sabato 28 aprile 2012

"LE PEN - LA FRANCE"

Alla fine della seconda guerra mondiale due fatti hanno senza dubbio determinato le sorti dell'Italia e l'attuale crisi: l'occupazione americana e l'introduzione delle Amlire.
Sul piano politico, dallo sbarco degli americani in poi, la politica interna italiana è stata sempre innegabilmente dipendente dagli interessi politici delle potenze anglosassoni e delle grandi lobby finanziarie. 
L'introduzione nel sistema monetario americano in Italia denominato Amlire, d'altro canto, rappresenta la prima fase sperimentale di signoraggio poi ripresa in forma macroeconomica negli anni 70. 
Il risultato è la perdita totale della sovranità monetaria da parte dello Stato Italiano e lo scoppio della grave crisi economica di questi anni.
Il successo del Front National alle elezioni presidenziali francesi si inquadra esattamente in un contesto di reazione a queste due grandi problematiche, comuni ormai a tutti gli Stati europei: la perdita della sovranità nazionale e la perdita della sovranità monetaria. 
Il punto cardine del programma politico che ha permesso a Marine Le Pen di raccogliere quasi il 20% dei consensi dei francesi è proprio la forte lotta contro l' "ipoteca" finanziaria a cui la Francia è sottoposta e il recupero della sovranità nazionale francese, attraverso un piano di sicurezza, di interventismo sociale e di lotta all'immigrazione.
Oltralpe reagiscono a quei potentati, anche se i francesi, grazie al gollismo, non hanno subito l'umiliazione delle basi straniere sul suolo nazionale.
D'altro canto in Italia non possiamo certo sperare in Beppe Grillo come portavoce di un istanza radicale. Il comico genovese infatti, dimentico del Prof. Giacinto Auriti del quale recepì le rivoluzionarie intuizioni, può tuonare contro la corruzione o a favore di una maggiore estensione di internet, ma non ha né valori né veri programmi alternativi al sistema. 
Questo perché innanzitutto Grillo non ha un substrato culturale e dottrinario su cui basare e fondare la sua lotta, ma soprattutto perché non dispone di un'organizzazione politica e di quadri dirigenti pronti al sacrificio e alla lotta.
Forza Nuova invece, che le cose che dice Grillo le afferma dagli anni della propria fondazione, ritiene che la soluzione sia non solo nella diffusione generica di tesi ma nella realizzazione concreta di una nuovo ordine di cose già da oggi sul nostro territorio.
Il sistema politico economico italiano ed europeo infatti non avrebbe problemi a mantenere il controllo della situazione anche in caso di grosso successo elettorale di un'area "grillina", perchè si tratterebbe di un fenomeno mediatico e non cambierebbe un bel nulla.
Noi pensiamo ad altro. 
Pensiamo che si debba intervenire alla radice. 
Stimolare una reattività sociale per dare luogo ad una riforma economica che parta dalle categorie, dal popolo, superando partiti e strutture, riformando il sistema di rappresentanza, recuperando esempi tradizionali e vincenti come quello svizzero e organizzando sistemi di circolazione monetaria popolare come già avviene qua e là in Europa. 
Forza Nuova è protagonista di un processo che già sta iniziando. 
Movimenti politici seri e credibili come il Bene Comune, di Fernando Rossi e Monia Benini, o Alternativa, il movimento di Giulietto Chiesa, stanno in questi mesi prendendo delle posizioni sempre più condivisibili: l'organizzazione a livello di piccole comunità di sistemi monetari alternativi, una seria riforma istituzionale in senso veramente antioligarchico e, in politica estera, il riconoscimento dell' importanza del contributo della nuova Russia nella costruzione di una nuova Europa forte, libera ed indipendente.Impariamo poi dalla storia. 
E' necessario riconoscere quali sono stati gli elementi che ci hanno portato ad un tale dissesto politico economico e come alcuni popoli ne sono usciti: in Argentina il giorno dopo il default la gente è scesa in piazza non solo a urlare la propria rabbia, ma a riorganizzare un sistema economico che attraverso mercati di prodotti agricoli e non  e l'emissione di buoni di emergenza, evitò prima migliaia di morti per fame e poi risollevò l'intera nazione argentina che oggi ricopre un posto di rilievo nello scenario internazionale; così come il governo Ungherese si è rifiutato di sottomettersi alle imposizioni del FMI, così come in Islanda sono stati arrestati tutti i banchieri e l'emissione del denaro è stata riconsegnata in mano allo Stato, così come in Irlanda il 50% della popolazione si è rifiutata di pagare la tassa sulla proprietà, cosi' anche il popolo italiano presto sceglierà il nuovo corso, spazzando via Monti e i partiti per riacquisire le proprie libertà.
Forza Nuova mette a disposizione la forza delle proprie comunità politiche, radicate su tutto il territorio italiano e formate da uomini e donne politicamente preparati e animati da un senso di devozione alla Patria, per portare avanti questo grande progetto di Ricostruzione nazionale. 
Mentre l' "umanitaria" Unione Europea inserisce nel Trattato di Lisbona in un nascosto comma la pena di morte per chi si renda responsabile di incitare sommosse popolari, gli Europei forti della loro storia, della loro Fede Cristiana e della loro tradizione, superano gli steccati dei classismi e degli individualismi consegnando al passato le divisioni della destra e della sinistra e alzare oggi la bandiera della vera libertà, lontana mille miglia dalle astratte libertà giacobine. 
Non è un caso che i nemici dell'Europa abbiano scelto i PIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) come primi obiettivi di una guerra di annientamento: sono i popoli che hanno costruito l'Europa e che hanno bagnato il suolo del vecchio continente con il sangue dei propri martiri e dei propri eroi.
Sono le Nazioni che hanno reagito sempre e con forza all'oscuramento della Civiltà e ai disegni dei tiranni di turno.
Sono i popoli che rimarranno nella storia per avere di nuovo alzato la bandiera della Civiltà contro le forze del caos.


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