domenica 21 settembre 2014

"BASTA DROGA, BASTA DEGRADO".


L'ennesima operazione antidroga della Polizia di Stato, guidata dalla questura di Nuoro, ha portato all'arresto di una trentina di persone.
Fra gli arrestati, accanto ai delinquenti autoctoni, gli immancabili extracomunitari (nella fattispecie, albanesi), ma anche rumeni (ormai cittadini comunitari a tutti gli effetti).
Pare che la droga fosse di ottima qualità e che il traffico interessasse, oltre all'area Nuoro-Olbia, il Nord Italia e l'Albania.
Inoltre, gli spacciatori sarebbero stati in procinto di importare in Sardegna, oltre a nuovi quantitativi di droga, un gran numero di Euro falsi e finanche svariati kalashnikov.
Notizie emblematiche della pericolosità di certi traffici.
Cade dunque il mito della Nuoro capitale della Tradizione Sarda, dell'ordine sociale e del quieto vivere.
Secondo la relazione del Dipartimento Nazionale Antidroga (basata sull'analisi dei campioni di  acque reflue), il capoluogo barbaricino risulta, assieme a Cagliari, uno dei centri in cui, nell'ultimo anno, il consumo di droghe è aumentato vertiginosamente.
Nel 2013, Nuoro è risultata, assieme a Firenze, la città in cui si sono consumate più dosi di marijuana e hashish.
Davvero preoccupante, poi, l'aumento esponenziale del consumo di droghe pesanti.
E tutto questo in una realtà dove, storicamente, il Sert si occupava (probabilmente è l'unico caso in Italia) quasi esclusivamente di casi di alcoldipendenza.
In materia di droga, non si può non segnalare l'inadeguatezza della normativa nazionale: la famigerata legge Fini-Giovanardi, peraltro di recente dichiarata incostituzionale, sanzionava severamente i consumatori, ma puniva in modo blando gli spacciatori, veri responsabili.
Dinanzi all'inerzia del Parlamento, al menefreghismo della società, al degrado ormai imperante nelle nostre città, Forza Nuova propone un drastico cambio di rotta e sollecita politiche più serie per deradicare lo spaccio, che si combatte solo diffondendo valori, civiltà, ideali: quegli ideali che nel marasma odierno sembrano smarriti.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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“DALLA LUCE AL BUIO: ENNESIMA STORIA DI CATTIVA AMMINISTRAZIONE ALL'ITALIANA”.


Dalla luce al buio. Potrebbe essere riassunta così la storia relativamente recente del ponte romano di Calich, che prende il nome dal vicino stagno, una fra le più importanti zone umide costiere di Alghero e della Sardegna.
L'importante testimonianza di epoca imperiale rappresenta uno dei monumenti più fotografati della zona e anni fa era stato oggetto di importanti interventi di manutenzione straordinaria che avevano portato al consolidamento delle arcate da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Sassari.
A questo primo intervento era seguito quello del Comune di Alghero il quale, con la collaborazione di Enel Energia, aveva realizzato un impianto di illuminazione delle arcate simile a quelli a basso impatto ambientale studiati per i maggiori monumenti italiani.
Il risultato finale era stato quello di conferire al monumento un effetto notturono molto suggestivo che aumentava l'attrazione del monumento per turisti e residenti.
Di tutto questo, ora, non esiste più traccia poiché nel corso degli anni non si è proceduto con le necessarie riparazioni. La progressiva oscurità ha favorito l'azione di ladri e vandali che hanno sottratto fari e fili elettrici fino a rendere necessario il rifacimento dell'intero impianto.
Al fine di far tornare la luce sull'antico ponte, che meriterebbe un'attenzione maggiore anche dal punto di vista della gestione e del suo inserimento nel circuito dei "monumenti aperti" della cittadina catalana, l'amministrazione comunale dovrebbe adoperarsi per far risponsorizzare all'Enel l'opera d'illuminazione o, in alternativa, cercare di sensibilizzare qualche imprenditore locale.
L'intervento, che con partership intelligenti costebbe relativamente poco alle casse comunali, oltre a ricevere il plauso sia dei turisti che dei residenti di Alghero e Fertilia, permetterebbe al ponte romano di diventare anche una fonte di reddito per qualche cooperativa giovanile.
Infatti, l'antica struttura, se fosse messa in collegamento con gli altri monumenti algheresi, potrebbe portare ad un'ulteriore valorizzazione sia della zona dello stagno di Calich, da sempre famoso per le specie floreali e ittiche che vi trovano dimora, sia della borgata di Fertilia, spesso trascurata dalle amministrazioni comunali algheresi.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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mercoledì 17 settembre 2014

"CARO SINDACO PUDDU, A SAN GAVINO SI FA QUELLO CHE AD ASSEMINI NON HA VALUTO SENTIRE"


 Caro Sindaco Puddu,
a San Gavino, l'amministrazione comunale cede in locazione i box del mercato civico (a circa 100€ al mese), dopo aver investito proprie risorse per ristrutturarlo, ai piccoli imprenditori locali: un modo per sostenere l'economia del territorio e cercare di creare qualche posto di lavoro.
Circa un anno fa, abbiamo provato a metterci in contatto con Lei, per proporLe di utilizzare in modo simile l'inutilizzata piazza mercato di Assemini.
Avevamo suggerito di destinare l'area in questione affidandola a commercianti, piccoli artigiani e produttori del comune da Lei amministrato, concedendo gli spazi del nuovo mercato ad un canone agevolato.
Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta né da Lei, né dai Suoi delegati: l'esempio di San Gavino conferma nei fatti la validità della nostra proposta, pertanto il suo atteggiamento risulta ancor più inqualificabile, perché da una parte non ha voluto ascoltare una proposta dal basso dei cittadini, dimenticatosi dei principi di “democrazia diretta” tanto esaltati dal Suo Movimento, dall'altra ha tolto un'occasione importante di sviluppo e benessere futuro per la Sua comunità..
In conclusione, La invitiamo da subito a ritornare sui Suoi passi e prendere in esame la nostra proposta, attuandola quanto prima per il bene di tutti.
 
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.


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martedì 26 agosto 2014

"OGNI TERRA HA IL SUO POPOLO, OGNI POPOLO HA LA SUA TERRA".

Sadali, Sardegna. Nel paese (piccolo centro della Barbagia di Seùlo, un tempo Provincia di Nuoro, oggi Provincia di Cagliari) i residenti hanno vissuto un Ferragosto di angoscia, a seguito delle proteste degli immigrati malesi, i quali, rifiutatisi di alloggiare in un albergo a 3 stelle con tanto di piscina, aria condizionata e tv satellitare in camera, hanno bivaccato dinanzi alla struttura ricettiva, creando un clima di tensione.
La motivazione del rifiuto? Sadali, a detta loro, è un paese troppo isolato, lontano dai grandi centri urbani. Gli immigrati, inoltre, continuano a sostenere che fosse stato loro assicurato che la Sardegna sarebbe stata una tappa intermedia, nell'attesa di un trasferimento a Milano, Roma o Napoli (città dalla quale, peraltro, provenivano). Come minimo, “esigono” una città come Cagliari.
Tutto molto generico, tutto molto poco chiaro.
Quel che è chiaro è che siamo di fronte alla solita disorganizzazione di un Paese ormai allo sbando, asservito all'Unione Europea, sostanzialmente privo di sovranità e incapace di decidere quando serve.
Come se non bastasse, lo stesso Sindaco di Sadali (Romina Mura, Partito Democratico) non ha esitato a schierarsi dalla parte degli immigrati, asserendo che questi ultimi non possono essere trattenuti in un posto in cui “non vogliono stare”.
Forse c'è chi ritiene che sia davvero tutto dovuto, forse c'è chi vive la migrazione come una (consapevole) invasione, incurante dei disagi che deriveranno, e che sono già derivati, alla popolazione autoctona.
Nel caso di specie, i migranti più esagitati (non essendo Sadali un paese dotato di una Caserma dei Carabinieri, la situazione poteva essere esplosiva) sono stati trasferiti ad Ottana. paese più vicino a Nuoro e dunque più confacente alle mire “metropolitane” dei migranti.
Ma in questi giorni ne arriveranno altri centocinquanta (fra gli altri molti siriani) che dovranno essere ospitati in tutta la Provincia.
L'Europa è stata invasa molte volte, in tempi diversi e dai popoli più disparati.
Ogni invasione era motivata da ragioni sempre diverse e taluni popoli ci hanno arricchito, altri meno, altri ancora hanno portato solo morte e devastazione.
Il Vecchio Continente è sempre riuscito a sollevarsi e a reagire, ma il rischio, stavolta, è che il mare umano sia davvero troppo imponente e che non si abbia la forza morale necessaria (né i mezzi) per fronteggiare le migrazioni.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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domenica 24 agosto 2014

"L'ALTRA FACCIA DELL'ACCOGLIENZA"


Alcuni mesi fa, la Prefettura di Sassari inviò un centinaio di profughi africani sbarcati sull'isola di Lampedusa presso alcune strutture turistiche situate nel Comune di Castelsardo. L'ospitalità, pagata profumatamente dai contribuenti italiani, avrebbe dovuto essere temporanea, solo che come al solito in Italia non c'è niente di più definitivo e stabile delle situazioni definite ufficialmente "temporanee".
Infatti, di recente, le convenzioni con le strutture private sono state rinnovate e ciò ha inevitabilmente creato grossi problemi e disagi sia dal punto di vista della sicurezza sia dell'igiene che da quello turistico. 
Sotto il primo aspetto, infatti, si è verificato che nella colonia marina di Baja Sunajola e in altre strutture situate nella frazione di Lu Bagnu, siano stati ospitati un centinaio di bambini sardi di età compresa tra i 10 e i 12 anni, che hanno dovuto pernottare in camere attigue a quelle destinate ai profughi africani, maggiorenni, con i quali condividevano gli stessi corridoi e la mensa. I genitori increduli, hanno scoperto che i loro figli di notte dormivano in camere che, non potendo essere chiuse a chiave, non erano assolutamente adatte a garantire l'incolumità dei piccoli ospiti. Molti di essi si sono lamentati dell'irresponsabilità dei gestori di far dormire persone adulte sconosciute in camere adiacenti a quelle di bambini indifesi. Come se ciò non fosse bastato i piccoli ospiti in molti casi hanno dovuto condividere con gli stranieri anche altri spazi quali la mensa e i servizi igienici, con grave pregiudizio della loro salute.
"Qui a Castelsardo il business dell'accogliaenza è diventato preminente rispetto anche ai nostri figli, che pagano profumatamente per trascorrere due settimane di vacanza al mare in strutture che dovrebbero garantirci il massimo della tranquillità", è la protesta corale dei genitori.
Queste lamentele si sommano a quelle degli operatori turistici, che non considerano la presenza degli "ospiti" del generoso contribuente italiano come una risorsa per un borgo storico come Castelsardo, da sempre votato al turismo italiano e straniero. I profughi, infatti, oltre a non spendere per ovvi motivi di indigenza, sono ospitati in strutture normalmente destinate ai turisti e ciò ha tolto dal mercato numerosi posti letto che sarebbero potuti essere utlizzati in modo più proficuo, specialmente durante la stagione turistica di quest'anno che tarda a decollare sia per la recessione economica che per i capricci del clima, variabile e incerto fino a poche settimane fa.
In conclusione, se lo Stato, per ragioni umanitarie, falso buonismo o assoluta incapacità a controllare efficacemente le frontiere, deve accogliere profughi e clandestini è meglio che lo faccia utilizzando suoi edifici, molti dei quali inutilizzati, piuttosto che stipulando costose convenzioni con strutture private, che essendo state concepite per usi ben diversi, non garantiscono neanche un minimo standard di sicurezza e, in più, penalizzano ulteriormente l'offerta turistica del nostro Paese.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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mercoledì 20 agosto 2014

"IN SARDEGNA AFFONDA IL “MARE NOSTRUM” DI RENZI & ALFANO"


A Sadali, comune al confine tra le province di Cagliari e Nuoro, si è registrato l'ultimo atto tragicomico del programma “Mare Nostrum”, voluto dal governo Renzi-Alfano: un centinaio di immigrati destinati alla Sardegna devono essere sistemati in varie strutture ed una cinquantina è destinata proprio a Sadali, dove un hotel a tre stelle è pronto ad accoglierli.
Ma agli immigrati la destinazione non piace, dicono senza mezzi termini che non vogliono stare “in campagna” e “in mezzo al deserto”, pretendono di essere alloggiati a Milano, Roma, Napoli o al più a Cagliari.
Inscenano da subito la loro protesta, che ovviamente porta alla solita soluzione “all'italiana”, dopo una giornata di trattative e di ricatti, che ha coinvolto forze dell'ordine, mediatori ed amministratori locali, con la metà degli immigrati convinta a restare nell'albergo di Sadali e l'altra metà riportata a Cagliari.
Non ci soffermiamo sulla crescita esponenziale della presenza di immigrati sul territorio regionale, con conseguente aumento di accattonaggio, degrado ed attività illecite, stranamente “tollerate” da chi dovrebbe far rispettare la legalità.
Non ci soffermiamo sui rischi per l'ordine pubblico, denunciati in una nota anche dal sindacato di polizia SIAP, per la mancanza di mezzi sufficienti per gestire queste situazioni.
Non ci soffermiamo sullo scontro tra autorità dello stato, con il sindaco di Sadali (deputata del PD) che ora accusa il ministero di una cattiva gestione dell'intera vicenda.
Ma ci soffermiamo sulla Sardegna: tutti gli indicatori economici sono negativi, la crisi persiste, la disoccupazione è a livelli record, i giovani (e non solo) tornano ad emigrare in cerca di fortuna come i loro nonni, le famiglie e le aziende sono tartassate, gli enti locali tagliano l'assistenza ed i servizi sociali, aumentano i casi di sfratti per morosità incolpevole.
Eppure in questo quadro drammatico, cosa fa lo stato italiano? Trascura i propri cittadini ed impone la presenza a casa loro di un numero sempre crescente di immigrati, per cui si spende e spende risorse, garantendogli vitto, alloggio, trasporti, telefonate, sigarette.
Forza Nuova da tempo ha denunciato il “razzismo anti-italiano”, con la discriminazione dei propri concittadini a vantaggio degli stranieri.
Forza Nuova ora denuncia il tentativo di trasformare l'isola in un centro di accoglienza/permanenza/detenzione stabile per gli immigrati.
Se non ci sarà un immediato stop al programma “Mare Nostrum” ed un'inversione netta nella gestione dei fenomeni migratori, ben presto le forze dell'ordine, i sindaci, i mediatori culturali, le associazioni ed i politici dovranno affrontare una protesta molto più difficile da gestire.
Quella dei sardi contro uno stato che non riconoscono più.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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giovedì 14 agosto 2014

“DAI SARDI NESSUN SOSTEGNO ALLA GUERRA DI ISRAELE”.

 
“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”.
Così recita la prima parte dell'articolo 11 della costituzione italiana, che è la carta fondante del diritto italiano e sulla quale tutti i governi si dovrebbero basare per legiferare e prendere posizione.
Ma il governo Renzi sembra all'improvviso aver dimenticato questo passaggio della carta costituzionale: non prende le distanze dallo stato di Israele, che in due mesi di guerra unilaterale da ha già ucciso più di 1500 civili palestinesi, durante i bombardamenti “per combattere il terrorismo”. Peccato che ad essere bombardati siano stati ospedali, scuole (anche dell'O.N.U.), abitazioni civili ed orfanotrofi.
Come se dei bambini o dei malati palestinesi potessero rappresentare un pericolo alla sovranità ed alla sicurezza israeliana.
Solo la Lega Araba ha puntato il dito contro Israele, accusandolo di crimini di guerra.
L'Italia, da buona servitrice della N.A.T.O., non solo non condanna l'operato di Israele, ma anzi lo aiuta, dandogli la possibilità di far esercitare (al tiro al bersaglio contro i civili?) l'aviazione israeliana sul suolo italiano.
Si apprende dai giornali che il Ministero della Difesa ha organizzato per il secondo semestre 2014 una serie di esercitazioni di bombardamento proprio in Sardegna: aerei e piloti saranno ospiti della base N.A.T.O. di Decimomannu (CA) ed effettueranno le esercitazioni a Capo Frasca, nell'oristanese, utilizzando, sempre da quanto si apprende, ordigni fino ad una tonnellata.
Ovviamente, questo via vai di aerei e di “bombe” comporterà un ulteriore grave danno per la salute dei cittadini, della natura e dell'economia del territorio, in una regione come la Sardegna, che paga ancora un prezzo altissimo alle servitù militari straniere, con le ben note tragiche conseguenze (la vicenda del Salto di Quirra docet).
Il ministro della difesa Pinotti ed il governatore Pigliaru hanno il dovere di pronunciarsi quanto prima e dare una risposta alle migliaia di cittadini sardi, che in questi giorni hanno già espresso la loro contrarietà e preoccupazione, attraverso la mobilitazione di associazioni, movimenti o semplici iniziative individuali (sono già decine di migliaia le e-mail inviate e le petizioni on-line sul tema).
Da sempre più voci, arriva lo stesso messaggio: dalla Sardegna, nessun tipo di aiuto o sostegno al genocidio del popolo palestinese messo in atto da Israele.
  
A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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