domenica 29 marzo 2015

"ABBANOA, LA RABBIA CRESCE".


Non si placano le polemiche contro Abbanoa, la società nominata(con la Legge Regionale 29 del 1997) gestore unico del servizio idrico in Sardegna.
Come sappiamo, taluni Comuni hanno detto no sin da subito( decidendo di occuparsi essi stessi del servizio, come si è sempre fatto), altri si sono sganciati dopo anni di mala gestio. Pian piano questi Comuni sono diventati 28, per un popolazione complessiva di oltre 80 mila abitanti, e sono sparsi in tutta la Sardegna, da Aggius all'hinterland cagliaritano, passando per la Barbagia.
Di recente, i Sindaci dei Comuni”ribelli”(che nel mese di febbraio hanno costituito il GASI, Gestioni Autonome Servizio Idrico) sono stati ricevuti nella sede della Regione, dove hanno sostenuto di aver gestito il servizio in modo virtuoso e con tariffe più basse, nonché tenendo i conti (relativi alla gestione) perfettamente in ordine, in controtendenza con le inefficienze del passato. In più, i Sindaci hanno assicurato di aver sempre garantito servizi di pronto intervento particolarmente solerti.
In sostanza, tutti questi amministratori vogliono continuare a occuparsi dell'acqua pubblica autonomamente, e senza l'indebita ingerenza della società Abbanoa.
Dopo l'ultimo scandalo dei conguagli che, stando a quanto riportato nelle bollette, venivano spacciati per “morosità”, sono arrivate le scuse ufficiali direttamente dal sito della società.
Ma la rabbia dei cittadini aumenta in maniera esponenziale(proprio come le bollette dell'acqua): la questione dei conguagli, per esempio, è tuttora aperta e non definita. Adiconsum, l'associazione a difesa dei consumatori, ha indetto una conferenza stampa per spiegare che l'obiettivo è l'annullamento in autotutela della delibera, bloccando la fatturazione e la riscossione. Nel frattempo, si può sospendere il pagamento delle bollette: sarà il giudice a stabilire se i conguagli vanno versati o no. In caso di mancata risposta da parte della società, l'associazione si rivolgerà al Tribunale di Nuoro, città dove Abbanoa ha la sede legale.
Insomma, tra continui rincari e ben noti disservizi( tubature danneggiate e mai riparate, carenze nella potabilizzazione e nella depurazione delle acqua reflue, ritardi nell'invio delle fatture), la situazione è davvero insostenibile.
Oltretutto, in aggiunta ai 28 Comuni summenzionati, ve ne sono molti altri che vorrebbero “sganciarsi” e che denunciano l'ostruzionismo della Regione Sardegna, che, con la recente approvazione di una Legge, ha istituito l'Ente di governo dell'ambito unico territoriale sardo, pregiudicando, di fatto, la gestioni dirette ad opera dei Comuni.
I quali, giustamente, sono già sul piede di guerra.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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sabato 28 marzo 2015

"LA GIUNTA DEI PROF. TAGLIA LE CLASSI DEGLI STUDENTI".


Da alcuni mesi il mondo scolastico sardo è percorso dalle polemiche e dalle proteste a causa della decisione dell’amministrazione regionale di procedere a un accorpamento delle scuole elementari e medie della Sardegna.
L’assessore alla cultura Claudia Firino si affanna a diffondere dichiarazioni rassicuranti sui benefici che questa operazione avrà per il comparto dell’istruzione sarda, ma non riesce in alcun modo a scalfire le preoccupazioni e le diffidenze dei sindacati, degli amministratori locali, degli studenti e dei loro stessi genitori, che in ultima analisi sono gli unici sui quali si ripercuoteranno le decisioni assunte nei palazzi cagliaritani.
Il motivo di proteste quasi unanimi è dovuto essenzialmente al fatto che anche la giunta Pigliaru sta pensando di risolvere i problemi della scuola sarda con un’operazione tutto sommato di natura economica, dal momento che prevede quasi esclusivamente degli accorpamenti indiscriminati che non tengono conto della situazione esistente nei vari territori dell’Isola. Soprattutto non tiene conto del fatto che questo ennesimo intervento, con un costo economico prossimo allo zero ma con un prezzo sociale elevatissimo, si somma a tutta una serie di riduzione dei servizi e della manutenzione degli edifici messa in atto dai Comuni e dalle Provincie, che da anni hanno ridotto o abolito il servizio di scuolabus, la mensa, il finanziamento dei buoni libro ecc.
Questa crisi, che non può più essere definita momentanea, si ripercuote anche nei paesi della Provincia di Sassari, che si ritrovano ad essere sempre più privi dei servizi scolastici di base, un tempo garantiti anche nei centri più piccoli proprio perché la scuola, soprattutto quella elementare e media, era considerata, insieme all’ufficio postale, il servizio statale più importante e che per decenni ha costituito il fiore all’occhiello delle nostre realtà. Ora, invece, con le decisioni della giunta regionale, che si sommano a quelle assunte dai governi degli ultimi venti anni, i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie sono costretti ad affrontare ogni giorno il disagio di dover prendere uno scuolabus (quando non è stato soppresso!) che li accompagna o dall’altra parte della città o addirittura in un altro paese; si capisce benissimo lo stress che questi spostamenti comportano e l’aumento dei costi che deve essere affrontato dai genitori degli alunni, costretti ad impiegare molto più tempo per accompagnare i propri figli a scuola.
Una politica d’intervento serio in ambito scolastico, invece, non deve basarsi esclusivamente sull’accorpamento delle classi al fine di ridurre i costi economici, ma deve contemperare la riduzione dei costi e degli sprechi, sicuramente esistenti in alcune realtà della Sardegna, con una politica di investimenti in grado di migliorare i servizi offerti agli studenti e alle loro famiglie. Il primo passo da fare sarebbe quello di mettere a norma gli edifici scolastici, da decenni vittime di incurie talmente gravi da provocare continui allagamenti di aule e uffici e distacchi di cornicioni e soffitti; fornire riscaldamento adeguato ai locali, invece di fare il rifornimento con il contagocce per contenere i costi ma costringendo le scuole a chiudere a causa del freddo intenso delle settimane scorse che non permetteva lo svolgimento delle lezioni e ha costretto gli studenti della Provincia di Sassari a manifestare davanti alla sede di piazza d’Italia in un momento in cui il loro unico compito avrebbe dovuto essere quello di seguire lezioni e studiare intensamente le varie materie, dato l’avvicinarsi delle interrogazioni e, per le quinte, il momento dell’esame finale di maturità o diploma.
Questa situazione non è più tollerabile a nessun livello amministrativo ed è ora di smetterla di far ricadere i costi di sprechi e abusi sugli unici livelli amministrativi vicini ai cittadini (i Comuni) o che hanno sempre funto da intermediari tra le esigenze locali e i governi centrali (le Province). I tagli da fare sono altrove, in primis nella Regione Sardegna: è ora che si inizi!!

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
 

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domenica 15 marzo 2015

“STOP IMMIGRAZIONE, ORA”.


Un tempo si credeva che il pizzo ed intimidazioni fossero una prerogativa esclusiva della mafia.
A Cagliari a delinquere non sono i mafiosi ma l'orda, che sembra non avere fine, di immigrati mandati in confino nell'isola.
Recenti e preoccupanti notizie raccontano di donne e famiglie che hanno subito violenze verbali ed a volte anche fisiche da parte delle decine di immigrati che troviamo a fare i parcheggiatori abusivi in tutti i parcheggi della città.
A metà gennaio una donna è stata presa in ostaggio nella propria macchia col figlio neonato da un senegalese, che le chiedeva il pizzo per parcheggiare.
Al rifiuto, l'abusivo ha minacciato di danneggiarle l'auto e non contento, si è abbassato i pantaloni e ha iniziato a masturbarsi.
Poche settimane fa, nella centralissima piazza del Carmine sempre a Cagliari, un gruppo di romeni avvicinava le famiglie che si recavano nella vicina scuola elementare, non curandosi della presenza o meno dei figli, con una scusa per poi ingiuriare contro di loro, arrivando fino a sputarle, per poco non si è arrivati alla rissa.
Rissa che è invece scoppiata in un locale di Assemini fra una cinquantina di immigrati.
Questi sono solo alcuni dei più recenti episodi di criminalità che vedono protagonisti immigrati ed i reati commessi dagli immigrati sono in costante aumento.
In un periodo di non più grave ma bensì devastante crisi, si percepisce sempre di più l'impotenza dello Stato nel garantire i servizi ed il sostegno alle classi italiane meno abbienti, ma si nota quanto sia diligente e pronto a schierare mezzi e uomini (ad esempio la marina militare nell'operazione “Mare Nostrum”) e fondi, se ad averne bisogno non è una famiglia italiana.
L'immigrazione, oltre ad essere una piaga sociale per i popoli e le Nazioni, è un vero e proprio business per tutti coloro che sfruttano la disperazione e la speranza di una vita migliore degli immigrati, spesso non avendone minimamente cura.
“Ogni popolo ha la sua terra ed ogni terra ha il suo popolo”, queste parole di Roberto Fiore sono sempre più vere e attuali. Oltre a collassare il nostro sistema nazionale, a causa dell'immigrazione collassa anche il sistema dei Paesi che vanno mano a mano “svuotandosi” di risorse umane.
FORZA NUOVA propone il blocco immediato dell'immigrazione e l'umano rimpatrio degli immigrati ed indica il ruolo fondamentale dei Paesi europei nel sostegno per la ricostruzione del “continente nero” attraverso la tutela dei diritti del popolo africano aiutandoli a vivere dignitosamente nella propria terra d'origine.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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domenica 8 marzo 2015

"CON NOI PER QUARTU S.ELENA".

Le Segreterie Regionali dei Movimenti FORZA NUOVA e DESTRA SOCIALE scendono in campo insieme per partecipare alle prossime elezioni comunali per Quartu Sant'Eelena.
Le nostre priorità: lavoro, giovani, stop immigrazione e degrado urbano.
Sostieni anche tu il nostro progetto e sottoscrivi la nostra lista!

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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sabato 28 febbraio 2015

“PIANO URBANISTICO, QUALE FUTURO PER LA CITTA'?”.


Proclami entusiastici, grida di giubilo, e addirittura, per la Giunta comunale, raggiungimento di un “risultato storico”.
Apparentemente, sembrerebbe un evento straordinario,invece si tratta solo dell'approvazione del Puc di Nuoro.
E' da segnalare, tuttavia, che il capoluogo barbaricino attende il Puc da più di vent'anni (sembra incredibile, ma è così).
Nel 1993, infatti, l'incarico di redigere il Piano era stato affidato all'architetto Portoghesi, il quale, dopo insormontabili ostacoli burocratici, aveva rinunciato.
Con il via libera regionale, si aprono, in effetti, nuovi scenari.
I progetti in cantiere sono ambiziosi: si va dalla riqualificazione delle strutture ricettive del Monte Ortobene, al recupero del quartiere di Testimonzos (le cui problematiche erano legate alla lottizzazione abusiva, e nel quale saranno i residenti a doversi attivare, consorziandosi e proponendo al Comune un piano di risanamento), passando per la realizzazione di una cittadella sportiva a Tanca 'e s'Ena e di un parco urbano a Tanca Manna (dove, a dire il vero, un parco esiste già, e andrebbe solo ripulito e valorizzato).
In alcune di queste zone ci si avvarrà dello strumento della compensazione, in altre si opterà per la perequazione.
Se, in Consiglio,l'Opposizione ha deprecato la totale inutilità di avviare una cementificazione in una città che accusa un vistoso calo demografico, il sindaco Bianchi ha replicato che il Puc è volto proprio ad arginare lo spopolamento.
Restano molti dubbi, e l'aleatorietà di questi progetti( peraltro decisamente ambiziosi) non lascia ben sperare.
Paradossalmente, Bianchi, con questo colpo di coda, ottenuto in prossimità della scadenza del suo mandato, potrebbe acquisire un grosso vantaggio dal punto di vista elettorale, in una città dove la Sinistra è già storicamente maggioritaria.
Ma i cittadini dovrebbero riflettere attentamente su questi ventidue anni buttati al vento.
Ventidue anni in cui, a Nuoro, ha governato quasi sempre la Sinistra, divisa tra interessi dei vari partiti e diatribe dei singoli esponenti.
Le assurde lungaggini della Regione, guidata a turno da Destra e Sinistra, hanno fatto il resto.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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domenica 22 febbraio 2015

“ZIR: DA AREA DEGRADATA A VOLANO DELLO SVILUPPO".

Z.I.R. è l’acronimo di “Zona Industriale Regionale” e identifica le aree in cui, a partire dagli anni Sessanta e Settanta la Regione Autonoma della Sardegna ha deciso di concentrare industrie e depositi sia per toglierli dalle vecchie periferie cittadine destinate ad ospitare nuovi quartieri residenziali sia per sviluppare zone altrimenti destinate all’isolamento e al degrado.
Una di queste Z.I.R. è quella situata nella periferia di Sassari, nella zona chiamata Predda Niedda. Dalla sua nascita, appunto negli anni Settanta, non ha visto l’affermarsi di vere e proprie industrie, come nella vicina Porto Torres, ma soprattutto di attività artigianali e di diversi centri commerciali come Conforama, Auchan, Decathlon ecc. che a loro volta hanno portato ulteriori imprese a trasferirsi dal centro città alla periferia.
Questo proliferare di ditte e negozi ormai non più destinati solo alla vendita all’ingrosso ha provocato il sorgere di diversi problemi: il principale è sicuramente quello di aver provocato un pesante e costante spopolamento commerciale del centro cittadino e delle sue immediate vicinanze a causa della cronica mancanza di parcheggi, dell’istituzione di una ZTL troppo estesa e fortemente osteggiata da commercianti e cittadini, dal cambio di abitudini dei consumatori.
Un altro problema non indifferente è dato dal fatto che ogni giorno la vivacità diurna della zona è seguita dal più completo degrado e abbandono non appena si abbassano le saracinesche dei negozi e sono andati via gli ultimi clienti. Da quel momento la zona diventa il regno del sesso a pagamento e della criminalità che impedisce l’insediamento di attività quali pizzerie, ristoranti o locali in genere, attualmente presenti solo nelle zone prospicienti le vie di collegamento con la città.
A partire dal 2008, il Consorzio Industriale incaricato di gestire la pianificazione urbanistica e viaria di un’area che con il passare del tempo è arrivata a toccare i 400 ettari (4km²) e che accoglie quotidianamente circa 6.000 lavoratori, è stato posto in liquidazione dall’amministrazione regionale, nonostante la presenza tra gli azionisti del Comune, della Provincia e della Camera di Commercio di Sassari. Il commissariamento dell’ente ha provocato l’abbandono progressivo delle opere di manutenzione e l’impossibilità in primis per il Comune di Sassari di occuparsi direttamente dell’avvenire dell’area industriale, diventata ora parte integrante della città.
Forza Nuova sostiene con forza la necessità che l’amministrazione comunale apra un tavolo di confronto con la Regione affinché la fase del commissariamento sia superata e il Comune possa partecipare attivamente alla gestione della zona industriale. Inoltre, c’è un contenzioso con Abbanoa che, vantando un credito di oltre 10 milioni di euro, rischia di lasciare letteralmente all’asciutto ben 1.000 aziende. Questa situazione deve essere esaminata con urgenza individuando una soluzione definitiva.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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martedì 17 febbraio 2015

“NO IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE”.


“Gender”. Parola che ultimamente ogni tanto affiora dai media ma di cui quasi nessuno conosce il significato.
Tradotto dall'inglese significa letteralmente “genere”, come maschio e femmina.
Ma alcune amministrazioni, come quella di Cagliari, sono convinte che esistano anche altri generi oltre ai due naturali.
Da qui la decisione di utilizzare addirittura diecimila euro di fondi residui per destinarli ad un progetto didattico che prevede “corsi di educazione alle differenze di genere” (non specificando quanti, secondo loro, sono questi generi) e di orientamento sessuale.
Nel gennaio 2014 partì un bando comunale e la realizzazione del progetto andò all'associazione S.N.O.Q. (Se Non Ora Quando).
Nel progetto si parla di «necessità di trasmettere una moltitudine di modelli ai bambini ed alle bambine» e di «far riflettere i bambini sulle connotazioni dell'essere maschio o femmina rispetto alla propria appartenenza di genere».
E' doveroso ricordare che il progetto è rivolto ai bambini delle scuole elementari di età compresa fra i 7 e i 10 anni!
A questo punto svariate associazioni pro-famiglia come “Associazione Famiglie Numerose” e “Associazione Giuristi per la Vita”, hanno contattato le scuole aderenti al progetto e l'amministrazione cagliaritana denunciando che in questo modo i bambini verrebbero   “sessualizzati” a piacere dell'amministrazione comunale con fiabe e “giochi” poco adatti alla fascia di età interessata.
Ad esempio, in alcune scuole della Penisola è stato consegnato un rossetto ai maschi, chiedendo loro di metterlo sulle labbra e poi di esprimere le loro sensazioni su come si sentissero, oppure gli è stato proposto di giocare con le bambole lasciando da parte le macchinine.
“E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli” (Art. 30 Cost. Italiana).
La Costituzione ricorda che è diritto dei genitori educare i propri figli, non dell'amministrazione comunale, che usa associazioni pro-diversità ed anti-famiglia per raggiungere i propri intenti.
Dall'altra parte, per le associazioni pro-famiglia “l'ideologia gender sostiene che maschio e femmina sono il passato, il sesso è un'opinione, l'omosessualità è innata e i gay e le lesbiche hanno diritto di creare coppie che saranno il fondamento di un nuovo tipo di famiglie”. Fonte: www.tempi.it.
Purtroppo il problema non è solo cagliaritano ma nazionale.
Forza Nuova sostiene  che ormai l'Italia si trova di fronte ad una vera e propria emergenza educativa e chiede al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell'Istruzione di abbandonare la “strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere” e di emanare precise direttive affinché tutti i progetti, corsi, strategie educative si conformino ad alcune linee guida quali:
1) il rispetto del ruolo della famiglia nell'educazione all'affettività ed alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario, come sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
2) La spiegazione e lo studio delle motivazioni per le quali la nostra Costituzione privilegia la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
3) L'educazione al riconoscimento del valore e della bellezza della differenza sessuale.
4) Il rispetto del corpo altrui e dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva.
5) Il riconoscimento che l'attività sessuale non si riduce alla dimensione del piacere, ma che comporta delle conseguenze gravi e dei doveri importanti.
Per tutti questi motivi Forza Nuova ha avviato una petizione ed una raccolta firme.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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