mercoledì 13 marzo 2013

"FORZA NUOVA: OPERAZIONE SALVEZZA NAZIONALE"


Il 9 Marzo 2013 a Milano, nella sede di Forza Nuova di piazza Aspromonte, si sono riunite la Direzione Nazionale e l’Ufficio Politico del movimento. 
Oltre ad una breve disamina del risultato elettorale, i due organi decisionali hanno messo a punto la strategia e la linea politica per i prossimi mesi. Preso atto della situazione politica e sociale in cui versa l'Italia, caratterizzata da grave crisi ed instabilità, ed individuando in questo fattore il problema più urgente, sono state studiate una serie di iniziative che mirano a garantire sicurezza, sussistenza e pace sociale ai cittadini. 
Verranno costituite delle associazioni che, aperte a tutti coloro (movimenti politici, blog, associazioni, società civile) che vorranno rendersi attivi, lavoreranno per fornire supporto alla popolazione in diversi ambiti. 
A partire dallo studio del territorio e delle esigenze di ogni singola Provincia, il progetto di ricostruzione sociale e nazionale sarà articolato nei seguenti ambiti: 
1) LEGA DELLA TERRA: Già costituita ed operante, l’associazione, in accordo e collaborazione con i Comuni e le realtà locali, si adopererà per: 
- attivare la normativa che prevede l’assegnazione dei terreni incolti o abbandonati, permettendo di aumentare l’occupazione fra i giovani italiani e l’aumento della produzione agricola, ottenendo oltretutto benefici anche dal punto di vista ambientale con la diminuzione del rischio di dissesto idrogeologico;
- l’organizzazione della vendita di prodotti agricoli locali a “km zero” in collaborazione con agricoltori e piccole aziende agricole, eliminando la filiera tra il produttore e il consumatore e garantendo da una parte la sussistenza delle piccole imprese e dall'altra la qualità del prodotto al consumatore. A tale scopo verranno organizzati dagli aderenti, mercati locali dove scambiare i prodotti, anche attraverso l’utilizzo di moneta alternativa e forme di baratto più elaborate;
- creazione di una catena di solidarietà attraverso l’organizzazione di mense e la consegna e la distribuzione agli anziani e alle famiglie in difficoltà di generi alimentari di prima necessità a prezzo di costo. (La Onlus, in questo caso, terrà i rapporti con i supermercati, acquistando prodotti di magazzino e distribuendoli. La Onlus potrà rivolgersi alle aziende per gli aiuti, permettendo a questi contemporaneamente di svuotare i magazzini e farsi pubblicità.) 
2) MONETA POPOLARE: Attivare un circuito di scambio, attraverso la creazione di una rete di esercizi commerciali che garantiscano la spendibilità, di una moneta popolare complementare all’Euro. Essa aumenterà naturalmente il potere di acquisto dei cittadini e garantirà la sussistenza. Possono essere contemplate, nella costruzione di questi network locali, anche altre forme di spendibilità come il baratto, anche in forme elaborate come la cosiddetta “Banca del Tempo”, che consente di scambiare beni materiali con servizi;
3) COLONIE: L’associazione, già costituita, si occuperà di organizzare colonie estive per bambini, al fine di agevolare le numerose famiglie in difficoltà che oggi non possono permettersi una vacanza per i figli. I bambini potranno villeggiare in un ambiente sano e protetto e stare a contatto con la natura. L’ associazione crea una rete di strutture e di volontari per accogliere bambini nei mesi estivi su tutto il territorio nazionale;
4) CASA/ SICUREZZA/ ASSISTENZA SOCIALE: La tutela del diritto all'abitazione familiare verrà perseguita concretamente attraverso: 
- l'acquisizione di spazi abitativi pubblici, non utilizzati o abbandonati, per sopperire all'emergenza abitativa; 
- la battaglia per l’ottenimento di una moratoria per gli sfratti e i pignoramenti di almeno due anni, e il sostegno alle famiglie vittime di questo tipo di provvedimenti nello scenario di crisi attuale. Inoltre verrà creata nelle sedi del movimento o di altri associazioni una rete di assistenza legale, fiscale e medica, gestita da professionisti che si metteranno a disposizione dei cittadini. La creazione di una rete di assistenza e di tutela per i ragazzi, le giovani donne e gli anziani, contro i rischi della criminalità che stanno aumentando vertiginosamente nelle nostre città. 
La collaborazione e la partecipazione alle suddette iniziative sarà aperta a tutta l'area nazional-popolare e a tutte quelle realtà antagoniste e anti-sistema aldilà dalla connotazione politica, ma anche, e soprattutto, a privati cittadini, commercianti, produttori e professionisti che vorranno entrare a far parte del circuito di Salvezza Nazionale. 
La segreteria nazionale ed i coordinatori regionali di Forza Nuova saranno i punti di riferimento delle attività nelle varie regioni italiane. Il loro ruolo non espleterà una funzione di caratterizzazione politica ma di semplice controllo operativo sia dell' organizzazione che del corretto svolgimento e avanzamento delle attività. Siamo certi della necessità dell'attuazione del progetto qui definito, perché potrà garantire una ripresa politica, sociale ed economica. In Argentina, infatti, fu proprio grazie a questo tipo di azione da parte del Partito Peronista che si riuscì a superare la tragica crisi del 2001.

Ufficio Stampa di Forza Nuova


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mercoledì 6 marzo 2013

"FORZA NUOVA: CHAVEZ, LA FINE DI UN CICLO"


Chavez ha rappresentato il paradigma dell’intima contraddizione dell’America Latina. Un continente che sembra essere uno specchio del nostro vecchio continente ma che riflette immagini a volte deformate; dove una notevolissima effervescenza politica - pari solo a quella dell’Europa - capace di trascinare nelle strade sudamericane milioni di persone per manifestare, spesso con veemenza, consensi o dissensi, assume forme politico-ideologiche irripetibili e diverse da quelle che noi conosciamo.
Una costante della politica latinoamericana è il “caudillismo”, ossia la ricorrenza e la costante accettazione d’un uomo forte - coll’inevitabile corollario d’uno spropositato culto della personalità - che legittima la tendenza ad un accentramento del potere, che spesso si tramuta in un sistema di corruzione istituzionalizzata, ma che le masse tollerano o fanno finta di non vedere - esattamente come l’uomo innamorato rimuove i sospetti nei confronti dell’amata che lo tradisce - finché il gioco dura e le variegate congiunture interne ed internazionali lo permettono.
Il “caudillo” non incarna un’idea politica precisa, si fa egli stesso “idea” e “sistema”; il regime del così detto “bolivarismo” socialista venezuelano viene detto “chavismo”; l’attuale potere vigente in Argentina, comunemente inquadrato ma non senza ragionevoli perplessità nel peronismo, inaugurato da Nestor Kirchner e proseguito dalla moglie Cristina sono chiamati “kirchnerismo” e, come sua variabile, “cristinismo”, tanta è l’importanza che la personalità del leader, nel bene o nel male, imprime nella vita politica.
Chavez non è dunque sfuggito a questa logica; è ultravenerato ed ultraodiato; la sua scomparsa farà piangere molti e a tanti darà sollievo; a lui va ascritto il merito di aver sfidato i poteri forti internazionali, di aver operato importanti nazionalizzazioni in settori strategici, di aver creato un fronte di solidarietà con Iran e Palestina contro la prepotenza e l’impunità israeliana; ma dodici anni di ininterrotto potere e di controllo d’una fonte energetica che assicura al Venezuela il primato mondiale delle attuali riserve, pari a quasi 300miliardi di barili, circa il 18% del totale mondiale, e l’aumento costante del prezzo del petrolio non sono bastati a realizzare una svolta nella vita sociale del paese, dove violenza e corruzione imperversano; gli aumenti salariali disposti dal governo sono continuamente erosi dall’inflazione più alta del mondo (30%); l’utopia d’un socialismo sudamericano è la causa di pesanti aiuti finanziari a Cuba, all’Ecuador, alla Bolivia, al Nicaragua, risorse sottratte al Venezuela, ancora carente di strutture; senza contare l’umiliazione della classe media e l’intervento, nella maggior parte dei casi dettato da inclinazioni demagogiche, dello Stato nelle imprese private, espropriate perché ritenute di pubblico interesse ma senza che la mano pubblica si dimostri poi in grado di saperle condurre.
La scomparsa di Chavez, proprio per la sua innegabile popolarità e la sua capacità di dialogare colle fasce più diseredate della popolazione e per il culto quasi infantile che gli era tributato, segna la fine di un ciclo; chi gli succederà, se non farà marcia indietro rispetto alle molte insensatezze del chavismo, non potrà reggere l’urto delle pur variegate opposizioni che, anche se evidentemente appoggiate dall’estero, godono d’un consenso pari a quasi la metà dei venezuelani; l’altra metà, quella ora maggioritaria, invece non si batterà collo stesso fervore di prima perché non ci sarà più il suo Caudillo a guidarli.

Gianni Correggiari - Vice Segretario Nazionale di Forza Nuova

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