lunedì 14 aprile 2014

“CASSONETTI VUOTI E PURE LE TASCHE DEI CAGLIARITANI”


E' regola ormai tristemente nota a tutti che lo Stato abbondi con i tagli alle risorse economiche destinate agli enti locali, soprattutto in tempi di crisi, per rispettare i vincoli d'austerità dettati dall'Unione Europea.
Ciò significa in concreto che i Comuni, ad esempio, per continuare a funzionare ed erogare servizi ai cittadini devono fare da sé, trovando i soldi magari attraverso vecchie e nuove gabelle.
Anche Cagliari non fa eccezione, ma nel calcolare la T.A.R.S.U. (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, destinata ad essere accorpata insieme alla T.I.A. - tariffa di igiene ambientale - nella nuova T.A.R.E.S. - tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) osserviamo alcune “anomalie” segnalate dai cittadini.
Ogni Comune, in autonomia, ha il potere di stabilire le categorie di contribuenza di tutti gli immobili, in base alla loro destinazione d'uso.
Tabella ufficiale alla mano, si scopre che durante l'amministrazione Zedda il contributo per mq delle abitazioni (indipendentemente dal valore catastale dell'immobile) sia di 2,66€, mentre drogherie, librerie, edicole, tabacchini e la maggior parte dei piccoli negozi deve pagare 8,83€.
Non va meglio al settore della ristorazione e dell'alimentare, già in difficoltà per il crollo dei consumi, i costi della burocrazia e l'aumento dell'IVA: ristoranti, pizzerie, paninoteche devono sborsare 18€ al mq; bar e gelaterie 19,20€ al mq; pastifici e box mercato 9,88€ al mq, frutta e verdura (pure per le piante) 20,77€ al mq.
Ma il dato più sconcertante riguarda alcuni “soggetti economici” già forti finanziariamente, espressione di interessi del credito bancario, delle multinazionali o della grande distribuzione, che godono di un trattamento di “privilegio”, pur non avendone bisogno, rispetto a tutti i “piccoli” contribuenti ed esercenti: gli alberghi 3,02€ al mq; banche, istituti di credito ed assicurazioni pagano 8,83€ al mq; supermercati ed ipermercati 13,97€ al mq.
Correggere questo “squilibrio” è necessario, per tenere in ordine i conti del Comune e garantire una vera equità sociale ed economica, non solo con gli slogan elettorali, ma con azioni concrete.
Altrimenti, continueremo ad avere una politica forte coi deboli e debole coi forti.
Con Zedda Sindaco. 

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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lunedì 31 marzo 2014

“CONTRO L'UNIONE EUROPEA DELL'EURO E DELLE BANCHE, RISORGE L'EUROPA DEI POPOLI CON FORZA NUOVA ANCHE IN SARDEGNA”

Le prossime elezioni europee saranno decisive per creare un “Fronte Europeo dei Popoli Sovrani”, che contrasti questa Unione Europea, basata sull'euro e sull'austerità ed asservita alle banche ed ai poteri forti finanziari.
In Italia, Forza Nuova si impegna per raggiungere questo grande obbiettivo ed è un dovere per tutti coloro che vogliano combattere contro questo sistema sostenere Forza Nuova.
In questi giorni, militanti e dirigenti forzanovisti anche in Sardegna stanno facendo il massimo sforzo per presentare la lista anche nella circoscrizione “Isole”, raccogliendo sottoscrizioni e selezionando le candidature.
Chiunque voglia sostenere il Movimento in questa grande sfida europea, può rivolgersi da subito al responsabile forzanovista più vicino o alla segreteria regionale.

A cura della Segreteria Regionale di Forza Nuova per la Sardegna.

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lunedì 24 marzo 2014

"LA SARDEGNA CHIAMA, IL GOVERNO (NON) RISPONDE"


Nel bel mezzo dei preparativi per le Elezioni Europee, in Parlamento succede di tutto.
I due emendamenti che prevedevano un aiuto ai Comuni sardi colpiti dall'alluvione sono stati respinti.
Come se non bastasse, il Senato ha successivamente bocciato la proposta, sacrosanta, nonché piuttosto datata, di inserire la Sardegna in un Collegio Europeo a sé stante.
Un doppio affronto difficile da digerire.
Il neo-premier Renzi, che tanto aveva criticato i suoi predecessori, dimostra la sua indole populista: tante parole, pochi fatti.
I parlamentari voltano le spalle alla Sardegna, ed il voto è compatto, netto e bipartisan.
Ma è la situazione generale sarda a destare preoccupazione: al di là del vergognoso menefreghismo dimostrato nei confronti dei comuni alluvionati, nei quali, peraltro, la ricostruzione è ben lungi dall'essere completata, la questione del Collegio Europeo è ancora più grave.
Fino a quando perdurerà questo stato di cose (vedi la famigerata legge del '79), la Sardegna non potrà eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento Europeo, dovendo fare i conti con una Regione demograficamente molto più consistente come la Sicilia.
Nessuna rappresentanza, ovvero nessun diritto.
Lo storico immobilismo dello Stato centrale nei confronti della nostra Isola sta ormai trasformandosi in un disinteresse orgogliosamente esibito: sarà interessante valutare lo stato d'animo col quale i Sardi andranno a votare per le Europee, ma soprattutto analizzare l'affluenza, che presumibilmente sarà assai bassa.
In questo scenario, Forza Nuova, per l'occasione alleata con la Fiamma Tricolore, può costituire l'unica credibile alternativa ad un sistema inerte e corrotto, che ha danneggiato la Sardegna all'inverosimile.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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lunedì 17 marzo 2014

"LA PROVA DEI FATTI"


La diminuzione delle tasse, di cui ha parlato recentemente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, è una promessa che ci sentiamo fare da un paio di decenni e che nessun governo è riuscito finora a realizzare.
Una cosa, però, è certa: chi riuscirà a tagliarle sul serio passerà alla storia, mentre chi fallirà per l'ennesima volta potra ufficialmente essere definito un buffone.
Quello di ridurre il carico fiscale degli italiani è stato per anni un cavallo elettorale, ottimo per fare mille promesse quando si trattava di prendere voti, ma alla prova dei fatti non è mai riuscito ad uscire dalle scuderie perchè ostaggio di partiti, lobby, conventicole etc: bastava che il ministro dell'Economia di turno, opportunamente tirato per la giacchetta dai “banksters” europei, dalle agenzie di rating (altrettanto criminali in base a indagini e sentenze anche italiane) e dai manovratori occulti del famigerato spread, alzasse il cartellino rosso dicendo che le coperture non c'erano e non se ne faceva niente.
Se questa sarà la volta buona, si vedrà.
In ogni caso Matteo Renzi, pur non avendo promesse elettorali da mantenere visto che è arrivato a Palazzo Chigi saltando le urne, si gioca la faccia.
E' anche vero che dieci miliardi di euro non sono noccioline e che dovremo trovarceli da soli, visto che i soliti euroburocrati hanno fatto sapere con “cortese sollecitudine” che per finanziare queste politiche “rivoluzionarie” non si potranno usare i fondi strutturali, perchè possono essere usati solo per finanziare nuovi progetti di sviluppo e non tagli delle tasse, anche se alla fine le misure avrebbero lo stesso obiettivo.
La coperta è sempre corta ed è per questo che in questi ultimi giorni stiamo assistendo al derby tra IRPEF e IRAP.
Concentrare le risorse solo sul taglio dell'IRPEF (l'imposta della gente comune) potrebbe significare dare tra gli 80 e i 100 euro in più al mese ai lavoratori dipendenti che ne guadagnano 1.500 con l'obiettivo di aumentarne le capacità di consumo; diminuire il carico fiscale delle imprese con la riduzione dell'IRAP favorirebbe il loro rilancio sia sul mercato interno che su quello internazionale, nella convinzione che nei sistemi di mercato il lavoro sia crato dalle aziende.
Per ora, sembra che il governo voglia far pendere la bilancia tutta a favore dell'IRPEF, facendo aumentare le buste paga dei lavoratori a partire dal prossimo maggio, ma per il momento l'unica certezza, al di là degli annunci del premier, di qualche slide di presentazione e dei numerosi titoli di giornale, è che non c'è nessun disegno di legge all'esame delle Camere, come non esiste nessuna norma che dia disposizioni alla Cassa Depositi e Prestiti (che gestisce i rispami degli italiani) su come pagare entro settembre i miliardi di debiti accumulati negli anni dalla Pubblica Amministrazione.
Il tempo corre veloce, la pazienza degli italiani ormai è finita e la prova dei fatti è ancora una pia illusione.

A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Sassari.

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lunedì 10 marzo 2014

"ASSEMINI: DELUSIONE A 5 STELLE"

Come già raccontato, nel mese di Ottobre del 2013, Forza Nuova ha contattato il Sindaco di Assemini, Ing. Mario Puddu, eletto con il Movimento 5 Stelle, per proporre un' iniziativa popolare volta al beneficio della comunità.
Pubblichiamo di seguito la proposta civica, che il Sindaco 5 Stelle non ha voluto nemmeno ascoltare: organizzare ad Assemini, nella nuova Piazza Mercato, un mercato composto dalle realtà agricole ed artigianali asseminesi, eliminando tutti i costi di filiera ed abbattendo così i costi delle merci, con grande vantaggio dei cittadini che non avranno il ricarico dei “passaggi” di mercato e con altrettanto vantaggio dei produttori che potranno vendere i loro prodotti a prezzi popolari e non al “sotto costo” imposto dalle multinazionali.
Un’iniziativa ideale per la “cittadinanza attiva”, tanto proclamata dal Movimento di Beppe Grillo.
Ma solo nei buoni propositi da blog. 




A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Cagliari.

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mercoledì 26 febbraio 2014

"FORZA NUOVA IN PIAZZA A SASSARI!"


Sabato 1 Marzo 2014, dalle ore 17, banchetto di Forza Nuova in piazza Castello a Sassari: sarà possibile effettuare il TESSERAMENTO 2014: "ITALIANI PER SANGUE E PER SPIRITO" e sottoscrivere la petizione per la moratoria contro Equitalia.

Per informazioni sull'iniziativa:
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lunedì 24 febbraio 2014

"REGIONALI 2014: ANALISI DEL VOTO SARDO"


I risultati delle elezioni sarde sembrano smentire, almeno apparentemente, quello che molti avevano pronosticato.
Si paventava una vittoria di Michela Murgia, seguita da Pigliaru.
Ciò non è accaduto: la Sardegna non ha risentito del colpo di mano di Renzi ed il centro sinistra ha vinto, anche se il centro-destra si è confermato  in importanti città Isolane: Olbia, Alghero, Tempio Pausania ed Oristano.
Il successo di Pigliaru, Professore universitario di Economia politica presso la facoltà di Economia del polo Economico-Giuridico di Cagliari ed ex appartenente al CDA del Banco di Sardegna, è di stretta misura (42% contro il 40% del governatore uscente Ugo Cappellacci).
Egli è ritenuto un “renziano”, ma potenzialmente in grado di portare avanti una linea politica autonoma.
Il voto della provincia di Nuoro, che registra l’affluenza più alta (56,54%, ma in alcune sezioni con punte del 69%) ed è tradizionalmente legata al centro-sinistra, è stato fondamentale per la vittoria del Professore, nativo di Sassari, residente a Cagliari, ma originario di Orune, in Barbagia.
Anche Sassari ha registrato una considerevole affluenza (ed anche qui ha vinto il Pd), mentre in Ogliastra (un tempo facente parte della Provincia di Nuoro) ha votato il 55,68% degli aventi diritto.
A Cagliari (dove ha vinto, ma di poco, il Pd) l’affluenza è stata poco oltre il 51%,a Olbia poco sopra il 52%.
Bassa l’affluenza nelle altre province: Medio Campidano 46,92%, Carbonia 48,83% Oristano 49,71%.
Il centro-destra vince e si conferma in Gallura(complice anche l’assenza di Grillo) e ad Oristano.
La Murgia non ha avuto l’exploit che molti si aspettavano ed il suo risultato, anche se positivo (è al primo posto fra le numerose liste indipendentiste), è stato al di sotto delle attese e non le garantirà una rappresentanza in Consiglio Regionale.
Per il resto, buon successo di Mauro Pili con la lista Unidos (5,9%); bel risultato anche per gli ultranazionalisti Sardi del FIU (1,03%), mentre, tra i partiti indipendentisti storici, tiene il PSDAZ (4,7%). IRS (Indipendentzia Republica de Sardigna), nonostante lo 0,8% dei consensi, ottiene comunque un Consigliere regionale, grazie all’alleanza con i partiti nazionali.
Sardigna Natzione, come del resto Forza Nuova, ha scelto di non presentarsi.
I Partiti indipendentisti sardi (sia che appoggiassero il centro-destra, o il centro-sinistra o che corressero da soli) hanno ottenuto complessivamente circa il 26% dei consensi, con 20mila preferenze.
Se si somma questo dato con l’astensionismo, arrivato in Sardegna al 48%, emerge una forte insoddisfazione, manifestata dall’elettorato in due modi: con l’astensione, appunto, o in alternativa tramite il voto a partiti fuori dal panorama politico italiano (come gli indipendentisti), con un significato simile al voto “di protesta” dato ai Grillini nel 2013.
In conclusione: la situazione non è per nulla stabile, la vittoria del centro-sinistra non è netta ed è condizionata dalla presenza di partiti minori.
Il leader di IRS, Gavino Sale, ha fatto questa affermazione: ”Noi non siamo alleati col PD, noi abbiamo fatto un patto con Pigliaru”.
Significativo.
I Nazionalisti Sardi, benché divisi, hanno ottenuto un risultato di vaste proporzioni: la Murgia è stata fermata, ma l’idea autonomista è ben viva, nonostante Videolina abbia parlato di debacle indipendentista (!).
L’altissimo astensionismo, infine, ha confermato quanto (non diversamente da quello che avviene nel resto d’Italia) la protesta della gente stia silenziosamente aumentando.


A cura della Federazione Provinciale di Forza Nuova Nuoro.

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