domenica 19 maggio 2013

"C'ERA PROPRIO BISOGNO DI UN MINISTRO DI COLORE? CON TUTTO IL RISPETTO PER LA SIGNORA"


"C'era proprio bisogno di un ministro di colore? Con tutto il rispetto per la signora", un pensiero esternato sulla pagina personale di un social neetwork, Facebook, pochi giorni dopo quel 28 aprile in cui l'Italia annovera per la prima volta un ministro nero, anzi nera poiche trattasi di una dottoressa di origine congolese, nominata Ministro per l'Integrazione.
Apriti cielo: i mass media burattini insieme ai più facinorosi buonisti e perbenisti, quasi a rappresentanza delle lobbies politico-massoniche di cui, sottobanco, pullula questo nuovo governo made in Bilderbrg, accendono una gogna mediatica senza precedenti; contro il solito razzista di turno ci si chiederebbe? Niente affatto.
Don Alessandro Loi, 65 anni portati benissimo, parroco di Lotzorai, un paese ogliastrino che conta poco meno di 2000 anime, ha avuto modo di affermare pubblicamente e semplicemente quanto milioni di italiani indignati continua a ripetere dal 28 aprile scorso: quale fosse il senso e l’inderogabile opportunità e necessità della nomina di una ministra straniera.
Invece si grida allo scandalo, prete xenofobo e razzista, attacchi su tutti i fronti, articoli e articoli sui quotidiani nazionali e regionali, la politica regionale sarda, sinistra e pervesa, si accanisce pesantemente, la tv belga dedica ben nove minuti alla causa, si sente e si legge di tutto e di più, e così la gogna è servita al prete di stampo fascista.
Per noi la liberta' di pensiero va al di là della loro interpretazione del corretto, quel pensiero era ed è anche il nostro pensiero, quello di milioni di italiani che vivono un lungo periodo stretti dall'angoscia di questa crisi economica e sociale creata ad arte da anni di inettitudine e indecenza politica dei vari governi alternatisi ad oggi fino ad arrivare agli ultimi scandalosi epiloghi: governo Monti, Napolitano bis,governo degli inciuci.
Nel giro di due giorni la pagina personale su FB di Don Alessandro viene inevitabilmente segnalata da centinaia di "indignados" e chiusa sistematicamente, oscurata, per la gioia di tutti gli angelici e casti tastieristi di destra e di sinistra che inneggiano a questa irrefrenabile e forzata "necessità di integrazione multirazziale" (progetto decretato fallimentare ultimamente da quasi tutti i paesi guida europei, Francia e Inghilterra per ultimi), per la gioia di tutti. Tranne la nostra.
Si fa presto a parlare di "integrazione" ma ancora si tarda a capire che dietro tale parola si cela la volontà di chi vuole il "Nuovo Ordine Mondiale" dei Poteri Forti ed occulti, in cui tutto deve essere censurato nella logica del caos e della disinformazione di massa.
L'"integrazione", quella "multiculturale", si può certamente promuovere ma nel rispetto delle identità culturali e religiose , non certo creando un "razzismo inverso" in cui se un "bianco" uccide un "nero" è senza ombra di dubbio un razzista, mentre se un "nero" (oltretutto irregolare, con precedenti e  recidivo) uccide a colpi di piccone tre "bianchi" è sicuramente afflitto da problemi mentali.
Quello portato avanti dai nostrani politicanti è invece un progetto di (dis)integrazione dei popoli sul suolo nazionale e Don Alessandro viene visto un pericolo perchè afferma anche che "mischiare le razze è pericoloso" e "non siamo tutti uguali ma simili": è una follia, ma siamo sempre milioni di folli italiani a pensare queste cose.
A ragion del vero, infatti, due tre giorni più tardi dalla sua affermazione, la pagina FB di Don Alessandro viene riaperta, e sono innumerevoli gli attestati di stima e di bentornato postati dagli utenti suoi fedeli, ma la cosa da ancora più fastidio e la faida continua implacabile: il giorno seguente la pagina è rioscurata, cancellata definitivamente dal sistema da ignoti su segnalazione (si legge nel web e lo abbiamo verificato anche noi) da atei, utenti e gruppi comunisti, utenti e gruppi omosessuali etc.
Molti di questi ipocriti, falsi perbenisti e buonisti, si legge che siano indignati perché questo parroco manifesterebbe “una stridente contraddizione con il  messaggio evangelico”: così che, ormai, per conoscere il vero messaggio evangelico, non bisogna più rivolgersi al parroco e alla chiesa, ma ai più acerrimi nemici della dottrina cristiana.
Noi forzanovisti, intolleranti verso questi atti di gogna mediatica, da sempre in linea con i nostri valori guida "Dio Patria e Famiglia", riconosciamo in Don Alessandro un buon e umile pastore d'un tempo a cui dei banditi vogliono togliere il fischio e bastone per ben condurre il proprio gregge, sentiamo la necessità come uomini di fede e di guerra di fare sentire tutto il nostro supporto morale  in difesa del diritto del suo e nostro pensiero:

"Caro Don Alessandro, le esprimiamo tutta la nostra totale incondizionata solidarietà e vicinanza, da cittadini e da cristiani, per la campagna di odio montata ad arte dai  media e dalla politica contro la sua libera espressione di pensiero. Condividiamo la sua opinione, così come la condividono tantissimi italiani che amano sinceramente il proprio paese. La incoraggiamo a proseguire nel suo impegno per la verità e la libertà!."


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Ogliastra.
 
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