giovedì 7 maggio 2015

“ELEZIONI QUARTU S.ELENA 2015: UN MOVIMENTO PER IL SOCIALE INSIEME”.

In vista delle prossime elezioni comunali di Quartu Sant’Elena, la Segreteria Regionale di Forza Nuova ha deciso di sostenere la lista “Destra Sociale - Forza Quartu”, perchè riunisce intorno ad un progetto e programma civico comune le diverse anime e sigle della destra sociale, identitaria e nazional-popolare .
Questi alcuni dei punti fondamentali su cui lavorare per una vita migliore dei cittadini a Quartu Sant’Elena:
- Sicurezza: lotta al commercio abusivo e agli episodi di reato perpetrati dagli immigrati, come le risse e le aggressioni avvenute nei parcheggi del centro commerciale “Le Vele”, con controlli capillari e soprattutto costanti da parte della Polizia Municipale;
- Sociale: supporto anche economico alle famiglie quartesi in difficoltà in questo periodo di crisi profonda;
- Lavoro: creazione di nuovi posti di lavoro attraverso lo sviluppo di cooperative che si occupino dei servizi principali della città come trasporti, verde pubblico, nettezza urbana;
- Sviluppo ecosostenibile della città: incremento della raccolta differenziata per abbattere i costi della della TARSU. Acquisto di mezzi elettrici per lo svolgimento dei servizi comunali. Creazione di una rete di trasporto pubblico elettrica.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.
 
Per informazioni:
Email: sardegna@forzanuova.org
Tel. 380.7181332
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Sardegna

lunedì 4 maggio 2015

“COMUNALI A NUORO, LO SCONTRO”.

 
Nuoro. Nell'imminenza delle elezioni Comunali, la città vive questo importante momento in un clima del tutto surreale.
Invero, a pensarci bene si tratta di un silenzio e riserbo tipicamente nuorese, forse acuito dal torpore primaverile che inizia a manifestarsi.
I candidati, stavolta, saranno sei: Alessandro Bianchi, sindaco uscente, dopo aver dichiarato di non essere disponibile a una ricandidatura, ha successivamente deciso, con un revirement che ha lasciato di stucco tutti, di guidare la maxi-lista di centrosinistra (un caravanserraglio che mette insieme PD, SEL, Rossomori, PSI, CD e Partito Dei Sardi); il principale avversario è certamente Basilio Brodu (alla guida di quattro liste civiche, tutte dell'area di centrodestra); gli altri nomi sono Tore Lai (Movimento 5 Stelle), Andrea Soddu, Pierluigi Saiu e Stefano Mannironi (questi ultimi tre tutti a capo di liste civiche).
La situazione è indubbiamente poco chiara: troppe le liste civiche (e forse troppe le liste in generale, ben ventidue), che rischiano di danneggiarsi a vicenda, frammentando il voto e avvantaggiando il già favorito Bianchi.
La città di Nuoro, storicamente adusa a sostenere Sindaci di centrosinistra, difficilmente opterà per un altro candidato.
Ma Bianchi non è stato un Primo Cittadino amatissimo, e questo lascia ben sperare tutti coloro che auspicano un cambio di rotta. Se l'attuale sindaco verrà riconfermato, non otterrà certo un plebiscito e questo è evidente.
Peraltro, lo stato di salute del PD nuorese non è dei migliori: la guerra di correnti ha fatto sì che il congresso cittadino fosse rinviato di oltre un mese rispetto ai termini prestabiliti, con tanto di strascichi e dichiarazioni velenose tra i vari esponenti del Partito. Lo stesso Soru non è riuscito a mettere pace tra i litiganti.
Insomma, forse stavolta, dopo tanti anni, la vittoria della Sinistra non è certa.
Forza Nuova, in ogni caso, non farà sconti al Sindaco che verrà eletto: niente pregiudiziali ideologiche, ma nemmeno l'acquiescente buonismo dei politicanti odierni.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
Per informazioni:
Email: fn-nuoro@email.it
Tel. 333.8281517   
Facebook: Forza Nuova Sardegna
 
 
 
Sito: www.forzanuovasardegna.info

martedì 28 aprile 2015

“ISIS: IL PERICOLO VIEN DAL MARE”.

E così anche la Sardegna e l’Italia hanno dimostrato di non essere realmente immuni dal rischio delle infiltrazioni del terrorismo islamico, rappresentato, dopo l’Al Qaeda di Osama bin Laden,dal ben più temibile ISIS, il califfato islamico che in breve tempo è passato dall’assolato deserto iracheno a quello libico, reso estremamente insicuro dall’improvvida cacciata di Gheddafi.
Nei giorni successivi alla strage parigina del settimanale satirico Charlie Ebdo il ministro degli Interni Angelino Alfano aveva tranquillizzato l’opinione pubblica affermando che polizia, magistratura e servizi segreti italiani erano perfettamente in grado di difendere lo Stato e i suoi cittadini dai pericoli rappresentati dalla follia dell’integralismo islamico. A queste rassicuranti parole avevano fatto seguito alcune decine di espulsioni di probabili fiancheggiatori dell’ISIS, tutti ovviamente già sotto sorveglianza da parte degli inquirenti ma incredibilmente e sciaguratamente tollerati fino al giorno prima.
Questa falsa sensazione di sicurezza è terminata qualche giorno fa, quando la Sardegna e l’Italia si sono svegliati con la notizia che ad Olbia la magistratura e le forze dell’ordine avevano compiuto numerosi arresti che avevano permesso di sgominare una pericolosa cellula islamista pronta a compiere diverse azioni terroristiche, compreso un attentato al Papa. Anche in questo caso i toni trionfalistici per lo scampato pericolo e la bravura delle forze dell’ordine sono stati seguiti dall’emergere di particolari sempre nuovi e sempre più inquietanti. È saltato fuori, infatti, che gli arrestati sono tra i responsabili di numerosi attentati in Pakistan e il loro capo era stato addirittura segnalato dagli americani poco dopo l’attentato dell’11 settembre 2001. Tra l’altro avevano anche lavorato in alcuni cantieri del mai realizzato G8 a La Maddalena.
Come è stato possibile che alcuni di quelli che fino al giorno prima erano per tutti degli irreprensibili e anonimi immigrati, un “valore aggiunto” per la “indispensabile” multiculturalità della città di Olbia e dell’intera Gallura, si siano rivelati alla fine una grave minaccia per tutti gli italiani?
La risposta è sempre la stessa e ormai la stragrande maggioranza dei cittadini, tranne i governi e i loro ministri degli Interni, l’hanno capita: l’immigrazione incontrollata.
È infatti dal febbraio di quest’anno che forze dell’ordine e servizi segreti stanno cercando di avvertire Governo e Parlamento del pericolo che si annida più o meno in ogni singolo barcone che sbarca sulle nostre coste: quello di far entrare sedicenti “profughi” che in realtà sono dei tagliagole assassini che hanno capito perfettamente quanto sia facile poter usare il nostro Paese come rifugio e base logistica per realizzare il loro obiettivo di conquistare l’Europa e sovvertirne la civiltà.
L’unica soluzione per evitare un disastro che minaccia in primo luogo l’Italia e il suo popolo sarebbe quello di chiudere a qualunque costo e con ogni mezzo a disposizione le frontiere, ma purtroppo il governo degli annunci guidato da Matteo Renzi si limiterà a fare la stessa cosa che hanno fatto tutti gli esecutivi precedenti, cioè assolutamente niente. L’unica è sperare che sia il destino a risparmiarci quei lutti e quelle sofferenze che i nostri politicanti ipocriti e impotenti non riusciranno a evitarci in un futuro ormai prossimo. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 

Per informazioni:
Email: fn-sassari@email.it
Tel. 346.8334473
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Sassari
 

domenica 26 aprile 2015

“LA LEGALITA', SECONDO ZEDDA”.

Da ormai più di sei mesi la sede staccata della scuola media “Manno” in via Lamarmora, è stata occupata da un gruppo di studenti universitari di un noto centro sociale cittadino, che chiede più spazi culturali per l'università e più alloggi per gli universitari.
La scuola occupata è abbandonata da diversi anni in quanto molto vecchia e non più a norma per ospitare gli alunni.
L'azione, inizialmente condannata dalle forze dell'ordine, ha poi avuto il benestare dell'amministrazione comunale, culminata con la visita del primo cittadino e del preside della scuola, che hanno accolto con entusiasmo la protesta.
Va ricordato che la gestione delle scuole elementari e medie è di competenza comunale e che quindi, eventualmente, sono l'amministrazione comunale, o il preside, a dover denunciare alla Magistratura eventuali ipotesi di reato.
Va ricordato anche lo zelo con cui l'amministrazione comunale cagliaritana ha fatto sgomberare delle abitazioni considerate inagibili o abusive (ultimo in ordine temporale “Medau su Cramu”), lasciando per strada decine di cagliaritani.
Nel febbraio scorso alcune famiglie, che avevano occupato alcune abitazioni nel quartiere di Sant'Elia, sono state sgomberate su disposizione della Magistratura previa denuncia dell'amministrazione comunale e dell'AREA, che non ha perso tempo ad esprimersi in modo duro contro chi, per necessità, ha cercato di dare una casa alla propria famiglia.
L'occupazione di immobili pubblici o privati, è un reato.
Se chi cerca di dare una vita dignitosa alla propria famiglia commette un reato, evidentemente anche quelle decine di ragazzi che in modo inappropriato protestano, stanno commettendo un reato.
Ma la questione più preoccupante, è il comportamento dell'amministrazione cittadina che continua a far finta di nulla ed a incentivare l'illegalità.
Nella scuola sono infatti in funzione i servizi idrici ed elettrici, che sono, ovviamente, a carico del Comune e quindi dei cagliaritani.
L'amministrazione comunale ha il diritto ma soprattutto il dovere di intervenire per prendersi carico della gestione e riqualificazione di suoi immobili, modificando, ad esempio, la destinazione d'uso della scuola “Manno” ad alloggi popolari, per andare incontro alle esigenze dei cagliaritani (studenti e non) in difficoltà ed in questo modo aiutarli a non commettere reati, se pur per bisogno.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

Per informazioni:
Email: fn-cagliari@email.it
Tel. 380.7181332
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Cagliari

domenica 29 marzo 2015

"ABBANOA, LA RABBIA CRESCE".


Non si placano le polemiche contro Abbanoa, la società nominata(con la Legge Regionale 29 del 1997) gestore unico del servizio idrico in Sardegna.
Come sappiamo, taluni Comuni hanno detto no sin da subito( decidendo di occuparsi essi stessi del servizio, come si è sempre fatto), altri si sono sganciati dopo anni di mala gestio. Pian piano questi Comuni sono diventati 28, per un popolazione complessiva di oltre 80 mila abitanti, e sono sparsi in tutta la Sardegna, da Aggius all'hinterland cagliaritano, passando per la Barbagia.
Di recente, i Sindaci dei Comuni”ribelli”(che nel mese di febbraio hanno costituito il GASI, Gestioni Autonome Servizio Idrico) sono stati ricevuti nella sede della Regione, dove hanno sostenuto di aver gestito il servizio in modo virtuoso e con tariffe più basse, nonché tenendo i conti (relativi alla gestione) perfettamente in ordine, in controtendenza con le inefficienze del passato. In più, i Sindaci hanno assicurato di aver sempre garantito servizi di pronto intervento particolarmente solerti.
In sostanza, tutti questi amministratori vogliono continuare a occuparsi dell'acqua pubblica autonomamente, e senza l'indebita ingerenza della società Abbanoa.
Dopo l'ultimo scandalo dei conguagli che, stando a quanto riportato nelle bollette, venivano spacciati per “morosità”, sono arrivate le scuse ufficiali direttamente dal sito della società.
Ma la rabbia dei cittadini aumenta in maniera esponenziale(proprio come le bollette dell'acqua): la questione dei conguagli, per esempio, è tuttora aperta e non definita. Adiconsum, l'associazione a difesa dei consumatori, ha indetto una conferenza stampa per spiegare che l'obiettivo è l'annullamento in autotutela della delibera, bloccando la fatturazione e la riscossione. Nel frattempo, si può sospendere il pagamento delle bollette: sarà il giudice a stabilire se i conguagli vanno versati o no. In caso di mancata risposta da parte della società, l'associazione si rivolgerà al Tribunale di Nuoro, città dove Abbanoa ha la sede legale.
Insomma, tra continui rincari e ben noti disservizi( tubature danneggiate e mai riparate, carenze nella potabilizzazione e nella depurazione delle acqua reflue, ritardi nell'invio delle fatture), la situazione è davvero insostenibile.
Oltretutto, in aggiunta ai 28 Comuni summenzionati, ve ne sono molti altri che vorrebbero “sganciarsi” e che denunciano l'ostruzionismo della Regione Sardegna, che, con la recente approvazione di una Legge, ha istituito l'Ente di governo dell'ambito unico territoriale sardo, pregiudicando, di fatto, la gestioni dirette ad opera dei Comuni.
I quali, giustamente, sono già sul piede di guerra.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
Per informazioni:
Email: fn-nuoro@email.it
Tel. 333.8281517   
Facebook: Forza Nuova Sardegna
 
 
 
Sito: www.forzanuovasardegna.info

sabato 28 marzo 2015

"LA GIUNTA DEI PROF. TAGLIA LE CLASSI DEGLI STUDENTI".


Da alcuni mesi il mondo scolastico sardo è percorso dalle polemiche e dalle proteste a causa della decisione dell’amministrazione regionale di procedere a un accorpamento delle scuole elementari e medie della Sardegna.
L’assessore alla cultura Claudia Firino si affanna a diffondere dichiarazioni rassicuranti sui benefici che questa operazione avrà per il comparto dell’istruzione sarda, ma non riesce in alcun modo a scalfire le preoccupazioni e le diffidenze dei sindacati, degli amministratori locali, degli studenti e dei loro stessi genitori, che in ultima analisi sono gli unici sui quali si ripercuoteranno le decisioni assunte nei palazzi cagliaritani.
Il motivo di proteste quasi unanimi è dovuto essenzialmente al fatto che anche la giunta Pigliaru sta pensando di risolvere i problemi della scuola sarda con un’operazione tutto sommato di natura economica, dal momento che prevede quasi esclusivamente degli accorpamenti indiscriminati che non tengono conto della situazione esistente nei vari territori dell’Isola. Soprattutto non tiene conto del fatto che questo ennesimo intervento, con un costo economico prossimo allo zero ma con un prezzo sociale elevatissimo, si somma a tutta una serie di riduzione dei servizi e della manutenzione degli edifici messa in atto dai Comuni e dalle Provincie, che da anni hanno ridotto o abolito il servizio di scuolabus, la mensa, il finanziamento dei buoni libro ecc.
Questa crisi, che non può più essere definita momentanea, si ripercuote anche nei paesi della Provincia di Sassari, che si ritrovano ad essere sempre più privi dei servizi scolastici di base, un tempo garantiti anche nei centri più piccoli proprio perché la scuola, soprattutto quella elementare e media, era considerata, insieme all’ufficio postale, il servizio statale più importante e che per decenni ha costituito il fiore all’occhiello delle nostre realtà. Ora, invece, con le decisioni della giunta regionale, che si sommano a quelle assunte dai governi degli ultimi venti anni, i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie sono costretti ad affrontare ogni giorno il disagio di dover prendere uno scuolabus (quando non è stato soppresso!) che li accompagna o dall’altra parte della città o addirittura in un altro paese; si capisce benissimo lo stress che questi spostamenti comportano e l’aumento dei costi che deve essere affrontato dai genitori degli alunni, costretti ad impiegare molto più tempo per accompagnare i propri figli a scuola.
Una politica d’intervento serio in ambito scolastico, invece, non deve basarsi esclusivamente sull’accorpamento delle classi al fine di ridurre i costi economici, ma deve contemperare la riduzione dei costi e degli sprechi, sicuramente esistenti in alcune realtà della Sardegna, con una politica di investimenti in grado di migliorare i servizi offerti agli studenti e alle loro famiglie. Il primo passo da fare sarebbe quello di mettere a norma gli edifici scolastici, da decenni vittime di incurie talmente gravi da provocare continui allagamenti di aule e uffici e distacchi di cornicioni e soffitti; fornire riscaldamento adeguato ai locali, invece di fare il rifornimento con il contagocce per contenere i costi ma costringendo le scuole a chiudere a causa del freddo intenso delle settimane scorse che non permetteva lo svolgimento delle lezioni e ha costretto gli studenti della Provincia di Sassari a manifestare davanti alla sede di piazza d’Italia in un momento in cui il loro unico compito avrebbe dovuto essere quello di seguire lezioni e studiare intensamente le varie materie, dato l’avvicinarsi delle interrogazioni e, per le quinte, il momento dell’esame finale di maturità o diploma.
Questa situazione non è più tollerabile a nessun livello amministrativo ed è ora di smetterla di far ricadere i costi di sprechi e abusi sugli unici livelli amministrativi vicini ai cittadini (i Comuni) o che hanno sempre funto da intermediari tra le esigenze locali e i governi centrali (le Province). I tagli da fare sono altrove, in primis nella Regione Sardegna: è ora che si inizi!!

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 

Per informazioni:
Email: fn-sassari@email.it
Tel. 346.8334473
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Sassari

domenica 15 marzo 2015

“STOP IMMIGRAZIONE, ORA”.


Un tempo si credeva che il pizzo ed intimidazioni fossero una prerogativa esclusiva della mafia.
A Cagliari a delinquere non sono i mafiosi ma l'orda, che sembra non avere fine, di immigrati mandati in confino nell'isola.
Recenti e preoccupanti notizie raccontano di donne e famiglie che hanno subito violenze verbali ed a volte anche fisiche da parte delle decine di immigrati che troviamo a fare i parcheggiatori abusivi in tutti i parcheggi della città.
A metà gennaio una donna è stata presa in ostaggio nella propria macchia col figlio neonato da un senegalese, che le chiedeva il pizzo per parcheggiare.
Al rifiuto, l'abusivo ha minacciato di danneggiarle l'auto e non contento, si è abbassato i pantaloni e ha iniziato a masturbarsi.
Poche settimane fa, nella centralissima piazza del Carmine sempre a Cagliari, un gruppo di romeni avvicinava le famiglie che si recavano nella vicina scuola elementare, non curandosi della presenza o meno dei figli, con una scusa per poi ingiuriare contro di loro, arrivando fino a sputarle, per poco non si è arrivati alla rissa.
Rissa che è invece scoppiata in un locale di Assemini fra una cinquantina di immigrati.
Questi sono solo alcuni dei più recenti episodi di criminalità che vedono protagonisti immigrati ed i reati commessi dagli immigrati sono in costante aumento.
In un periodo di non più grave ma bensì devastante crisi, si percepisce sempre di più l'impotenza dello Stato nel garantire i servizi ed il sostegno alle classi italiane meno abbienti, ma si nota quanto sia diligente e pronto a schierare mezzi e uomini (ad esempio la marina militare nell'operazione “Mare Nostrum”) e fondi, se ad averne bisogno non è una famiglia italiana.
L'immigrazione, oltre ad essere una piaga sociale per i popoli e le Nazioni, è un vero e proprio business per tutti coloro che sfruttano la disperazione e la speranza di una vita migliore degli immigrati, spesso non avendone minimamente cura.
“Ogni popolo ha la sua terra ed ogni terra ha il suo popolo”, queste parole di Roberto Fiore sono sempre più vere e attuali. Oltre a collassare il nostro sistema nazionale, a causa dell'immigrazione collassa anche il sistema dei Paesi che vanno mano a mano “svuotandosi” di risorse umane.
FORZA NUOVA propone il blocco immediato dell'immigrazione e l'umano rimpatrio degli immigrati ed indica il ruolo fondamentale dei Paesi europei nel sostegno per la ricostruzione del “continente nero” attraverso la tutela dei diritti del popolo africano aiutandoli a vivere dignitosamente nella propria terra d'origine.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

Per informazioni:
Email: fn-cagliari@email.it
Tel. 380.7181332
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Cagliari