mercoledì 4 maggio 2016

“I DUE PESI E DUE MISURE DELLA GIUNTA SODDU”.


Un altro pasticcio della Giunta Soddu. Il Consiglio comunale nuorese, sotto la spinta della Giunta in carica, ha votato all'unanimità il taglio del 14% della Tari, mentre il taglio dell'80% della Tasi è stato previsto solo a favore degli operatori della zona industriale di Pratosardo.
L'emendamento presentato dal consigliere di opposizione Pierluigi Saiu, sempre molto attivo, è stato bocciato.
Saiu, saggiamente, aveva proposto una generale abolizione della Tasi a beneficio di tutti gli operatori economici cittadini, ma evidentemente ancora una volta il Comune di Nuoro ha deciso di privilegiare Pratosardo. Due pesi e due misure.
Ormai da anni i Sindaci nuoresi incentivano lo spostamento delle botteghe degli artigiani dal centro della città alla zona industriale: se riflettiamo sul fatto che questa tendenza è iniziata molti anni fa, quando Pratosardo era ancora una zona semideserta, emerge il sospetto, se non la certezza, che dietro tutto ciò vi sia l'enorme pressione esercitata da lobbies e gruppi d'interesse ruotanti attorno a quell'area. Gruppi, evidentemente, molto influenti. In caso contrario non si spiegherebbe l'occhio di riguardo verso una località, tra l'altro, ben lontana dall'area urbana propriamente detta.
La cosiddetta zona industriale sta pian piano divenendo una zona commerciale, con la decisiva collaborazione della politica.
Il Sindaco Soddu, che si era presentato come un uomo alternativo ai poli e lontano dai giochi di palazzo, ha già dimostrato di non essere diverso dai suoi predecessori.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

Per informazioni:
Email: nuoro@forzanuova.info 
Tel. 333.8281517   
Facebook: Forza Nuova Nuoro
Sito: www.forzanuovasardegna.info

mercoledì 27 aprile 2016

"MILIONI DI EURO IN ACQUE STAGNANTI".


L’attuale amministrazione regionale a guida centro sinistra, oltre a non sapere o voler risolvere le numerose vertenze occupazionali aperte (Vinyl, Sindial, Euroallumina, Meridiana sono solo le principali) si dimostra anche del tutto incapace di rendere produttive le iniziative imprenditoriali sui quali ha investito milioni di euro dei sardi.
È il caso, ad esempio, dell’impianto destinato alla pesca allestito nel canale di comunicazione tra lo stagno del Calik, alla periferia di Alghero, e il mare.
La sua funzione avrebbe dovuto essere quella di consentire l’ingresso del novellame nello stagno e, una volta raggiunta la crescita ottimale, impedirne il ritorno al mare: il risultato di questo processo lavorativo, in genere, è quello di favorire l’attività di pesca, la selezione del pesce e infine la sua commercializzazione.
La Regione Sardegna, ormai più di dieci anni fa, vi aveva investito attraverso il Consorzio di Bonifica della Nurra, diversi milioni di euro provenienti dai fondi europei, ma dopo la costruzione ed il collaudo non ne ha mai assegnato la gestione a causa del solito gigantesco inghippo creato dal mostro italico chiamato burocrazia. 
La struttura non è mai entrata in funzione, pur essendo in possesso di enormi potenzialità sia per quanto riguarda l’attività ittica che per le ricadute di tipo economico e occupazionale. 
La struttura, infatti, potrebbe essere affidata ad una cooperativa di pescatori, che potrebbe utilizzarla per la propria attività, aumentare la produzione e molto probabilmente anche i posti di lavoro.
Stupisce che dopo oltre un decennio a nessuna istituzione pubblica sia mai venuto in mente di chiedere che fine abbiano fatto i miliardi spesi per l’impianto ittico dello stagno del Calik, non stupisce invece l’inattività della Regione perché è l’ennesima dimostrazione di come l’attuale giunta sia priva di qualunque strategia in materia di occupazione e non riesca ad andare al di là di semplici e ormai trite dichiarazioni di principio o delle solite passerelle elettorali e propagandistiche prive di effetti reali.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari. 

Per informazioni: 

Email: sassari@forzanuova.info 
Tel. 346.8334473 
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Sassari

lunedì 18 aprile 2016

“CAGLIARI CITTA' CAPITALE. DEL CAOS METROPOLITANO”.


Da quando cinque anni fa si è insediata la giunta guidata da Massimo Zedda (SEL), Cagliari sembra veramente governata più dagli episodi che dalla programmazione ed è aumentata la sensazione di abbandono tra i cittadini da parte del proprio comune.
L'amministrazione ha, infatti, concentrato l'attenzione (e gli sforzi) su ben altro, come il progetto “Cagliari capitale della cultura”, perdente sin dall'inizio perché interpretato male.
Tante risorse economiche comunali sono state spese per finanziare progetti di integrazione a favore degli stranieri.
Allo stesso tempo, finanziamenti sono stati tolti alla sagra più importante della Sardegna, Sant'Efisio, portatrice di identità e cultura con più di tre secoli di storia alle spalle.
Così come i “tagli” non hanno risparmiato il tradizionale carnevale cagliaritano.
Proprio una degna presentazione e rilancio dell'evento del 1° Maggio legato a Sant'Efisio sarebbe stata un'ottima carta da giocare, non solo per il concorso “Cagliari capitale della cultura”, ma come biglietto da visita per il turismo e l'economia della città.
Invece, abbiamo immigrati senza meta che vagano per tutta la città e che si accampano nelle centralissime piazza Matteotti e via Roma.
Non esattamente la migliore delle vetrine per i turisti, visti anche i disagi che hanno subito al momento dello sbarco per la mancanza di adeguato servizi di accoglienza.
Turisti spesso in parte delusi dall'ospitalità della città, che più volte gli ha fatto trovare il centro costantemente impegnato dai lavori in corso (stranamente aumentati con l'avvicinarsi della data del voto).
Anche i commercianti si sono più volte lamentati delle scelte azzardate dal comune, come ad esempio, la chiusura della via Garibaldi (proprio nel periodo Natalizio e dei saldi) e la chiusura del bastione di Saint Remy (all'inizio dell'estate), creando non pochi problemi e perdite agli esercizi della zona.
Molti sono stati i cagliaritani delusi dalla querelle infinita sullo stadio del Cagliari Calcio, che solo pochi giorni fa' avrebbe - forse - trovato una soluzione, ma ancora sono molte le incertezze su questo progetto.
Così come tanti cagliaritani hanno storto il naso quando l'amministrazione decise, proprio all'inizio dell'estate, di “chiudere” la spiaggia del Poetto e demolire/far ricostruire tutti i chioschi, per iniziare i lavori del nuovo lungo mare.
Ed ora che Zedda è il sindaco anche della “città metropolitana”, forse lo stesso destino spetterà ai vari comuni che ne fanno parte.
Ma forse con le prossime elezioni l'amministrazione cambierà e con lei il destino della capitale della Sardegna.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

Per informazioni:

Email: cagliari@forzanuova.info
Tel. 380.7181332
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Cagliari

venerdì 8 aprile 2016

"PERCHE' VOTARE SI' AL REFERENDUM DEL 17 APRILE CONTRO LE TRIVELLE SELVAGGE".


Forza Nuova è nata per difendere anche il nostro territorio, il nostro mare, la nostra agricoltura, i nostri bei paesaggi e colline, modellati dal duro lavoro e dal sacrificio di generazioni di uomini e donne. 
Le trivellazioni necessitano, invece, di enormi quantitativi di risorse idriche e implicano l’uso di prodotti cancerogeni e radioattivi. 
La raffinazione comporta emissioni nell' atmosfera di particelle combuste altamente inquinanti. 
Il trasporto degli idrocarburi è legato all’inevitabile sfregio del nostro suolo, attraversato da tubazioni che le società petrolifere, una volta avvenuto lo sfruttamento, non si premurano di rimuovere.
Inevitabili, come rilevano alcuni studi e analisi effettuati nei siti interessati, sono, inoltre, la compromissione delle falde acquifere e l’inquinamento atmosferico, con tutte le conseguenze connesse all’economia rurale già gravemente compromessa, e il rischio terremoti.
Infine, ma non certo in ordine di importanza, siamo contro le trivelle selvagge e lo sfruttamento del territorio nazionale perché operato da società petrolifere straniere che, in cambio di ritorni irrisori per le amministrazioni locali e per le casse dello Stato, hanno come unico scopo la rapina economica dei nostri territori. 
Da sempre chiediamo, infatti, che si dia vita, finalmente, ad una vera politica energetica nazionale, necessaria all’intero sistema produttivo italiano e indispensabile per l'esercizio di un'autentica sovranità.
Un sistema energetico integrato sostenibile (fonti rinnovabili+idrocarburi) secondo noi è possibile, basterebbe nazionalizzare lo sfruttamento delle nostre risorse, vincolandolo alla produzione nazionale e destinandolo ai settori vitali e strategici per l’economia italiana.

Per informazioni: 
Email: sardegna@forzanuova.info 
Tel. 380.7181332 
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Sardegna


mercoledì 30 marzo 2016

“L'AVVENIRE DI NUORO DOPO EQUITALIA”.


E' fatta, dunque: il Comune di Nuoro ha ufficialmente rinunciato alla riscossione mediante la società Equitalia ed opterà, d'ora in avanti, per la figura dell'Ufficiale di riscossione, che sarà selezionato nei prossimi giorni.
Un sistema meno rigido e più flessibile? In teoria, la finalità è questa.
Assieme alla vendita dei beni immobili comunali, ideata per racimolare fondi a beneficio di un Comune, quello di Nuoro, pesantemente indebitato (come gran parte dei Comuni italiani), è la notizia più rilevante degli ultimi tempi.
Di certo, salutare Equitalia significa liberarsi di un inutile carrozzone pubblico, e mettere la parola fine all'usura legalizzata, alle “cartelle pazze”, ai destinatari sbagliati, alle spese aggiuntive e agli aggi che vanno a sommarsi ai debiti , e così via.
E' però necessario frenare i facili entusiasmi: non avrebbe senso passare dalla padella nella brace affidando il proprio destino ad un soggetto incompetente.
Soggetto che, è bene chiarirlo, andrà ricercato all'esterno: la Giunta Soddu ha candidamente ammesso di non disporre di una figura altamente specializzata per la riscossione diretta delle proprie entrate. Fatte queste doverose premesse, è palese che si tratta di una scelta delicatissima, che potrebbe condizionare la carriera politica del sindaco Soddu.
Tirando le somme, va certamente fatto un plauso per la scelta coraggiosa ed originale (Nuoro sarebbe il primo Comune sardo a sganciarsi da Equitalia), ma d'ora in poi il sindaco dovrà muoversi con molta, molta cautela.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

Per informazioni:
Email: nuoro@forzanuova.info 
Tel. 333.8281517   
Facebook: Forza Nuova Nuoro
Sito: www.forzanuovasardegna.info


mercoledì 23 marzo 2016

“IL FUTURO “DESERTICO” DEL NORD SARDEGNA”.


Continua la politica di desertificazione e di abbandono del nord Sardegna (questa volta Logudoro e Goceano), operata dal governo nazionale nell'indifferenza delle istituzioni regionali.
Il primo caso, non molti mesi fa, è stato quello della vociferata riduzione del distaccamento di Polizia Stradale di Ozieri e del suo accorpamento con quello di Tempio, che si è sommata ad una forte riduzione della presenza dell’Arma dei Carabinieri in zone ancora con gravi problemi di criminalità.
L’ultimo caso, invece, è quello della chiusura della Scuola di polizia a cavallo di Burgos, penalizzata dalla revisione della spesa operata dal Ministero dell’Interno a favore della struttura gemella di Ladispoli.
Di fronte a questa decisione, che circolava ormai da mesi, ci si sarebbe aspettato un minimo accenno di intervento o almeno un certo interessamento da parte della Regione, che solo qualche tempo fa aveva dato ampie rassicurazioni ai rappresentanti del Goceano in merito alla volontà di voler scongiurare la soppressione di una istituzione nata anni fa sotto i migliori auspici, che doveva essere fonte di sviluppo, lavoro e, soprattutto, sicurezza.
Risultato: molte parole al vento ed ennesimo colpo di scure di una spending review, che solo in Sardegna non conosce quelle deroghe o dilazioni spesso accordate ad altri amministratori/elettori.
L‘assessore regionale alla Programmazione, Raffaele Paci, si è limitato a discutere con gli amministratori goceanini di una possibile riqualificazione della struttura con un eventuale interessamento dei privati nella gestione, ma si tratta ovviamente dell’ennesima presa in giro per i cittadini e di un ulteriore arretramento dello Stato nel presidio del territorio: gli unici che beneficeranno di tutto questo saranno gli speculatori, ansiosi di sfruttare un complesso edilizio in ottimo stato, e i criminali, che potranno godere di una maggiore impunità.
Il tutto con buona pace degli onesti e di quelle decine di disoccupati locali che, con l’apertura della scuola di polizia, speravano di poter evitare di ingrossare le fila dell’emigrazione. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari. 

Per informazioni: 

Email: sassari@forzanuova.info 
Tel. 346.8334473 
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Sassari

sabato 12 marzo 2016

“IS LESBICAS CONTENDESI', TRA VERITA' E BUGIE”.


Il dibattito politico e culturale sardo in questi giorni è stato in parte occupato dalle polemiche sorte intorno all'evento dal titolo “Le lesbiche si raccontano - Is lesbicas contendesì”, un laboratorio di tre giorni destinato ai bambini ed allestito nei locali del Lazzareto di Cagliari.
Critiche e contro-critiche hanno però deviato la discussione pubblica su aspetti marginali o dai presupposti scorretti: la manifestazione (promossa da ARCI, Associazione Famiglie Arcobaleno e dalle psicologhe dello studio Psynerghia) non si svolge all'interno di una scuola durante l'orario di lezione obbligatorio, ma la partecipazione è una libera scelta dei genitori, che intendono iscrivere i propri figli al corso; così come il patrocinio alla manifestazione delle istituzioni locali, almeno formalmente, non risulta.
Ciò che avrebbe dovuto attirare l'attenzione degli osservatori è comprendere la finalità della tre giorni di laboratorio.
Dal manifesto programmatico dell'evento, dopo un'introduzione sull'importanza del gioco per i bambini, si legge che “con l'ausilio di una storia sarà affrontato il tema degli stereotipi di genere legati alle professioni e all'abbigliamento. Delle grandi ceste piene di vestiti e accessori di vario tipo permetteranno alle bambine e ai bambini di sperimentare diversi travestimenti alla scoperta di sé e degli altri”.
La domanda sorge più che spontanea: che senso ha?
Oggi abbiamo donne che lavorano nelle forze dell'ordine e nell'esercito, donne che sono giudici, avvocatesse, manager, dirigenti pubbliche ed imprenditrici, vestite con divise (ed armate) o con abiti professionali, in ambienti prima quasi esclusivamente maschili.
Altresì, abbiamo uomini che fanno i badanti per anziani e malati, i colf, uomini che si occupano di profumeria, di cosmesi, di trucco, di acconciature, di sartoria e di cucina e di altre mansioni prima tipicamente femminili. Ed anche in questo caso, indossano gli indumenti consoni al loro mestiere.
Così come abbiamo quei settori dove uomini e donne portano la stessa uniforme e sono “uguali”, perché lo richiede la propria professione (commessi, addetti della grande distribuzione, infermieri, medici, etc).
Queste persone sono madri, padri, fratelli, sorelle. zii, amici degli stessi bambini, che quindi conoscono e riconoscono tale realtà e non hanno alcun stereotipo di genere.
Allora, qual'è lo scopo di questo laboratorio, che si rivolge a bambini molto piccoli (dai 4 agli 8 anni)?
Per sintetizzare, pensiamo che il messaggio indirizzato ai bambini sia, in realtà, di vestirsi come gli pare, in base a ciò che si sentono di fare o di essere, indipendentemente dalla loro identità e natura maschile o femminile: la fantomatica Teoria Gender.
Per antonomasia, i bambini sono l'espressione dell'innocenza, della verità e della naturalezza: se un bambino non riconosce la figura o sorride davanti ad un uomo barbuto vestito da donna, perché devono intervenire gli adulti, con le costruzioni mentali tipiche dell'adulto, per plagiarlo e convincerlo del contrario, senza considerare la mancanza di malizia e di cattiveria del suo gesto, così come lo stato della maturità dello stesso bambino?
In una società giusta o quantomeno civile, i bambini dovrebbero essere la prima categoria privilegiata e rispettata, perché rappresentano il futuro di una nazione.
Siamo ben lontani da una realtà del genere, ma almeno il mondo dei bambini, i loro giochi e la loro innocenza non dovrebbero essere inquinati dalle sovrastrutture degli adulti.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

Per informazioni:

Email: cagliari@forzanuova.info
Tel. 380.7181332
Sito: www.forzanuovasardegna.info
Facebook: Forza Nuova Cagliari