sabato 28 febbraio 2015

“PIANO URBANISTICO, QUALE FUTURO PER LA CITTA'?”


Proclami entusiastici, grida di giubilo, e addirittura, per la Giunta comunale, raggiungimento di un “risultato storico”.
Apparentemente, sembrerebbe un evento straordinario,invece si tratta solo dell'approvazione del Puc di Nuoro.
E' da segnalare, tuttavia, che il capoluogo barbaricino attende il Puc da più di vent'anni (sembra incredibile, ma è così).
Nel 1993, infatti, l'incarico di redigere il Piano era stato affidato all'architetto Portoghesi, il quale, dopo insormontabili ostacoli burocratici, aveva rinunciato.
Con il via libera regionale, si aprono, in effetti, nuovi scenari.
I progetti in cantiere sono ambiziosi: si va dalla riqualificazione delle strutture ricettive del Monte Ortobene, al recupero del quartiere di Testimonzos (le cui problematiche erano legate alla lottizzazione abusiva, e nel quale saranno i residenti a doversi attivare, consorziandosi e proponendo al Comune un piano di risanamento), passando per la realizzazione di una cittadella sportiva a Tanca 'e s'Ena e di un parco urbano a Tanca Manna (dove, a dire il vero, un parco esiste già, e andrebbe solo ripulito e valorizzato).
In alcune di queste zone ci si avvarrà dello strumento della compensazione, in altre si opterà per la perequazione.
Se, in Consiglio,l'Opposizione ha deprecato la totale inutilità di avviare una cementificazione in una città che accusa un vistoso calo demografico, il sindaco Bianchi ha replicato che il Puc è volto proprio ad arginare lo spopolamento.
Restano molti dubbi, e l'aleatorietà di questi progetti( peraltro decisamente ambiziosi) non lascia ben sperare.
Paradossalmente, Bianchi, con questo colpo di coda, ottenuto in prossimità della scadenza del suo mandato, potrebbe acquisire un grosso vantaggio dal punto di vista elettorale, in una città dove la Sinistra è già storicamente maggioritaria.
Ma i cittadini dovrebbero riflettere attentamente su questi ventidue anni buttati al vento.
Ventidue anni in cui, a Nuoro, ha governato quasi sempre la Sinistra, divisa tra interessi dei vari partiti e diatribe dei singoli esponenti.
Le assurde lungaggini della Regione, guidata a turno da Destra e Sinistra, hanno fatto il resto.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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domenica 22 febbraio 2015

“ZIR: DA AREA DEGRADATA A VOLANO DELLO SVILUPPO”

Z.I.R. è l’acronimo di “Zona Industriale Regionale” e identifica le aree in cui, a partire dagli anni Sessanta e Settanta la Regione Autonoma della Sardegna ha deciso di concentrare industrie e depositi sia per toglierli dalle vecchie periferie cittadine destinate ad ospitare nuovi quartieri residenziali sia per sviluppare zone altrimenti destinate all’isolamento e al degrado.
Una di queste Z.I.R. è quella situata nella periferia di Sassari, nella zona chiamata Predda Niedda. Dalla sua nascita, appunto negli anni Settanta, non ha visto l’affermarsi di vere e proprie industrie, come nella vicina Porto Torres, ma soprattutto di attività artigianali e di diversi centri commerciali come Conforama, Auchan, Decathlon ecc. che a loro volta hanno portato ulteriori imprese a trasferirsi dal centro città alla periferia.
Questo proliferare di ditte e negozi ormai non più destinati solo alla vendita all’ingrosso ha provocato il sorgere di diversi problemi: il principale è sicuramente quello di aver provocato un pesante e costante spopolamento commerciale del centro cittadino e delle sue immediate vicinanze a causa della cronica mancanza di parcheggi, dell’istituzione di una ZTL troppo estesa e fortemente osteggiata da commercianti e cittadini, dal cambio di abitudini dei consumatori.
Un altro problema non indifferente è dato dal fatto che ogni giorno la vivacità diurna della zona è seguita dal più completo degrado e abbandono non appena si abbassano le saracinesche dei negozi e sono andati via gli ultimi clienti. Da quel momento la zona diventa il regno del sesso a pagamento e della criminalità che impedisce l’insediamento di attività quali pizzerie, ristoranti o locali in genere, attualmente presenti solo nelle zone prospicienti le vie di collegamento con la città.
A partire dal 2008, il Consorzio Industriale incaricato di gestire la pianificazione urbanistica e viaria di un’area che con il passare del tempo è arrivata a toccare i 400 ettari (4km²) e che accoglie quotidianamente circa 6.000 lavoratori, è stato posto in liquidazione dall’amministrazione regionale, nonostante la presenza tra gli azionisti del Comune, della Provincia e della Camera di Commercio di Sassari. Il commissariamento dell’ente ha provocato l’abbandono progressivo delle opere di manutenzione e l’impossibilità in primis per il Comune di Sassari di occuparsi direttamente dell’avvenire dell’area industriale, diventata ora parte integrante della città.
Forza Nuova sostiene con forza la necessità che l’amministrazione comunale apra un tavolo di confronto con la Regione affinché la fase del commissariamento sia superata e il Comune possa partecipare attivamente alla gestione della zona industriale. Inoltre, c’è un contenzioso con Abbanoa che, vantando un credito di oltre 10 milioni di euro, rischia di lasciare letteralmente all’asciutto ben 1.000 aziende. Questa situazione deve essere esaminata con urgenza individuando una soluzione definitiva.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.
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martedì 17 febbraio 2015

“NO IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE”.


“Gender”. Parola che ultimamente ogni tanto affiora dai media ma di cui quasi nessuno conosce il significato.
Tradotto dall'inglese significa letteralmente “genere”, come maschio e femmina.
Ma alcune amministrazioni, come quella di Cagliari, sono convinte che esistano anche altri generi oltre ai due naturali.
Da qui la decisione di utilizzare addirittura diecimila euro di fondi residui per destinarli ad un progetto didattico che prevede “corsi di educazione alle differenze di genere” (non specificando quanti, secondo loro, sono questi generi) e di orientamento sessuale.
Nel gennaio 2014 partì un bando comunale e la realizzazione del progetto andò all'associazione S.N.O.Q. (Se Non Ora Quando).
Nel progetto si parla di «necessità di trasmettere una moltitudine di modelli ai bambini ed alle bambine» e di «far riflettere i bambini sulle connotazioni dell'essere maschio o femmina rispetto alla propria appartenenza di genere».
E' doveroso ricordare che il progetto è rivolto ai bambini delle scuole elementari di età compresa fra i 7 e i 10 anni!
A questo punto svariate associazioni pro-famiglia come “Associazione Famiglie Numerose” e “Associazione Giuristi per la Vita”, hanno contattato le scuole aderenti al progetto e l'amministrazione cagliaritana denunciando che in questo modo i bambini verrebbero   “sessualizzati” a piacere dell'amministrazione comunale con fiabe e “giochi” poco adatti alla fascia di età interessata.
Ad esempio, in alcune scuole della Penisola è stato consegnato un rossetto ai maschi, chiedendo loro di metterlo sulle labbra e poi di esprimere le loro sensazioni su come si sentissero, oppure gli è stato proposto di giocare con le bambole lasciando da parte le macchinine.
“E' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli” (Art. 30 Cost. Italiana).
La Costituzione ricorda che è diritto dei genitori educare i propri figli, non dell'amministrazione comunale, che usa associazioni pro-diversità ed anti-famiglia per raggiungere i propri intenti.
Dall'altra parte, per le associazioni pro-famiglia “l'ideologia gender sostiene che maschio e femmina sono il passato, il sesso è un'opinione, l'omosessualità è innata e i gay e le lesbiche hanno diritto di creare coppie che saranno il fondamento di un nuovo tipo di famiglie”. Fonte: www.tempi.it.
Purtroppo il problema non è solo cagliaritano ma nazionale.
Forza Nuova sostiene  che ormai l'Italia si trova di fronte ad una vera e propria emergenza educativa e chiede al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell'Istruzione di abbandonare la “strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere” e di emanare precise direttive affinché tutti i progetti, corsi, strategie educative si conformino ad alcune linee guida quali:
1) il rispetto del ruolo della famiglia nell'educazione all'affettività ed alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario, come sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
2) La spiegazione e lo studio delle motivazioni per le quali la nostra Costituzione privilegia la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
3) L'educazione al riconoscimento del valore e della bellezza della differenza sessuale.
4) Il rispetto del corpo altrui e dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva.
5) Il riconoscimento che l'attività sessuale non si riduce alla dimensione del piacere, ma che comporta delle conseguenze gravi e dei doveri importanti.
Per tutti questi motivi Forza Nuova ha avviato una petizione ed una raccolta firme.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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"FORZA NUOVA AD ALGHERO".


Comunicato Stampa del 13.02.2015

“FORZA NUOVA AD ALGHERO IMPEGNATA NELLA RACCOLTA FIRME PER UNA PETIZIONE A LIVELLO NAZIONALE CONTRO LA TEORIA GENDER”. 

Sabato 7 febbraio presso  Piazza Sulis, la Sezione di Forza Nuova Alghero ha avviato la raccolta firme per una petizione contro la diffusione dell’ideologia “gender” nelle scuole italiane. L’attività, svoltasi in concomitanza in numerose città italiane, compresa quella di Cagliari, si colloca nell’ambito di un’azione di contrasto più generale che Forza Nuova intende condurre con l’obiettivo di portare all’attenzione dei livelli istituzionali competenti, il fenomeno allarmante legato alla propaganda ed indottrinamento, fin dai primi anni di scolarità, della teoria “gender”.
Forza Nuova ribadisce la totale contrarietà a questo tipo di iniziativa, tendente a destrutturare la famiglia tradizionale, minare l’innocenza dei bambini e portare in futuro verso un modello di società e di famiglia prive delle naturali differenze sessuali.
“Sempre più determinati nella nostra azione di contrasto e nel difendere con qualsiasi mezzo i valori fondamentali  della famiglia tradizionale salvaguardando solo l' età  dell'alunno in età scolare, questo non presagisce che oggi possano essere accettate le discriminazioni sulle persone di sesso Etero, Omosessuale o Transessuale” così dichiara Sandra Senatore, responsabile cittadina di Forza Nuova per Alghero .
"I bimbi devono giocare e gli adulti insegnare; l'educazione sessuale trasmessa attraverso un libro di immagini con Favole Disney, che inducono la mente di un bambino a certi atti etero-omo-transessuali,  rischia seriamente di deviare un delicato momento della loro vita, che li confonderebbe da ciò che è realtà, immagine o idea . Potrebbe magari, in un'età più matura poter scegliere con una consapevolezza migliore e questo lontano naturalmente  da ogni discriminazione". 

Sandra Senatore - Responsabile Cittadina di Forza Nuova per Alghero.

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giovedì 5 febbraio 2015

“ELEZIONI COMUNALI DI QUARTU S.ELENA 2015”



Cagliari, 05.02.2015

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: “ELEZIONI COMUNALI DI QUARTU S.ELENA 2015”.

In vista delle prossime elezioni comunali a Quartu Sant'Elena, si sta lavorando per riunione le varie anime della destra sociale, per costituire un'alternativa sia all'attuale amministrazione di centro-destra sia al centro-sinistra.
Lavoro, sicurezza e lotta al degrado urbano sono i punti fondamentali del programma elettorale, che sarà presentato prossimamente.
Forza Nuova e Destra Sociale sono i promotori dell'iniziativa e lanciano l'appello a tutti i cittadini quartesi di sostenere attivamente questo progetto di rinascita di Quartu Sant'Elena.


A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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domenica 1 febbraio 2015

"NUORO, L'INCOGNITA DEI TRASPORTI"

  
Tempi di percorrenza biblici,enormi buche e dossi sulla S.S.131, autobus e pullman in condizioni pietose(e perennemente in ritardo). Tutto questo non bastava, i cittadini sardi dovevano subire un'ulteriore umiliazione.
Questa volta la Giunta Pigliaru, pur avvezza alle decisioni repentine, ha lasciato tutti di stucco.
Per bocca dell'Assessore ai Trasporti Massimo Deiana, è stata comunicata la decisione di puntare sul trasporto su rotaia, a scapito di quello su gomma, finora storicamente prevalente.
Niente più doppioni sulle stesse linee, meno sprechi, più efficienza. Il risparmio complessivo, secondo l'Assessore, sarebbe di 2,6 milioni di Euro.
Verrebbero abolite, tra le altre, le tratte Cagliari-Sassari e Sassari-Olbia.
E Nuoro? Anche se non ci sono conferme ufficiali, pare che nella Cagliari-Nuoro sarà soppresso il tratto da Cagliari a Oristano. Se l'indiscrezione venisse confermata, sarebbe un passo inquietante ed un atto di menefreghismo nei confronti dei tantissimi pendolari nuoresi che viaggiano da e per Cagliari, per motivi di studio e di lavoro.
Anzitutto, infatti, il piano della Regione non tiene conto che la Sardegna Orientale è quasi totalmente priva di ferrovie.
Nuoro, come se non bastasse,è l'unico Capoluogo di Provincia italiano(assieme a Matera) a non essere collegato alla rete delle Ferrovie dello Stato, ma solo alla famigerata linea ferroviaria a scartamento ridotto, con treni, chiaramente, molto più lenti. E' quindi chiaro come sia del tutto impensabile puntare sui treni, laddove i treni nemmeno ci sono( o, come nel caso di Nuoro, benché presenti non garantirebbero un servizio all'altezza delle richieste).
Se poi si tiene conto che i tanto decantati “treni veloci”, gli ATR 365(ordinati con delibera regionale svariati anni orsono, ma esclusivamente per servire le tratte Cagliari-Sassari e Sassari-Olbia), non sono ancora pronti all'uso, e che in molti tratti ferroviari sardi sarà necessario un adeguamento e/o ampliamento dei binari, si evince che i fastidi e i disagi saranno enormi, con forti ripercussioni in tutta l'Isola.
A quanto pare, tutto il progetto è motivato da non meglio precisati ”buchi” nel Bilancio della Regione.
Chi ha buona memoria non può non ricordare la cosiddetta “vertenza entrate”(ossia il mancato versamento di gran parte delle entrate tributarie dovute dallo Stato alla Sardegna), in virtù della quale i Sardi vantano un credito di circa 18 miliardi di Euro nei confronti dello Stato Italiano.
La Regione, per sue colpe(e prevedibili ostruzionismi statali), non è mai riuscita a definire e risolvere la vicenda.
Consigliamo pertanto alla Giunta Pigliaru (composta, come quelle che l'hanno preceduta, da scendiletto dei politici d'oltremare) di mettersi in contatto con il Governo: i soldi ci sono, basta sapere a chi rivolgersi( e soprattutto, quali toni usare).
Chiedere sacrifici ai cittadini è semplicemente indecente.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.
 
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martedì 27 gennaio 2015

"LE MACERIE DELL’ELDORADO SARDO"

Il fine settimana appena trascorso ha visto il ritorno, nella zona di Arborea, del dramma dello sgombero di alcune aziende agricole finite all’asta in seguito ai pignoramenti effettuati sia dalle banche creditrici dei proprietari che dalla famigerata e sempre più odiata Equitalia.
Il dramma economico e sociale, purtroppo, non è circoscritto alla sola Arborea, ma riguarda in generale tutta la Sardegna, compresa la Gallura, un ex Eldorado che fino a pochi anni fa, tra mare e turismo, offriva migliaia di posti di lavoro e sogni di gloria ad affaristi e imprenditori. Questo paradiso, a partire dal 2009 non esiste più e tutto ciò che rimane dei mille brulicanti cantieri che ne punteggiavano il paesaggio è una serie di rovinosi crac finanziari e imprenditoriali.
Il quadro di questa situazione si può osservare ogni volta che nelle aule del tribunale di Tempio vengono battute all’asta ville, modeste abitazioni e locali commerciali. E questa non è che la punta dell’iceberg, di quella montagna di sofferenza economica e umana che diventa sempre più alta ed evidente.
Meno evidenti, ma non per questo meno drammatici, sono gli ormai quotidiani pignoramenti mobiliari, quelli che stanno cancellando per debiti il tessuto socio-economico, artigianale e della media e piccola industria del nord Sardegna. Ad esempio, il crollo verticale delle commesse ha già da tempo messo ko un comparto come quello del sughero, che nella sola zona di Calangianus dava lavoro a migliaia di persone e vedeva, tra produzione diretta e indotto, oltre un centinaio di piccoli e grandi imprenditori. Ora, il numero si è ridotto a poche decine di unità e la maggior parte di loro continua a sopravvivere spesso solo con l’aiuto dei propri familiari, dopo aver eroso i risparmi accumulati in anni di duro lavoro a causa delle tasse e di banche sempre più implacabili nei confronti dei propri clienti.
A Olbia decine di commercianti, esercenti e ristoratori abbassano le serrande e consegnano le chiavi delle loro attività ai curatori fallimentari o agli incaricati del tribunale gallurese, dove sono iscritte migliaia di cause avviate dopo l‘atto iniziale dei creditori, il pignoramento.
Le richieste d’intervento giudiziario da parte degli istituti di credito, dell’Agenzia delle Entrate, di Equitalia e dei privati, prima esigue, si sono moltiplicate a dismisura negli ultimi anni. Colpa in primo luogo della crisi economica, che ha paralizzato la maggior parte dei cantieri aperti lungo tutta la fascia costiera, dove ormai sono in attività soltanto piccoli artigiani impegnati in lavori di manutenzione ordinaria, e ha affossato colossi del turismo come Valtour o del trasporto aereo come Meridiana, i cui dipendenti stanno incrementando in questo periodo il già consistente numero di cassintegrati del settore edilizio, sugheriero, artigianale e, da ultimo, sanitario, con la chiusura di cliniche private e dell’ex ospedale San Raffaele, venduto agli emiri del Qatar dopo il fallimento dell’ex big della sanità milanese don Verzé.
Crollato l’Eldorado, restano solo le macerie sulle quali si fiondano i soliti squali attratti dalla prospettiva di affari facili sulla pelle della povera gente. L’attività più redditizia oggi in Gallura, infatti, è quella delle esecuzioni immobiliari, nelle quali gli speculatori si fiondano, quasi sempre per conto terzi, arrivando a fatturare ogni anno decine e decine di milioni di euro. In vendita si trova di tutto, dall’albergo a cinque stelle di qualche ex miliardario allo stazzo del povero allevatore, che viene rilevato a pochissimo prezzo per essere trasformato, magari con qualche legge o permesso ad hoc, nel nuovo fiore all’occhiello del pescecane senza scrupoli di turno fiondatosi su quella che prima era la miniera d’oro del nord Sardegna.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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