vetrina ed associazioni varie hanno scatenato una serie di accuse infondate contro Forza Nuova ed il suo Segretario Nazionale, on Roberto Fiore, che ha già dato mandato ai propri legali di tutelare il buon nome del Movimento e dei suoi esponenti contro ogni forma di diffamazione.
L'iniziativa di “Lotta Studentesca” in maniera simbolica e provocatoria voleva porre al centro dell'attenzione un problema cui l'amministrazione comunale non ha dato ancora risposta; su tanti temi la giunta Zedda è già stata e viene contestata da parte di associazioni, comitati civici, sindacati, organizzazioni di categoria e gruppi di cittadini: dallo stadio ai baretti del Poetto, dal teatro Lirico alle piste ciclabili, dal lavoro ai servizi sociali.
Proteste ben più pesanti di quella messa in atto da “Lotta Studentesca”, eppure nessuna “macchina del fango” è stata montata ad arte come contro Forza Nuova.
“La colpa” è stata quella di aver posto sotto gli occhi dei cittadini una contraddizione: da una parte il Comune si fa promotore del progetto di “Inclusione Sociale” a favore dei Rom, trovando 20.000 euro per finanziare la licenza media agli adulti della stessa comunità; dall'altra non riesce ancora a trovare i fondi per i rimborsi scolastici degli studenti cagliaritani.
Su questi rimborsi, studenti e famiglie aventi diritto fanno affidamento ogni anno per fronteggiare le spese di abbonamenti dei mezzi pubblici, di libri e del materiale scolastico, ancora più nel periodo di crisi economica che si sta vivendo.
Forza Nuova condivide l'iniziativa di “Lotta Studentesca” e condanna le strumentalizzazioni dell'iniziativa stessa: mai parlato di discriminare e negare il diritto allo studio ai bambini Rom, anzi il Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, in tempi non sospetti si schierò pubblicamente in difesa della condizione delle donne e dei diritti dei bambini segregati in alcune comunità Rom, come in occasione dell'inchiesta “Fiori di fango” (http://www.poliziadistato.it/articolo/575/) in cui furono coinvolti politici, imprenditori e sacerdoti per abusi su 200 bambini Rom, con la complicità di appartenenti alla stessa comunità.
Riprendendo il comunicato ufficiale di “Lotta Studentesca”: “Al posto di offese gratuite, accuse deliranti e farneticazioni, i consiglieri comunali di maggioranza intervenuti sulla vicenda avrebbero dovuto rispondere a Lotta Studentesca in un solo modo: trovare subito le risorse per garantire i rimborsi delle spese scolastiche.”

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.
  
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