domenica 14 dicembre 2014

"FORZA NUOVA AD ALGHERO".


Comunicato Stampa del 04.12.2014

Omissione plateale del Sindaco Mario Bruno sull'interrogazione del consigliere Pais e sulla petizione presentata da Forza Nuova riguardo alla questione Rom”.

Alla luce di quanto è accaduto il 4 Dicembre 2014, Forza Nuova chiede chiarezza insieme al consigliere comunale Pais rispetto all'omissione durante il consiglio dietro promessa del Presidente, Matteo Tedde.
Se sono questi i presupposti di un'arroganza politica e non solo di una pseudo maggioranza totalmente asservita al Sindaco, omettendo di fatto una discussione democratica che riguarda una problematica sociale di gravissima entità, possiamo ritenere opportuno che il Sindaco e la stessa maggioranza non abbiano nessuna intenzione di collaborare con un'opposizione che si fa carico da tempo di tutti i problemi dei cittadini.
Con l'occasione, il nostro movimento politico ha raccolto nella stessa petizione altre domande da rivolgere al Sindaco, riguardanti un altro tema molto scottante: gli immigrati che da poco tempo, oltre quelli stanziati nello stabile del Vel Marì con bando privato, altri, diversi ed imprecisati immigrati sono da poco tempo ospitati nell'agriturismo Tià Maria.
Visto l'avvicendarsi di un problema così serio, auspichiamo che al prossimo consiglio comunale il Sindaco e la maggioranza possano darci modo di presentare questa interrogazione.

Comunicato Stampa del 12.12.2014

Forza Nuova presenta una petizione in consiglio con 400 firmatari, che dispongono la loro fiducia in essa, per la questione Rom e la raccolta firme viene astutamente ignorata”.

Dentro un'aula già gremita di nomadi che attendevano delle risposte in merito, Forza Nuova invece si trova ad essere ancora una volta portavoce di tutti i cittadini algheresi verso le loro problematiche.
Posto che tale problema ha dato modo al nostro movimento di non avere voce in consiglio, Forza Nuova si è trovata in una posizione poco chiara e non giustificata di fronte agli stessi algheresi che le portavano fiducia: nella raccolta firme rivota al primo cittadino, infatti, venivamo poste delle domande specifiche riguardanti il problema “sgombero campo Rom” e con l'occasione anche il tema degli immigrati in entrata ad Alghero.
“Rilasciamo questo comunicato stampa per rendere noto la nostra disapprovazione e disappunto in merito a tale questione” dichiara Sandra Senatore, responsabile cittadina di Forza Nuova. “Ringraziamo comunque il Consigliere Michele Pais per aver tentato di presentarla ugualmente. Entrando in merito alla discussione, sul campo sosta provvisorio dei Rom, il nostro pensiero si sposta allo svolgimento e l'attuazione di questo progetto, ai suoi tempi ed alle sue modalità - prosegue Sandra Senatore - “Forza Nuova monitorerà l'andamento di questo sgombero, riservandosi di ricordare al nostro primo cittadino che tale progetto venga applicato nel rispetto di regole e normative.
Rimarchiamo che nel progetto, riguardante 11 nuclei familiari che arrivano da una zona campo come l'Arenosu, che hanno inquinato e distrutto provocando la diossina e mettendo a rischio la salute dei propri minori, ora vanno destinati provvisoriamente in un altro campo attrezzato e come ultima destinazione verranno posizionati in case sfitte da dei privati in concessione affitto annuale.
Le problematiche che potrebbero insorgere nell'immediato saranno la salute ed il controllo del territorio, i probabili sfratti esecutivi (i soldi non verranno stanziati in tempo di volta in volta, creando non poche ripercussioni) e non ultimo le associazioni come la Caritas ed il centro d'ascolto che si fa carico da tempo dei nostri cittadini Rom, col rischio elevato di creare una divisione netta tra i nostri algheresi e gli stessi nomadi.
Per noi di Forza Nuova è un progetto che non si può assolutamente condividere, tanto meno se gli stessi Rom non vogliono integrarsi nella nostra comunità.
Attenderemo, nonostante tutto, fiduciosi questa nuova amministrazione che smuova gli scheletri dal terreno e si adoperi nei fatti per una nuova e migliore Alghero.”

Sandra Senatore - Responsabile Cittadina di Forza Nuova per Alghero.

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sabato 29 novembre 2014

"ALLUVIONE, UN ANNO DOPO"

Esattamente un anno fa, noi Sardi assistevamo, impotenti ed inermi, ad una terribile alluvione. 
Milioni di euro di danni, ma soprattutto diciotto morti (più un disperso, il cui corpo non è stato ancora ritrovato).
A seguire, i soliti, tardivi pietismi, cui si aggiungeva l'odiosa pratica, tutta italiana, dello scaricabarile: tuttora non sappiamo esattamente chi siano i responsabili per tutto ciò che è avvenuto.
Per capirlo, basta dare un'occhiata al Codice penale: nell'ordinamento italiano, la nozione giuridica di “colpa” fa esplicito riferimento ad atteggiamenti di negligenza, imprudenza ed imperizia.
A prescindere della violenza degli agenti atmosferici, infatti, le responsabilità di Comuni sardi e Governo centrale sono evidenti.
Cementificazione selvaggia ed anarcoide (consentita da svariati condoni edilizi), scarsa ed inadeguata manutenzione del territorio, mancata solerzia nel dare l'allarme alla popolazione civile...nulla di tutto ciò è piovuto dal cielo (l'acqua sì, ma non basta a spiegare un disastro di tale portata).
Ciò che sconcerta maggiormente, in questo clima surreale, è il menefreghismo totale del Governo Renzi: il Sindaco di Orosei, Franco Mula, ha sottolineato che dei 200 milioni di euro promessi, in Sardegna ne sono arrivati appena 20.
Dal canto suo, la Croce Rossa Italiana si era assunta l'onere di avviare una raccolta fondi (arrivando alla ragguardevole somma di 5 milioni di euro): peccato che la pubblicazione del bando che distribuisce quelle risorse sia stata effettuata solo pochi giorni fa, il che significa che per avere accesso a quei soldi bisognerà attendere altro tempo.
D'altronde, per rimettere in sesto il ponte di Oloè, crollato proprio durante l'alluvione (crollo in cui aveva perso la vita il poliziotto Luca Tanzi), sono passati addirittura 8 mesi, a causa del ritardo del Genio Civile nel rilasciare le autorizzazioni.
Insomma, sempre la solita storia: la famigerata burocrazia elefantiaca, vero marchio di fabbrica italiano, rende ancor più inefficiente un Governo già di per sé imbarazzante.
E alla fine paghiamo sempre noi cittadini.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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"NUOVA MAIL SARDEGNA@FORZANUOVA.INFO"


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venerdì 21 novembre 2014

"L'EUROPA CHIAMA: LA SARDEGNA COSA RISPONDERA'?"

Con l’insediamento, lo scorso 1° novembre, della nuova Commissione Europea guidata da Jacques Delors, è iniziato anche il nuovo programma del Fondo Sociale Europeo per gli anni 2014-2020.
Beneficiaria di una parte di questi fondi è anche la Sardegna, che finora non ha dimostrato di essere una Regione particolarmente lungimirante nel loro utilizzo.
Eppure, in un’Isola che arranca sempre di più a causa della persistente crisi economica, è possibile solo un percorso per arrivare ad un vero cambiamento e cioè quello di utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione da Bruxelles. 
Una buona programmazione nell’uso di queste somme, già importante negli anni passati, adesso, date le ristrettezze del bilancio statale, diventa fondamentale:un’opportunità, forse l’ultima, che non può essere sprecata.
Servono scelte coraggiose, dato che l’architettura dell’intero processo programmatorio 2014-2020 rischia di conservare molti dei vizi che, in passato, ne hanno decretato il fallimento. 
La Sardegna, infatti, a causa delle solite lungaggini burocratiche e dell’incapacità politica, deve ancora spendere entro l’anno prossimo quasi un miliardo del precedente programma di finanziamenti. Una dimostrazione del fatto che è bene cambiare metodo nella loro programmazione e utilizzo.
Un buon inizio sarebbe quello di elaborare regole nuove che, non solo permettano di ridurre i tempi tra la progettazione di un’opera e la sua realizzazione, ma consentano di concentrare le risorse su un numero limitato di iniziative al fine di non disperdere le risorse disponibili in mille rivoli di spesa. Una proposta precisa potrebbe essere quella di utilizzare almeno un terso dei fondi europei per lanciare un New Deal sardo, cioè un nuovo ciclo di opere pubbliche,un rilancio dell’edilizia all’insegna non della speculazione selvaggia ma del riuso, della riqualificazione del patrimonio esistente, del miglioramento dell’efficienza energetica, della rigenerazione urbana, del risanamento idrogeologico, delle bonifiche ambientali e della messa in sicurezza del territorio.
Tutte cose che ormai, per il loro costo, non si possono più realizzare con fondi dei singoli Stati ma solo con quelli comunitari. Bisogna passare dalla vecchia logica della consumazione del territorio ad una filosofia più moderna incentrata sulla riqualificazione dell’esistente.
Un nuovo modo di vedere lo sviluppo e di far cambiare la Sardegna, ben sapendo che prima di tutto i nostri politici, in certi casi, non devono avere tanto idee nuove, quanto liberarsi delle vecchie. L’economia sarda è in panne ed è uno dei fanalini di coda dell’Europa: per questo è necessario arrivare a costruire un’idea diversa della Sardegna.
La recessione, ovviamente, ha un impatto più forte sulle fasce più deboli della società, soprattutto giovani disoccupati e piccole imprese.
La conclusione che ne deriva è che dalla crisi economica si può uscire solo con l’aiuto della mano pubblica, come insegnava Keynes. Da questi presupposti deriva la necessità di rilanciare un piano di opere pubbliche i cui appalti, nel corso del 2013, hanno raggiunto in Sardegna il loro minimo storico sia in termini di numeri che di valore economico. 
I campi nei quali investire, non mancano, soprattutto considerando che il governo Renzi non ha intenzione di concedere all’Isola un solo centesimo in più dello stretto indispensabile, al fine di rispettare gli ormai anacronistici e folli vincoli europei: ma non dovevamo andare in Europa a “battere i pugni sul tavolo” per avere maggiori margini di flessibilità che permettessero finalmente una significativa crescita economica?
Ovviamente no: era solo un altro sintomo dell’annuncite di Renzi. 

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martedì 11 novembre 2014

"CASO BIDELLE ROM A MONSERRATO (CA): FORZA NUOVA STA CON LE MAMME IN RIVOLTA"

Sono sempre meno incoraggianti i dati sulla disoccupazione: oltre 12% (www.istat.it).
Purtroppo sembra che nessuno riesca a fare qualcosa per uscire da questo periodo di stallo che sta bloccando la crescita del Paese, lo sviluppo ed il benessere delle famiglie italiane.
Anche se forse, i “piccoli” amministratori locali, i sindaci, con le loro proteste e trattative dirette con il governo centrale, probabilmente potrebbero quantomeno tentare di andare incontro ai cittadini anche sul piano del lavoro.
Sembrerebbe che il sindaco di Monserrato (CA) abbia capito come aiutare i cittadini, purtroppo non i suoi.
Ha creato scalpore e rabbia la notizia che in una scuola elementare di Monserrato sono state assunte due bidelle rom. L'idea sembra essere partita dal primo cittadino che, sapendo che la scuole è in carenza di organico, ha proposto al preside l'assunzione delle due donne utilizzando interamente i fondi dell'Unione Europea per la formazione professionale e l'integrazione.
Il sindaco dichiara che il Comune non mette nemmeno un euro, sono fondi interamente finanziati dalla UE, quindi i cittadini non avrebbero “speso” loro soldi.
Ha sicuramente dimenticato di dire che i finanziamenti per i fondi dell'Unione Europea vengono dati dagli Stati membri, che a loro volta li recuperano dalle tasse e quindi dai cittadini.
In questi giorni i sindaci sono compatti contro il governo per manifestare contro il taglio di 1,2 miliardi di euro dai fondi destinati ai comuni, che comporterebbe, ovviamente, un ulteriore riduzione dei servizi pubblici, già garantiti sempre più faticosamente.
L'iniziativa del sindaco non è piaciuta ad una quarantina, di mamme che ha protestato contro questa decisione dichiarando che i loro figli “non avrebbero mai frequentato un istituto dove lavorano due che provengono da un campo nomadi”.
La protesta di queste mamme fa accendere un campanello di allarme sull'inefficacia dell'assurdo processo di “integrazione” che, dopo varie tappe (casa, corsi di italiano e di formazione professionale) porta ad una tensione sociale sempre maggiore, poiché i cittadini si sentono sempre più abbandonati dalle istituzioni.
Sarebbe un buon inizio se la rabbia di queste mamme fosse recepita e sostenuta dal sindaco per avere più successo nel tentativo di sbloccare quella parte di patto di stabilità che gli impedisce di creare lavoro per i propri cittadini.
La strada, purtroppo, è ancora lunga, perché alcuni sindaci hanno altre priorità, che sostanzialmente non hanno nessun impatto sul tenore di vita delle famiglie, la maggior parte delle quali vive ancora al di sotto della soglia di povertà.
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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lunedì 27 ottobre 2014

"NUORO, UNA CITTA' ALLO SBANDO"



Nuoro, Sardegna. La recentissima maxi-rissa, avvenuta in una via trafficata della città e terminata con l'accoltellamento di un ventenne, ci induce a una riflessione sul tema della sicurezza.
Il centro barbaricino, in bilico tra continue risse (spesso, come nel caso di specie, finite malamente), spaccio  di droga, strade dissestate o invase dalla sporcizia, atti vandalici, pare essere ripiombato in un clima d'altri tempi.
E dire che il Sindaco Bianchi (del Pd, Partito che da queste parti governa da tempo immemorabile) si era presentato come una sorta di uomo d'ordine, figura anomala nel panorama della Sinistra italiana: questo suo iniziale decisionismo aveva portato all'installazione di telecamere (ma anche di lampioni più potenti) nella degradata ma gloriosa Piazza Satta (idea invero intelligente e non a caso subito bollata come "atto fascista").
La piazza, a suo  tempo autentico gioiello cittadino e meta, da anni, di turisti da ogni parte del Mondo, si era trasformata in un rifugio di vandali e sfaccendati, che accumulavano immondizia di ogni genere e imbrattavano perfino le panchine di granito e le statue di bronzo volute dal celebre scultore Nivola.
Dopo il prevedibile vespaio di polemiche, e nonostante questo iniziale impegno, a distanza di due anni la situazione non sembra certo migliorata: proprio quest'estate, nella stessa piazza, un agente di Polizia è stato minacciato ed aggredito da un giovane.
Addirittura ora il degrado si è esteso a macchia d'olio ed interessa anche altre aree (es.Piazza  Su Connottu).
I cittadini, imbufaliti, si sono lamentati più volte, ma senza ricevere alcuna risposta.
I nuoresi sanno perfettamente come stanno le cose: con l'amministrazione Bianchi, il capoluogo barbaricino è tornato indietro di almeno venti-trent'anni.
L'attuale Sindaco, inadatto al ruolo che ricopre (Sindaco al quale, peraltro, è sempre  stato rimproverato di non essere nemmeno nativo di Nuoro, e quindi di non conoscere a fondo i problemi della città), non ha saputo affrontare tali emergenze.
Forza Nuova, da sempre in prima fila nel denunciare la mancanza di sicurezza nelle città italiane,  spinge per un'inversione di tendenza: diciamo NO alle (patetiche) ronde di vetero-leghista memoria, ma nel contempo esprimiamo un deciso NO alla colpevole acquiescenza di Amministrazioni imbolsite ed incapaci.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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lunedì 20 ottobre 2014

“CAGLIARI MANCATA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA”

Nei giorni scorsi si è sentito parlare nei notiziari di “capitale europea della cultura”.
Istituita nel 1985, la “capitale europea della cultura”, ha come scopo principale quello di riavvicinare tra loro i popoli europei.
A turno, ogni Stato membro dell'UE, ospita la città.
La scelta fra le città candidate spetta ad un gruppo di esperti, quindici in tutto, scelti per metà dal Consiglio Europeo e per metà dal Paese ospitante, che valutano i programmi proposti.
I criteri che guidano la scelta sono fondamentalmente due: “la dimensione europea” e “la città dei cittadini”.
Nel primo caso bisogna organizzare e promuovere la cooperazione fra gli operatori culturali, nel secondo è necessario preparare un programma mirato a creare nei residenti della città e dei dintorni interesse verso la cultura.
Anche Cagliari, insieme a Matera (vincitrice del concorso), Siena, Lecce, Ravenna e Perugia-Assisi, è stata candidata al concorso dalla propria amministrazione.
Ma Cagliari esce da questa “competizione” (dove vengono sostanzialmente valutate le capacità organizzative dell'amministrazione) con le ossa rotte, in quanto il programma di promozione e divulgazione culturale (che deve essere rivolto al futuro, ma senza trascurare la storia) non ha convinto i giudici, che non hanno espresso nemmeno una preferenza per il capoluogo della Sardegna.
Questa ennesima brutta figura per Cagliari e la sua amministrazione, dopo il caso dello stadio, la questione dei chioschi al Poetto, lo scandalo sulla presidenza del teatro lirico e le voragini, che per mesi rimangono pericolosamente aperte nelle più importanti strade cittadine, dimostra l'incapacità dell'amministrazione Zedda di gestire una città come Cagliari, che ha grandi potenzialità.
Sicuramente, Zedda e il suo staff non hanno ben capito lo spirito dell'evento: secondo noi si sarebbe dovuto guardare al futuro utilizzando nel miglior modo possibile i tantissimi beni storici della città, partendo dal centro storico, che si poteva valorizzare esaltando le identità dei vari quartieri, fino ad arrivare all'anfiteatro, ora chiuso e lasciato in balia dei gatti e degli incivili che lo utilizzano come discarica; si sarebbe dovuto organizzare, per scuole e gruppi di turisti, percorsi tematici che passavano per la villa di Tigellio, le tombe puniche e i bastioni, luoghi completamente dimenticati dall'amministrazione; si poteva e si dovevano organizzare in uno dei tanti parchi comunali, raduni folkloristici con la partecipazione di gruppi da tutta Europa, che avrebbero messo in evidenza le tradizioni e le identità del resto d'Europa.
   

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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